BRUXELLES – Dimettersi in anticipo, un anno prima che si concluda il suo mandato alla Bce. Prendono corpo le indiscrezioni circolate già alla fine di gennaio e pubblicate anche da questa testata circa la possibilità che Christine Lagarde, presidente della Bce, metta fine al suo incarico anticipatamente. Con due possibili prospettive: candidarsi alle presidenziali francesi della primavera 2027 o sostituire Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea.
La mossa per blindare l’Eliseo
Sebbene il portavoce della Banca centrale europea abbia frenato sui progetti dell’economista francese sottolineando che «la presidente Lagarde è completamente focalizzata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione riguardo la fine del suo…
BRUXELLES – Dimettersi in anticipo, un anno prima che si concluda il suo mandato alla Bce. Prendono corpo le indiscrezioni circolate già alla fine di gennaio e pubblicate anche da questa testata circa la possibilità che Christine Lagarde, presidente della Bce, metta fine al suo incarico anticipatamente. Con due possibili prospettive: candidarsi alle presidenziali francesi della primavera 2027 o sostituire Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea.
La mossa per blindare l’Eliseo
Sebbene il portavoce della Banca centrale europea abbia frenato sui progetti dell’economista francese sottolineando che «la presidente Lagarde è completamente focalizzata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione riguardo la fine del suo mandato», le ipotesi che la riguardano si fanno sempre insistenti. All’inizio del prossimo anno, infatti, si concentrerà un ingorgo di appuntamenti istituzionali che fanno perno sulla Francia. Non è un caso che le mosse sul futuro dell’istituto di Francoforte siano legate ai contatti messi in campo dal presidente francese, Emmanuel Macron, il cui mandato scadrà tra poco più di un anno. In previsioni delle elezioni d’Oltralpe e temendo il pericolo che all’Eliseo arrivi Marine Le Pen, capo del Rassemblement National, il leader francese punta a “sistemare” prima alcune caselle. Quella della Bce e anche quella della Banca centrale francese.
Nessuno infatti considera una coincidenza che il suo presidente, Francois Villeroy de Galhau, abbia già annunciato le dimissioni per il prossimo giugno, anche esse anticipate. E sul futuro di Lagarde ieri si è limitato a dire di aver «letto una voce su di lei: non mi sembra un’informazione». Anche Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo di Francoforte, ha preferito confermare che la presidente «è in pieno controllo della banca, ci guida come sempre con la forza e l’energia necessaria». Ma è evidente che una partita è ormai iniziata su almeno tre fronti: la Bce, le presidenziali francesi e la Commissione europea. Basta leggere come il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, abbia confermato l’interesse ad avanzare il nome di un tedesco al posto della francese: «È perfettamente concepibile che la Germania proponga un candidato idoneo per questa posizione, e che questo candidato sostenga anche la nostra visione di stabilità della Bce».
Staffetta con von der Leyen?
Ma Berlino può contemporaneamente occupare le due poltrone principali dell’Ue? Per questo sulla linea diplomatica che collega Parigi a Berlino è stata anche ventilata l’ipotesi di una “grande staffetta” Lagarde-Von der Leyen. Che soprattutto tra i principali gruppi del Parlamento europeo viene corroborata dalla circostanza che i primi mesi del 2027 coincidono con il midterm della legislatura europea, con l’indebolimento politico della presidente della Commissione e con l’elezione in Germania del presidente della Repubblica. Certo le difficoltà non mancherebbero. Per il Cancelliere Merz, ad esempio, non sarebbe agevole giustificare il siluramento della presidente dell’esecutivo Ue. Il “reshuffle” dei vertici europei, poi, comporterebbe una procedura piuttosto complicata: basti pensare che la Commissione dovrebbe essere rinominata completamente. In tempi stretti considerando che il “risiko” dovrebbe completarsi entro maggio 2027, prima del voto in Francia. La seconda opzione è che Lagarde diventi l’alternativa a Marine Le Pen per le elezioni francesi. Un’idea che l’attuale guida della Bce non ha mai confermato ma che alla finenon ha nemmeno mai davvero smentito.