MILANO – La Otb di Renzo Rosso chiude un anno complesso per il mondo del lusso, con ricavi e margini solo in lieve calo, e flussi di cassa e liquidità positiva, nonostante gli investimenti fatti nell’innovazione e nell’apertura di 49 nuovi negozi. «Il gruppo ha dimostrato tutta la solidità di cui è capace e Diesel ha chiuso il miglior bilancio degli ultimi 10 anni a livello di utile – spiega l’ad di Otb Ubaldo Minelli –. Siamo soddisfatti e orgogliosi dei risultati raggiunti, che ci permettono di guardare con fiducia a un 2026 che è partito meglio del 2025, e da cui potrebbero emergere interessanti opportunità». Come nuove acquisizioni sia di marchi che nella filiera, ovvero come già successo nel 2021 con Jil Sander o nel 2023 con la pelletteria Frassineti e nel 2024 con il calzaturificio Stephen.
Il 2026 parte bene, e sono attese nuove licenze
Intanto il 2025 è terminato con ricavi in calo a parità di cambi del 4,8% a 1,7 miliardi, un fatturato netto che diminuisce delle stesse pro…
MILANO – La Otb di Renzo Rosso chiude un anno complesso per il mondo del lusso, con ricavi e margini solo in lieve calo, e flussi di cassa e liquidità positiva, nonostante gli investimenti fatti nell’innovazione e nell’apertura di 49 nuovi negozi. «Il gruppo ha dimostrato tutta la solidità di cui è capace e Diesel ha chiuso il miglior bilancio degli ultimi 10 anni a livello di utile – spiega l’ad di Otb Ubaldo Minelli –. Siamo soddisfatti e orgogliosi dei risultati raggiunti, che ci permettono di guardare con fiducia a un 2026 che è partito meglio del 2025, e da cui potrebbero emergere interessanti opportunità». Come nuove acquisizioni sia di marchi che nella filiera, ovvero come già successo nel 2021 con Jil Sander o nel 2023 con la pelletteria Frassineti e nel 2024 con il calzaturificio Stephen.
Il 2026 parte bene, e sono attese nuove licenze
Intanto il 2025 è terminato con ricavi in calo a parità di cambi del 4,8% a 1,7 miliardi, un fatturato netto che diminuisce delle stesse proporzioni a 1,6 miliardi (-5%), un margine operativo lordo di 237,3 milioni pari al 15,1%, delle vendite, una cassa positiva nonostante 64 milioni di investimenti e una liquidità a fine dicembre in aumento del 29% a 40 milioni. «Lo scorso anno, oltre ai cambi di direttori creativi in Margiela, Marni e Jil Sander, abbiamo terminato il lungo processo di razionalizzazione del nostro network retail che a fine 2025 conta 600 negozi a gestione diretta – prosegue Minelli – abbiamo aperto nuovi mercati come il Messico, riorganizzato la nostra struttura con il Giappone che ha inglobato la Corea per lasciare il team che gestisce l’Asia più focalizzato sul mercato cinese. Il Giappone, che è strategico ed è il maggior mercato di sbocco all’estero, continua a crescere e rappresenta ormai il 27% del nostro fatturato consolidato».
Finita la fase di consolidamento e di riposizionamento (con l’utile operativo in flessione per fattori straordinari a 10,1 milioni) e Margiela che cresce (+8,4%) ed è diventato il secondo marchio dopo Diesel, Otb si appresta ad affrontare un 2026 sfidante, ma con qualche asso nella manica: Jil Sander e Marni sono pronte per ripartire dopo il cambio alla direzione creativa, e a investire su nuovi negozi. Dsquared2 ha appena confermato una licenza di 5 anni con Staff International, e anche la divisione bambino di Brave Kid, dopo Max&co sta per siglare nuovi contratti. «Nel bambino, nei prossimi mesi contiamo di annunciare un paio di nuovi accordi importanti – ammette Minelli – e anche se le licenze rappresentano solo un decimo del fatturato di Otb, confermano la validità, l’apprezzamento e la qualità della nostra organizzazione produttiva e distributiva».
Nuovi investimenti nei negozi e spazio per le acquisizioni
Anche nel 2026 il gruppo ha infatti in agenda oltre 60 milioni di investimenti, nonché l’apertura di oltre 50 nuovi punti vendita con un occhio di riguardo a Usa (cresciuti nonostante i dazi del 5,9% nel 2025), al Medio Oriente (+9%) e all’Asia. «La solidità e la resilienza del nostro bilancio dopo due anni complessi come quelli che abbiamo affrontato – fa notare Minelli – ci rendono oggi ancora più forti e affidabili. Studiamo sempre le opportunità che si creano sul mercato, e abbiamo più volte detto che le acquisizioni servono solo se completano e arricchiscono il portafoglio andando a integrare con la nostra rodata organizzazione anche sotto il profilo produttivo. Il Gruppo è pronto e strutturato per cogliere nuove opportunità».
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