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Il Milleproroghe passa alla Camera, salta la riapertura della rottamazione quater

(lapresse)

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Via libera dalle Commissioni ma le opposizioni protestano: “Non si è neanche votato, governo allo sbaraglio”
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ROMA – Nelle ultime ore utili e non senza patemi le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno concluso l’esame del Dl Milleproroghe assegnando il mandato ai relatori a riferire in Aula, già domani venerdì 20 febbraio. Sul testo verrà posta la fiducia e gli ultimi passaggi in commissione hanno certificato una certa fibrillazione in maggioranza. L’iter “si conclude nel peggiore dei modi – assicura la capogruppo Pd in Commissione bilancio Maria Cecilia Guerra avevamo concesso perché si potessero affrontare una serie di problematiche importanti, a causa dei continui disaccordi profondi fra la maggioranza, siamo arrivati a concludere senza avere votato oggi assolutamente neanche un emendamento”.

ROMA – Nelle ultime ore utili e non senza patemi le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno concluso l’esame del Dl Milleproroghe assegnando il mandato ai relatori a riferire in Aula, già domani venerdì 20 febbraio. Sul testo verrà posta la fiducia e gli ultimi passaggi in commissione hanno certificato una certa fibrillazione in maggioranza. L’iter “si conclude nel peggiore dei modi – assicura la capogruppo Pd in Commissione bilancio Maria Cecilia Guerra avevamo concesso perché si potessero affrontare una serie di problematiche importanti, a causa dei continui disaccordi profondi fra la maggioranza, siamo arrivati a concludere senza avere votato oggi assolutamente neanche un emendamento”.

La deputata ha definito la situazione “caotica, inaccettabile, non c’è serietà” e ha aggiunto: “Il presidente della Commissione si è trovato a dover gestire nel rispetto del regolamento una situazione che certifica il fallimento della maggioranza di governo”. Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle. “Il governo e la maggioranza sul decreto Milleproroghe sono in balia di se stessi, anche i loro emendamenti sono finiti nel tritacarte generato dalla gestione caotica e improvvisata del provvedimento – ha dichiarato la deputata Carmela Auriemma, vicepresidente M5s – A quasi due mesi dalla sua approvazione in Cdm, non sono stati in grado di portare in commissione in tempo utile i pareri e le riformulazioni e così tutti gli emendamenti sono andati in fumo.

Salta la riapertura di rottamazione quater

Tra gli emendamenti saltati per consentire la chiusura della discussione nei tempi previsti, una misura su cui la Lega puntava molto: la “riapertura” della rottamazione quater. Il testo per ripescare i contribuenti riammessi che non hanno pagato la rata del 30 novembre 2025 (spostando il termine al 28 febbraio 2026), non è stato votato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Sull'emendamento è stata presentata in extremis una riformulazione che estendeva ulteriormente questa possibilità anche ai contribuenti della rottamazione quater decaduti non avendo pagato la rata di novembre. Il primo firmatario, Alberto Gusmeroli, che è intervenuto personalmente durante la seduta per chiedere di mettere ai voti gli ultimi emendamenti riformulati, ha quindi commentato: "Avendo il parere favorevole del Mef, cercheremo di metterlo in un prossimo veicolo".

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