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Roma si fa avanti per l’Euca: presentata la sede per la nuova Agenzia Ue delle dogane

La foto della delegazione europea che stamane ha visitato la sede che l'Italia ha offerto per l'Euca, la nuova agenzia doganale europea 

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Palazzo Chigi ha candidato la città a ospitare il nuovo organismo in un palazzo dell’Eur, in viale della Civiltà Romana, mostrato alle delegazioni europee in visita
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ROMA – All’ingresso del palazzo di via della Civiltà Romana n.7 si legge: “Back to Rome. Here’s where it all began”. Ritorno a Roma, dove tutto è cominciato. Ovviamente il riferimento è ai trattati istitutivi della Comunità europea, firmati nel marzo 1957. La candidatura dell’Italia a ospitare la sede dell’Euca, la nuova Autorità doganale europea, è in competizione con altre otto città: Liège (Belgio), Malaga (Spagna), Lille (Francia), Zagabria (Croazia), L'Aia (Paesi Bassi), Varsavia (Polonia), Porto (Portogallo) e Bucarest (Romania).

Ma la proposta di Roma è “solida”, assicura il ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato la nostra «consolidata competenza ed esperienza pratica nel settore doganale, che può essere messa al servizio de…

ROMA – All’ingresso del palazzo di via della Civiltà Romana n.7 si legge: “Back to Rome. Here’s where it all began”. Ritorno a Roma, dove tutto è cominciato. Ovviamente il riferimento è ai trattati istitutivi della Comunità europea, firmati nel marzo 1957. La candidatura dell’Italia a ospitare la sede dell’Euca, la nuova Autorità doganale europea, è in competizione con altre otto città: Liège (Belgio), Malaga (Spagna), Lille (Francia), Zagabria (Croazia), L'Aia (Paesi Bassi), Varsavia (Polonia), Porto (Portogallo) e Bucarest (Romania).

Ma la proposta di Roma è “solida”, assicura il ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato la nostra «consolidata competenza ed esperienza pratica nel settore doganale, che può essere messa al servizio dell'Unione europea», oltre al «know-how avanzato nella lotta al traffico illecito, alla contraffazione e nella garanzia della sicurezza dei flussi di merci attraverso le frontiere» sviluppato dall’Italia.

Roma si candida per la sede Euca

Al sindaco di Roma Roberto Gualtieri è toccato ricordare invece i vantaggi concreti per i 250 funzionari europei che lavoreranno nella nuova agenzia, e le loro famiglie. Oltre alla «sua storia, il suo ruolo internazionale e la sua qualità della vita», Roma offre la vicinanza della sede scelta (un palazzo dell’Eur abbandonato da anni e che è stato radicalmente ristrutturato per le nuove esigenze, e che può ospitare fino al doppio dei dipendenti previsti attualmente) all’aeroporto di Fiumicino, scuole ma anche “vibranti comunità internazionali”, condizioni fiscali di vantaggio, eventi culturali.

Prevista dalla riforma doganale dell’Ue, la nuova istituzione avrà il compito di gestire il Data Hub europeo, armonizzare le procedure e coordinare l’analisi dei rischi e le attività operative tra le amministrazioni degli Stati membri. La proposta italiana, per quanto vantaggiosa anche perché prevede la totale gratuità della messa a disposizione della sede, si fonda sulle competenze maturate dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, «riconosciuta tra le più avanzate in Europa per digitalizzazione, integrazione dei dati, contrasto alle frodi e attuazione del Codice doganale dell’Unione», ricorda in una nota il Mef.

Il palazzo all’Eur

Il palazzo di via della Civiltà Romana 7 è stato progettato dopo la guerra da due maestri del razionalismo italiano, Adalberto Libera (autore del Palazzo dei Congressi) e Mario Romano (co-progettista del Colosseo quadrato). Si tratta di un complesso architettonico modernista di oltre 10mila metri quadrati di superficie totale. Ai delegati europei è stato mostrato anche l’Auditorium della Nuvola, perché c’è un accordo per renderlo disponibile per gli eventi che non fosse possibile ospitare nella sede dell’Euca, qualora venisse scelta Roma.

L’Euca entrerà in funzione da giugno (anche se la piena operatività si avrà solo nel 2028), e la scelta della sede è prevista nell’arco di un mese. Ad avere voce in capitolo stavolta non solo la Commissione e il Consiglio Ue, ma anche il Parlamento europeo. Al momento l’unica agenzia europea che l’Italia ospita è l’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) a Parma.

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