Edison, salgono i ricavi ma scivola il margine. “Con dl bollette a rischio l’apertura del capitale”
di Emma BonottiMILANO – C’è un’incognita legislativa che incombe sul futuro riassetto del capitale di Edison e sulla possibilità dell’azienda di portare a termine i propri obiettivi al 2030. Lo ha reso chiaro l’amministratore delegato Nicola Monti presentando i numeri del 2025, un anno solido nonostante il margine in calo.
“Dl impatta sugli investimenti del settore in rinnovabili”
Le novità previste dal decreto bollette, oggi in consiglio dei ministri, “avrebbero un impatto materiale sulla nostra capacità di investire e raggiungere i target”, spiega l’ad. Impatti di cui i piani attuali non tengono ancora conto. “Le curve forward al 2028 mostrano prezzi dell'elettricità in Italia sotto gli 80 euro al megawattora, quasi 30 euro di sconto rispe…
MILANO – C’è un’incognita legislativa che incombe sul futuro riassetto del capitale di Edison e sulla possibilità dell’azienda di portare a termine i propri obiettivi al 2030. Lo ha reso chiaro l’amministratore delegato Nicola Monti presentando i numeri del 2025, un anno solido nonostante il margine in calo.
“Dl impatta sugli investimenti del settore in rinnovabili”
Le novità previste dal decreto bollette, oggi in consiglio dei ministri, “avrebbero un impatto materiale sulla nostra capacità di investire e raggiungere i target”, spiega l’ad. Impatti di cui i piani attuali non tengono ancora conto. “Le curve forward al 2028 mostrano prezzi dell'elettricità in Italia sotto gli 80 euro al megawattora, quasi 30 euro di sconto rispetto ai livelli attuali. Come Paese, abbiamo l’obiettivo di ridurre il prezzo, oggi determinato per il 65% dal gas, ma questo obiettivo lo possiamo raggiungere investendo in rinnovabili e sistemi di accumulo”, puntualizza.
E poi attacca: “Cambiare oggi tout court e in modo forzato il sistema del prezzo marginale e degli Ets (i certificati che deve acquistare chi emette CO2, ndr.) su cui gli operatori si sono basati per pianificare i loro investimenti rischia di impattare la loro capacità di mettere a terra nuovi impianti rinnovabili. Abbiamo bisogno di certezze”. Inoltre l’Italia, come gli altri Stati membri, è parte di un sistema elettrico integrato. “Il fatto che si apra in Europa una discussione sugli Ets per non gravare troppo sulla competitività energetica dell’Unione credo sia una buona cosa”. Diverso e sicuramente più “difficile” è “fare una modifica unilaterale”.
Incertezze pesano sull’apertura del capitale
Nel caso di Edison la matassa si complica. Edf progetta da tempo di aprire il capitale della controllata italiana, cedendo una quota di minoranza a un investitore terzo o quotando la multiutility milanese sulla Borsa Italiana. “Nessuna decisione è stata presa”, conferma Monti, ma “ci sono delle incertezze da valutare, come l’impatto di possibili modifiche legislative”. In altre parole, il decreto bollette.
Conti solidi, ma margini in calo
Venendo ai numeri, Edison si lascia alle spalle un anno solido, chiuso con ricavi in crescita a 17,7 miliardi di euro grazie alla forte produzione elettrica (+9,3%) e al balzo nelle vendite, ma un margine operativo lordo (Mol) in calo a da 1,7 a 1,3 milioni, seppur all’interno della forchetta della guidance. Pesano le minori piogge rispetto al 2024, che hanno compresso il contributo dell’idroelettrico, minori opportunità di ottimizzare il portafoglio gas e un calo nella marginalità del segmento dei servizi ai clienti finali.
L’utile netto frena, da 403 a 240 milioni, anche a causa degli accantonamenti straordinari dei siti ex-Montedison, stimati in circa 400 milioni nel 2025 (e 600 nel 2024) e che dovrebbero azzerarsi nel giro di pochi anni. Ai soci sono destinati 170 milioni, così divisi: 0,035 euro per ciascuna azione ordinaria e 0,065 per ciascuna azione di risparmio. Gli investimenti crescono del 19% e raddoppiano nel campo delle fonti green. Sul fronte finanziario, il bilancio si chiude con un saldo a credito di 219 milioni.
Focus su rinnovabili e diversificazione portafoglio gas
Le prospettive per il 2026 sono di un margine compreso tra 1,2 e 1,4 miliardi. Mentre per la fine del decennio, il gruppo punta a portare il dato tra 1,7 e 1,9 miliardi, investendo tra 1 e 1,5 miliardi ogni anni nel prossimo quinquennio. Resta forte la propensione verso le rinnovabili, anche se potrebbe calare la percentuale di investimenti fatti sul mercato (oggi stimata al 40%), sempre per effetto del decreto. Il 2025 porta in dote 200 megawatt di cantieri conclusi, 250 in costruzione e altri 500 che saranno avviati nel corso dei prossimi 18 mesi a seguito dell’aggiudicazione delle aste Fer-X. Un portafoglio che proietta la multiutility a circa 3 GW, ad un gigawatt dall’obiettivo del piano.
Sul fronte gas, “vogliamo anche accrescere il nostro portafoglio diversificato, incrementare la quota di Gnl per avere maggiore flessibilità di destinazione e mantenere vivi i rapporti con i fornitori storici. L’obiettivo – aggiunge l’ad – è inserire almeno un altro contratto di gas naturale liquefatto entro il 2030”. Per Edison il 2025 è stato l’anno del primo carico di Gnl dagli Stati Uniti, che ha contribuito a portare l’import di metano a 14 miliardi di metri cubi e ha consentito all’azienda di coprire il 22% della domanda italiana di gas. Quanto al terzo pilastro strategico, clienti e servizi, il gruppo punta soprattutto a crescere nel settore B2C, dove ha superato i mille punti vendita fisici, e aumentare la propria presenza nell’illuminazione pubblica e nella distribuzione di calore.