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L’importatore Schwartz: “Che grande Paese. Io, piccolo imprenditore ho battuto la Casa Bianca”

La sede della Corte Suprema americana 

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L’importatore era riuscito a mettere i bastoni fra le ruote al presidente degli Stati Uniti: “Rischiavamo di chiudere, ora ai miei clienti italiani dico: non sarà facile ma ci rilanceremo”
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WASHINGTON – È incredibile. La giustizia ha prevalso e ora posso tornare a fare la cosa che mi piace di più nella vita, cioè offrire agli americani i grandi vini italiani e di tutto il mondo». Victor Schwartz, il piccolo imprenditore che è riuscito a mettere i bastoni fra le ruote del presidente degli Stati Uniti, è estatico commentando con Repubblica la sentenza.

La sua V.O.S. Selections è l’azienda che ha fatto la causa all’amministrazione, arrivando alla Corte Suprema. Cosa prova?

«La sentenza dimostra perché gli Stati Uniti sono un grande Paese. Un piccolo imprenditore come me, trovandosi con la pistola puntata alla testa dal governo, può fare causa, essere ascoltato dal massimo tribunale e vincere. Ai miei clienti italiani lancio questo messaggio: la battaglia sarà ancora lunga e incerta, perché Trump vuole imporre altri dazi, ma stiamo vincendo».

WASHINGTON – È incredibile. La giustizia ha prevalso e ora posso tornare a fare la cosa che mi piace di più nella vita, cioè offrire agli americani i grandi vini italiani e di tutto il mondo». Victor Schwartz, il piccolo imprenditore che è riuscito a mettere i bastoni fra le ruote del presidente degli Stati Uniti, è estatico commentando con Repubblica la sentenza.

La sua V.O.S. Selections è l’azienda che ha fatto la causa all’amministrazione, arrivando alla Corte Suprema. Cosa prova?

«La sentenza dimostra perché gli Stati Uniti sono un grande Paese. Un piccolo imprenditore come me, trovandosi con la pistola puntata alla testa dal governo, può fare causa, essere ascoltato dal massimo tribunale e vincere. Ai miei clienti italiani lancio questo messaggio: la battaglia sarà ancora lunga e incerta, perché Trump vuole imporre altri dazi, ma stiamo vincendo».

Perché aveva la pistola puntata alla testa?

«Il modo in cui funzionano i dazi imposti da Trump prevede che imprese come la mia debbano pagarli subito, prima ancora di ricevere la merce. Questo significa che non posso usare i ricavi per saldare le tariffe, ma devo sborsare i soldi prima di aver venduto anche una sola bottiglia di vino. Questo ci fa mancare il contante fino al punto di essere costretti a chiudere».

Cosa fa la sentenza della Corte Suprema per voi?

«Ci restituisce la vita, l’opportunità di continuare ad esistere. Inoltre apre la porta alla possibilità di ricevere i rimborsi per quanto abbiamo pagato sulla base di un provvedimento illegale. Non sarà facile e ci vorrà tempo, ma se riusciremo a riavere indietro i nostri soldi potremo fare cose straordinarie, rilanciando le attività imprenditoriali».

Cosa significa questa decisione per il Paese?

«Ristabilisce la giustizia e ci restituisce la speranza. Abbiamo ottenuto una vittoria straordinaria perché la Corte Suprema ha stabilito che le azioni intraprese dall’amministrazione Trump erano arbitrarie. Atti non costituzionali, perché era necessaria l’autorizzazione esplicita del Congresso. In questo modo sono stati ristabiliti i poteri in base a quanto prevede la legge fondamentale degli Stati Uniti, frenando la prepotenza del presidente. È un messaggio molto importante, soprattutto perché ricostruisce la fiducia nel sistema democratico della nostra repubblica».

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