Il decreto bollette affossa le utility. Primi risparmi soltanto dal 2027
di Giuseppe Colombo , Filippo SantelliROMA - Il decreto bollette manda in tilt i titoli delle società energetiche. A Piazza Affari si consuma una seduta in rosso: le vendite colpiscono produttori, distributori e fornitori. Tutti giù. A pagare il conto più salato sono Enel (-3,59%) e A2a (-2,21%), ma perdono quota anche Italgas (-1,37%), Hera (-1,40%) e Terna (-1,03%). Fuori dal paniere principale è Erg ad accusare il colpo (-3,29%).
A pesare sull’andamento in Borsa sono appunto le misure contenute nel provvedimento approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri. Nel dettaglio, l’aumento delle tasse (2 punti percentuali di Irap in più per due anni) per chi produce, trasporta e vende energia, ma anche lo scorporo del costo degli Ets (la tassazione europea delle emissioni …
ROMA - Il decreto bollette manda in tilt i titoli delle società energetiche. A Piazza Affari si consuma una seduta in rosso: le vendite colpiscono produttori, distributori e fornitori. Tutti giù. A pagare il conto più salato sono Enel (-3,59%) e A2a (-2,21%), ma perdono quota anche Italgas (-1,37%), Hera (-1,40%) e Terna (-1,03%). Fuori dal paniere principale è Erg ad accusare il colpo (-3,29%).
A pesare sull’andamento in Borsa sono appunto le misure contenute nel provvedimento approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri. Nel dettaglio, l’aumento delle tasse (2 punti percentuali di Irap in più per due anni) per chi produce, trasporta e vende energia, ma anche lo scorporo del costo degli Ets (la tassazione europea delle emissioni di CO2) dalla determinazione del prezzo dell’energia, che riduce anche i guadagni delle fonti rinnovabili.
Il governo respinge le accuse. In un’intervista a Skytg24, Giorgia Meloni rivendica «un provvedimento molto coraggioso», con «benefici tangibili e significativi». La premier insiste sul punto: «Non ci siamo limitati a tamponare perché in Italia il problema è strutturale». Definisce le tasse extra sulle utility «un segnale che va nel senso di una redistribuzione». E sugli Ets confida che «sulla media-lunga distanza si vedrà meglio l’impatto della misura».
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari rivendica l’introduzione di «meccanismi che smontano quei sistemi speculativi che in Italia tengono alti i prezzi dell’energia, pertanto - dice - confidiamo che i benefici saranno duraturi nel tempo». È invece il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a lanciare un messaggio ai produttori: «È chiaro che se si abbassano i prezzi, si abbassano tutti i margini» di guadagno, ma - annota - «si è dovuto trovare un punto di equilibrio».
Senza la stretta - è il ragionamento - il governo non potrebbe incassare quelle risorse che servono a tagliare le bollette delle imprese. L’equilibrio riguarda anche la necessità di aiutare i clienti domestici in difficoltà economica. Un’urgenza che ieri la Bce ha presentato in questi termini: le famiglie italiane pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità.
La fetta più consistente dei risparmi (5 miliardi in due anni, 3 nel 2026 e 2 nel 2027) è appesa però al via libera di Bruxelles alla norma sugli Ets. La Commissione europea per il momento non si scompone. «I nostri esperti stanno esaminando il testo, abbiamo bisogno di un’analisi complessiva prima di esprimere una valutazione», ha detto ieri un portavoce.
Nel frattempo, in ambienti di governo prende forma una consapevolezza: la trattativa sarà lunga. Entrerà nel vivo dopo l’estate.La Commissione potrebbe bloccare la misura alla luce della normativa europea sugli aiuti di Stato. Roma conta di convincerla facendo leva sui sussidi per 5 miliardi che la Germania ha stanziato a beneficio delle imprese energivore, fissando un tetto al prezzo dell’elettricità.
Ma anche se il negoziato dovesse andare a buon fine, gli effetti virtuosi per le aziende italiane si vedrebbero solo nel 2027. Bollette più leggere sì, ma in differita.