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Rottamazione auto in fermo amministrativo: ora si può. Al via le procedure per i veicoli fuori uso

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La novità introdotta con il Ddl veicoli in vigore dal 20 febbraio. Operativo anche il database per i richiami
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ROMA – Stretta sulle auto fantasma e database per i richiami. Sono due le novità in arrivo per gli automobilisti questa settimana. Da una parte, la possibilità di cancellare dai registri pubblici le auto fuori uso sottoposte a fermo amministrativo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entra in vigore la legge n. 14/2026 che apporta "Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n.209. Dall’altra, il decreto del direttore generale della Motorizzazione civile con cui è stato istituito l'elenco telematico previsto dall'art. 80 bis del nuovo Codice della strada che impone alle case automobilistiche di inserire nei database i dati sulle vetture che dopo 24 mesi dall'avvio della campagna di richiamo per l'adozione di misure correttive, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza.

ROMA – Stretta sulle auto fantasma e database per i richiami. Sono due le novità in arrivo per gli automobilisti questa settimana. Da una parte, la possibilità di cancellare dai registri pubblici le auto fuori uso sottoposte a fermo amministrativo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entra in vigore la legge n. 14/2026 che apporta "Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n.209. Dall’altra, il decreto del direttore generale della Motorizzazione civile con cui è stato istituito l'elenco telematico previsto dall'art. 80 bis del nuovo Codice della strada che impone alle case automobilistiche di inserire nei database i dati sulle vetture che dopo 24 mesi dall'avvio della campagna di richiamo per l'adozione di misure correttive, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza.

Auto fuori uso in fermo, possibile la rottamazione

Fino ad oggi le auto sottoposte a fermo amministrativo venivano "congelate" rimanendo inutilizzabili e col divieto di cancellazione dai pubblici registri, spiega Federcarrozzieri. Questo ha portato alla crescita nelle nostre città di vetture abbandonate per anni in strada o su terreni, con un incremento del degrado urbano e dell'inquinamento: si stima siano 4 milioni in Italia le vetture sottoposte a fermo, di cui 1 milione di carcasse o auto fuori uso destinate alla demolizione. Dal 20 febbraio i proprietari delle vetture e gli enti locali potranno chiedere la cancellazione dal Pra e dai registri pubblici delle auto fuori uso anche se sottoposte a fermo amministrativo, e la conseguente rottamazione del mezzo. Si introduce quindi la radiazione dal registro di questi mezzi quando la finalità è la rottamazione, ma si esclude la possibilità di accedere a incentivi statali per l’acquisto di nuovi veicoli. Sarà poi compito degli enti locali normare le procedure di attestazione di inutilizzabilità e di rimozione d’ufficio, anche con intervento immediato “per motivi di sicurezza o tutela ambientale”.

Cosa cambia per le auto in fermo amministrativo

il presidente di Federcarrozzieri Davide Galli: "I proprietari di auto sottoposte a fermo fino ad oggi erano costretti a pagare bollo e, fino al 2024, anche l'assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile, mentre ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi, ma come conseguenza non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l'acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato". I benefici saranno anche per la circolazione e l'ambiente. I Comuni, spiega Galli, ora "potranno rimuovere con più facilità le automobili abbondate in strada o su terreni pubblici, e quelle che rappresentano un pericolo sul fronte della circolazione o dell'ambiente".

Il registro per i richiami

L'altra novità riguarda invece l'arrivo del database delle auto non sottoposte a campagna di richiamo, pur in presenza di interventi correttivi imposti dalle case automobilistiche. Dal 17 febbraio sarà operativa una banca dati nella quale le case automobilistiche dovranno inserire le vetture che, dopo 24 mesi dall'avvio della campagna di richiamo per l'adozione di misure correttive, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza.

"Si tratta di una novità molto importante sul fronte della sicurezza stradale - sottolinea il presidente Davide Galli - Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali, con la conseguenza che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose. Grazie a questo database cittadini e organi di polizia potranno verificare se un veicolo non è stato sottoposto alla prevista campagna di richiamo, e per i trasgressori sono previste salate sanzioni: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, 173 euro per i proprietari che circolano con un'auto inserita nell'elenco".

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