Tomassetti (Octopus): “Nel Dl bollette scelte deboli. Aiuti a pochi pagati dalle tasse di tutti”
di Emma BonottiGiorgio Tomassetti, ceo di Octopus Energy Italia
MILANO – Benefici temporanei e riservati a pochi. Le misure che emergono dalla bozza del decreto bollette guardano «al presente e non al futuro». E rischiano, secondo il ceo di Octopus Energy Italia, Giorgio Tomassetti, di peggiorare il conto per la maggior parte dei consumatori italiani.
Uno degli obiettivi del decreto sarebbe proprio tutelare i consumatori più fragili. Che cosa, secondo lei, non sta funzionando?
«Il testo, per come è scritto, non contiene misure strutturali necessarie per ridurre il costo dell’energia per i consumatori. Le famiglie, ad esempio, sono praticamente assenti: il contributo di 90 euro, una tantum, spetta a una platea ristretta, mentre lo scorporo degli oneri di sistema del gas, pensato per ridurre il prezzo unico nazio…
MILANO – Benefici temporanei e riservati a pochi. Le misure che emergono dalla bozza del decreto bollette guardano «al presente e non al futuro». E rischiano, secondo il ceo di Octopus Energy Italia, Giorgio Tomassetti, di peggiorare il conto per la maggior parte dei consumatori italiani.
Uno degli obiettivi del decreto sarebbe proprio tutelare i consumatori più fragili. Che cosa, secondo lei, non sta funzionando?
«Il testo, per come è scritto, non contiene misure strutturali necessarie per ridurre il costo dell’energia per i consumatori. Le famiglie, ad esempio, sono praticamente assenti: il contributo di 90 euro, una tantum, spetta a una platea ristretta, mentre lo scorporo degli oneri di sistema del gas, pensato per ridurre il prezzo unico nazionale su cui si forma il costo dell’energia, rischia di essere una voce extra nelle bollette di tutti. La riduzione del Pun sarà meno efficace se la bolletta sarà composta da più tasse e meno energia».
Quanto meno gli energivori potranno tirare un respiro di sollievo.
«Alcuni articoli vanno nella direzione giusta, ma non risolvono il problema. Lo spostano nel tempo o sono a somma zero. Ad esempio, ridurre lo spread tra il prezzo all’ingrosso europeo (Ttf) e quello italiano (Psv) può portare sì a un risparmio per gli energivori. Ma se si scaldano le tensioni geopolitiche e il prezzo della materia prima sale, l’artificio che avrà portato un’apparente convenienza sarà vanificato».
Alcune imprese energetiche temono che il decreto possa avere ripercussioni sui loro bilanci.
«Trovo assurdo che chi ha nell’oggetto sociale la produzione di energia rinnovabile, come anche Octopus Energy, si lamenti se il prezzo dell’energia scende perché margina meno e preferisce invece un mondo in cui il prezzo dell’energia è più alto grazie a un costo del gas più alto. Il ruolo delle fonti green è proprio quello di abbassare gradualmente il costo dell’energia. Nel medio-lungo periodo, crediamo che prezzi più equi possano giovare al nostro mercato».
C’è un articolo della bozza del decreto che salverebbe?
«Sì, il sesto. Snellire il processo per allacciare nuovi impianti alla rete elettrica può contribuire ad accrescere la quota di rinnovabili nel sistema, con ricadute positive sui prezzi».
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