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L’Upb avverte sulla Manovra: “Alcuni interventi temporanei, senza coperture saldi peggiorati”

(lapresse)

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L’analisi dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio: da alcune misure effetto positivo nel triennio ma rischio peggioramento del deficit dal 2029
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ROMA – Misure temporanee, anticipi di entrate che migliorano i saldi nel breve periodo ma li peggiorano negli anni successivi e coperture ottenute anche tramite rinvii di spesa. L’Ufficio parlamentare di bilancio lancia un segnale di cautela sulla manovra 2026, sottolineando che «diverse misure di aumento del prelievo fiscale hanno impatti inizialmente positivi, ma negativi negli anni successivi e non assicurano risorse strutturali» e che gli interventi di anticipo delle entrate migliorano il deficit nel triennio ma «lo peggiorano dal 2029, oltre l’orizzonte di programmazione».

Le misure temporanee

In questo quadro, la manovra presenta «diverse disposizioni di natura temporanea che, se confermate negli anni successivi, peggiorerebbero il disavanzo a meno che non vengano trovate nuove coperture», evidenziando criticità sulla sostenibilità dei conti nel medio periodo.

Nel complesso, la manovra determina un incremento dell’indebitamento netto rispetto allo scenario tendenziale pari a 0,8…

ROMA – Misure temporanee, anticipi di entrate che migliorano i saldi nel breve periodo ma li peggiorano negli anni successivi e coperture ottenute anche tramite rinvii di spesa. L’Ufficio parlamentare di bilancio lancia un segnale di cautela sulla manovra 2026, sottolineando che «diverse misure di aumento del prelievo fiscale hanno impatti inizialmente positivi, ma negativi negli anni successivi e non assicurano risorse strutturali» e che gli interventi di anticipo delle entrate migliorano il deficit nel triennio ma «lo peggiorano dal 2029, oltre l’orizzonte di programmazione».

Le misure temporanee

In questo quadro, la manovra presenta «diverse disposizioni di natura temporanea che, se confermate negli anni successivi, peggiorerebbero il disavanzo a meno che non vengano trovate nuove coperture», evidenziando criticità sulla sostenibilità dei conti nel medio periodo.

Nel complesso, la manovra determina un incremento dell’indebitamento netto rispetto allo scenario tendenziale pari a 0,8 miliardi nel 2026, 5,7 miliardi nel 2027 e 6,8 miliardi nel 2028, con effetti coerenti con il quadro programmatico, ma accompagnati da rilievi sulla qualità delle coperture.

Pensioni e Tfr

Il capitolo previdenziale è uno dei pilastri della manovra. L’ampliamento della platea di imprese obbligate al versamento del Tfr all’Inps e l’introduzione dell’adesione automatica alla previdenza complementare generano effetti positivi sui saldi pari a 1,2 miliardi nel 2026 e crescenti fino al 2032, destinati però a diventare negativi dal 2033 fino a 0,9 miliardi nel 2035.

L’ampliamento del versamento del Tfr al fondo di Tesoreria Inps rappresenta la singola leva più rilevante di riduzione del deficit, con un impatto di circa 3 miliardi nel triennio. Un contributo che riflette soprattutto un aumento di liquidità nel breve periodo, mentre gli effetti complessivi della riforma previdenziale restano incerti nel lungo termine.

I benefici per le famiglie

L’analisi evidenzia un impatto redistributivo complessivamente favorevole alle famiglie pari a circa 20 miliardi nel triennio 2026-2028, con benefici netti di 7 miliardi nel 2026, 7,8 miliardi nel 2027 e 5,4 miliardi nel 2028. Il dato comprende l’insieme delle misure che aumentano il reddito disponibile, dalle agevolazioni fiscali agli interventi su welfare, sanità e pensioni.

All’interno di questo aggregato, l’Ufficio parlamentare distingue gli interventi di carattere generale — principalmente fiscali e non mirati a categorie specifiche — per circa 7,9 miliardi complessivi nel triennio. In questa componente rientra soprattutto la riduzione di due punti della seconda aliquota Irpef, mentre la restante parte dei benefici deriva da misure più mirate, tra cui interventi sul lavoro dipendente e sostegni sociali.

Gli incentivi alle imprese

Per imprese e lavoratori autonomi l’effetto complessivo risulta restrittivo, contribuendo al miglioramento del saldo di bilancio per 1,3 miliardi nel 2026, 5,1 miliardi nel 2027 e 2,7 miliardi nel 2028, soprattutto per effetto di interventi sul lato delle entrate.

Sul fronte degli incentivi, l’Upb rileva che la maggiorazione degli ammortamenti introdotta dalla manovra peserà per 8,4 miliardi tra 2027 e 2034. La Zes unica viene ampliata territorialmente ma con risorse invariate, mentre il meccanismo di riconoscimento ex post dei crediti d’imposta rischia di ridurre l’effettiva attrattività dell’incentivo.

Le coperture dal Pnrr

Sul piano dei conti, l’Ufficio parlamentare evidenzia che oltre il 20% delle risorse di copertura deriva dalla rimodulazione del Pnrr, che comporta un miglioramento dell’indebitamento netto per 4,8 miliardi nel 2026, principalmente per minori spese in conto capitale.

Parallelamente, l’Upb segnala la presenza di interventi temporanei per 7,6 miliardi nel 2026, 6,8 miliardi nel 2027 e 4,1 miliardi nel 2028 che, se prorogati, richiederanno nuove coperture. Le misure di anticipo delle entrate migliorano i saldi nel triennio ma li peggiorano dal 2029, oltre l’orizzonte di programmazione, confermando la natura non strutturale di una parte rilevante della manovra.

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