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Bollette, ecco il decreto. Aiuti per 5 miliardi: il conto alle imprese elettriche

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La premier Meloni rivendica gli effetti per utenti e piccole aziende. Doppio colpo a chi vende energia: più tasse e meno margini
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ROMA - A corto di soldi per tagliare le bollette di famiglie e imprese, il governo cala una stangata sulle big dell’energia. Saranno loro, con più tasse e meno profitti, a pagare gran parte del conto di un decreto che – rivendica la premier Giorgia Meloni in un video su X - porterà «risparmi nell’ordine di oltre cinque miliardi».

L’operazione spunta nel provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Ricorda lo schema dell’ultima legge di bilancio. Allora furono le banche a essere colpite da un aumento dell’Irap. Ora tocca a produttori, distributori e fornitori di energia, compresi gli idrocarburi, versare il 2% in più dell’imposta per due anni. Un aggravio che la premier utilizza in stile Robin Hood: le ris…

ROMA - A corto di soldi per tagliare le bollette di famiglie e imprese, il governo cala una stangata sulle big dell’energia. Saranno loro, con più tasse e meno profitti, a pagare gran parte del conto di un decreto che – rivendica la premier Giorgia Meloni in un video su X - porterà «risparmi nell’ordine di oltre cinque miliardi».

L’operazione spunta nel provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Ricorda lo schema dell’ultima legge di bilancio. Allora furono le banche a essere colpite da un aumento dell’Irap. Ora tocca a produttori, distributori e fornitori di energia, compresi gli idrocarburi, versare il 2% in più dell’imposta per due anni. Un aggravio che la premier utilizza in stile Robin Hood: le risorse aggiuntive - spiega - abbatteranno gli oneri di sistema contenuti nelle bollette di «oltre quattro milioni di imprese».Il conto non è uguale per tutti. C’è chi paga due volte, come le società del settore elettrico. Loro infatti subiranno anche lo scorporo del costo degli Ets (la tassazione sulle emissioni di CO2) dal prezzo complessivo dell’energia, compresa quella rinnovabile.

Sempre che l’Europa dica sì. Il via libera non è affatto scontato, ma la premier intanto porta avanti quella che definisce «una scelta strutturale molto coraggiosa». Conta sul sostegno di altri Paesi per spingere la Commissione europea a congelare il sistema di scambio delle emissioni e non solo a riformarlo, come ha dichiarato recentemente la presidente Ursula von der Leyen. La norma, però, avrà appunto degli effetti collaterali su chi produce rinnovabili e idroelettrico: i margini diminuiranno.

Gli sconti andranno alle piccole e medie imprese, oltre che - annuncia la presidente del Consiglio - a «un artigiano o a un piccolo ristoratore». Nel decreto ci sono anche gli aiuti diretti alle famiglie in gravi difficoltà economiche. Sono quelle che già oggi ricevono il bonus sociale: per loro arriverà un contributo una tantum di 115 euro. Quando il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin espone la misura in Cdm, la premier chiede se la platea dei beneficiari coincide con chi oggi percepisce l’assegno di inclusione. «Dobbiamo sostenere chi è rimasto più indietro», insiste. Confindustria, guardando alle imprese consumatrici di energia, accoglie il decreto «con favore». Per il presidente degli industriali Emanuele Orsini è «positivo che si intervenga con misure concrete a sostegno di famiglie e imprese, ma soprattutto che si inizi a delineare una visione più ampia e strutturale di politica industriale per il Paese».

Il clima è ben diverso tra gli operatori del comparto elettrico, dove ieri si registrava una forte irritazione. Critiche anche le opposizioni. Il Pd parla di decreto «pasticciato e insufficiente», mentre per i 5 stelle gli interventi sono «fiacchissimi». Il deputato Angelo Bonelli (Avs) punta il dito contro Meloni: «Non c’è alcun disaccoppiamento del gas dal prezzo dell’energia, come invece affermato, è inaccettabile - chiosa - mentire agli italiani».

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