ROMA – Nel decreto Mileproroghe non ci sarà il rinnovo del credito d’imposta per la carta destinato agli editori di quotidiani e periodici. La misura era contenuta in un emendamento bipartisan che prevedeva il riconoscimento del credito di imposta anche per gli anni 2026, 2027 e 2028. Il testo è stato assorbito in una riformulazione approvata dalle Commissioni Affari costituzionale e Bilancio della Camera che prevede a proroga del rimborso a Poste italiane per prodotti editoriali, ma non prevede più la proroga del credito di imposta per la carta.
L’ultima formulazione ha snaturato l’emendamento bipartisan che prevedeva il rinnovo del credito d’imposta stabilito nel 2020. "L'emendamento sul credito d'imposta sulla carta è stato riformulato con fondi per spediz…
ROMA – Nel decreto Mileproroghe non ci sarà il rinnovo del credito d’imposta per la carta destinato agli editori di quotidiani e periodici. La misura era contenuta in un emendamento bipartisan che prevedeva il riconoscimento del credito di imposta anche per gli anni 2026, 2027 e 2028. Il testo è stato assorbito in una riformulazione approvata dalle Commissioni Affari costituzionale e Bilancio della Camera che prevede a proroga del rimborso a Poste italiane per prodotti editoriali, ma non prevede più la proroga del credito di imposta per la carta.
L’ultima formulazione ha snaturato l’emendamento bipartisan che prevedeva il rinnovo del credito d’imposta stabilito nel 2020. "L'emendamento sul credito d'imposta sulla carta è stato riformulato con fondi per spedizioni editoriali per Poste per mancanza di fondi, nonostante l'impegno del Sottosegretario Barachini. Come commissione Editoria sto lavorando a una legge delega al governo di riforma generale dell'editoria – ha dichiarato il presidente commissione Editoria cultura scienza ricerca editoria e sport della Camera, Federico Mollicone – ritengo che vada ripensata con urgenza l'infrastruttura di sostegno dell'editoria nazionale che, a fronte delle difficoltà legate alla rivoluzione digitale, rischia di soccombere, anche per rivoluzionare il vecchio sistema assurdo creato da Renzi che addebitò i fondi dell'editoria sul bilancio Rai", afferma Mollicone.
Fieg: “Il governo non vuole sostenere l’editoria”
Forte delusione dalla Fieg, la federazione degli editori, che aveva rivolto un appello alla premier Meloni per destinare i fondi al settore "Prendiamo atto con rammarico – ha dichiarato il presidente Andrea Riffeser Monti – dell’ennesima decisione del governo e dei partiti di maggioranza che dimostra, a differenza delle precedenti legislature, l'assenza di volontà di sostenere con i fatti un comparto fondamentale per la corretta informazione ai cittadini e per la salvaguardia della democrazia nel nostro Paese".
Barachini: “Da Fieg parole irricevibili”
Il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini difende l’operato del governo per sostenere l’editoria. E risponde alla Fieg definendo “irricevibili” le parole del presidente Riffeser Monti e le “critiche rivolte a un governo che negli ultimi anni si è prodigato a sostegno” del settore. “Soltanto nell'ultimo anno – ha aggiunto – sono state varate misure straordinarie per oltre 120 milioni di euro per il contributo alle imprese editrici per le copie vendute, per il contributo alle imprese di distribuzione, per il sostegno alle edicole, per gli investimenti in tecnologie innovative, per l'assunzione di giovani professionisti”. Per il sottosegretario, il contributo alle Poste è un ulteriore intervento a sostegno della distribuzione dei prodotti, mentre per il credito d’imposta non c’erano le “necessarie coperture” finanziarie. “L’impegno del governo – ha concluso – è quello di varare anche nel 2026 misure a sostegno delle edicole e del comparto editoriale, valutando le principali necessità di un settore che attraversa una crisi profonda