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Euforia tra gli investitori il commercio globale può ripartire

Operatori nel trading floor del New York Stock Exchange nella seduta del 20 febbraio.  Michael M. Santiago/Getty Images/AFP (Photo by Michael M. Santiago / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

 

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Le Borse europee salgono mentre Wall Street teme gli effetti sui cambi e il debito pubblico. Il segretario al Tesoro Bessent: le entrate fiscali saranno invariate. Piazza Affari la migliore nel Vecchio continente. A New York corrono i grandi importatori esposti verso la Cina come Amazon
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Milano -Verso le 4 del pomeriggio, quando è arrivata la notizia della bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema americana, le Borse europee sono state le prime a reagire positivamente. Accelerando un rialzo che in realtà era partito fin dalla prima mattina con i titoli di Piazza Affari in ottima evidenza, soprattutto le banche, le azioni Moncler e le assicurazioni di Unipol che festeggiavano gli ottimi conti del 2025. Mentre al di là dell’Oceano la reazione è stata più mite e quasi ondivaga in un primo momento. Wall Street aveva infatti appena aperto i battenti in negativo sull’onda di dati sul Pil americano per il quarto trimestre inferiori alle attese. Solo più 1,4% su base annua e inflazione più alta del previsto, al 2,9%. Segnali che fanno presagire la trappola peggiore evocata da alcuni economisti, come Paul Krugman, cioé la stagflazione (bassa crescita più inflazione alta), una combinazione che non permette di abbassare i tassi di interesse.

Ma verso le 7 di ser…

Milano -Verso le 4 del pomeriggio, quando è arrivata la notizia della bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema americana, le Borse europee sono state le prime a reagire positivamente. Accelerando un rialzo che in realtà era partito fin dalla prima mattina con i titoli di Piazza Affari in ottima evidenza, soprattutto le banche, le azioni Moncler e le assicurazioni di Unipol che festeggiavano gli ottimi conti del 2025. Mentre al di là dell’Oceano la reazione è stata più mite e quasi ondivaga in un primo momento. Wall Street aveva infatti appena aperto i battenti in negativo sull’onda di dati sul Pil americano per il quarto trimestre inferiori alle attese. Solo più 1,4% su base annua e inflazione più alta del previsto, al 2,9%. Segnali che fanno presagire la trappola peggiore evocata da alcuni economisti, come Paul Krugman, cioé la stagflazione (bassa crescita più inflazione alta), una combinazione che non permette di abbassare i tassi di interesse.

Ma verso le 7 di sera ora europea la decisione sui dazi aveva ormai preso il sopravvento sulle altre incertezze, mandando i listini europei a chiudere molto bene e New York in positivo. Piazza Affari si è messa in testa al plotone con un rialzo dell’1,48% sopravanzando Francia, Spagna e Germania con un più 1,39%, più 0,94% e più 0,87% rispettivamente.

La decisione della Corte Suprema, secondo gli operatori di mercato, di fatto agisce come una manovra espansiva. Se infatti i dazi imposti finora fossero diminuiti o addirittura azzerati, le imprese non dovrebbero più scaricarli sui prezzi finali al dettaglio, una boccata d’ossigeno per i consumi. E le imprese, soprattutto le piccole e medie, in particolar modo gli esportatori al di qua dell’Atlantico, non vedrebbero compressi i loro margini per assorbire le maggiori tariffe. Ecco perché le Borse hanno reagito favorevolmente. Anche un titolo a grande capitalizzazione come Amazon, membro dei cosiddetti Magnifici 7, che si rifornisce dalla Cina per il 70% dei beni che vende, è balzato all’insù del 2% in Borsa a seguito della notizia della Corte Suprema.

Di effetto opposto l’impatto sul mercato obbligazionario americano, dal momento che i maggiori dazi andavano a migliorare il bilancio pubblico degli Stati Uniti e a diminuire il debito. Con minori entrate lo Stato americano dovrà emettere più obbligazioni per finanziare il deficit e questo vuol dire per il governo Trump offrire rendimenti più alti che spingono i prezzi dei bond al ribasso.

Con queste variabili in campo il risultato che si poteva osservare a metà seduta vedeva l’indice S&P 500 guadagnare lo 0,6%, con 320 titoli in territorio positivo e le società tech a guidare la corsa. Mentre il rendimento del T-bond a 10 anni era salito al 4,08% con il dollaro perdeva terreno rispetto all’euro e alle altre valute. Tutto ciò anche dopo la conferenza stampa di Trump che si mostrava fiducioso di poter riaffermare la sua politica dei dazi annunciando una tariffa globale sulle importazioni del 10%, che non necessiterebbe di essere approvata dal Congresso americano. Un provvedimento che ha fatto dire al segretario al Tesoro Scott Bessent che il livello delle entrate fiscali previste per il 2026 rimarrà comunque invariato, semmai qualcosa potrebbe cambiare a partire dal 2027.

Tuttavia sul tavolo dell’amministrazione Trump, dopo la sentenza della Corte Suprema, c’è anche il pericolo cause legali visto che le aziende che hanno dovuto subire maggiormente la pressione dei 133 miliardi di dollari di dazi fin qui imposti potrebbero chiederne il risarcimento. Tra queste c’è anche l’italiana EssilorLuxottica che vende occhiali in tutto il mondo e che aveva già annunciato inziative legali in tal senso.

La volata finale, comunque, ha portato l’indice Nasdaq ad aggiungere un altro 0,9% del suo valore, e il Dow Jones chiudere in rialzo dello 0,49%. L’euro alla chiusura di Wall Street segnava 1,1786 contro il dollaro, in miglioramento dello 0,13%. E l’oro ha vissuto un’altra giornata sugli scudi crescendo del 2,4% fino a 5117 dollari l’oncia.

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