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Dazi, Pechino alla finestra dopo la sentenza Usa: “Eliminare le tariffe unilaterali”

(Trump e Xi, 2017) (reuters)

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La nota del governo cinese: “Non ci sono vincitori in una guerra commerciale”. A fine marzo l’incontro tra Trump e Xi Jinping
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PECHINO - “Stiamo conducendo una valutazione completa del contenuto e dell’impatto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti contro i dazi imposti dal governo statunitense”. Pechino interrompe il silenzio delle festività del Capodanno lunare per reagire alla decisione dello scorso venerdì della Corte Suprema statunitense che ha annullato molti dei dazi di Donald Trump, e soprattutto per invitare la Casa Bianca a “revocare le tariffe unilaterali imposte ai partner commerciali”.

Una bocciatura, quella subita da Trump lo scorso weekend, che potrebbe dare a Xi Jinping e compagni un’arma in più nei colloqui commerciali, a ridosso del viaggio del presidente statunitense in Cina previsto per il 31 marzo. Pechino comunque reagisce con cautela e infatti afferma che “abbia…

PECHINO - “Stiamo conducendo una valutazione completa del contenuto e dell’impatto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti contro i dazi imposti dal governo statunitense”. Pechino interrompe il silenzio delle festività del Capodanno lunare per reagire alla decisione dello scorso venerdì della Corte Suprema statunitense che ha annullato molti dei dazi di Donald Trump, e soprattutto per invitare la Casa Bianca a “revocare le tariffe unilaterali imposte ai partner commerciali”.

Una bocciatura, quella subita da Trump lo scorso weekend, che potrebbe dare a Xi Jinping e compagni un’arma in più nei colloqui commerciali, a ridosso del viaggio del presidente statunitense in Cina previsto per il 31 marzo. Pechino comunque reagisce con cautela e infatti afferma che “abbiamo anche notato che la parte statunitense si sta preparando a ricorrere a misure alternative, come le indagini commerciali, nel tentativo di mantenere i dazi imposti ai suoi partner commerciali: monitoreremo attentamente la situazione e difenderemo con fermezza i nostri interessi”, dice il portavoce del Ministero del Commercio cinese.

“Nessun vincitore nelle guerre commerciali”

Dopo la sentenza della Corte di venerdì, Trump ha reagito annunciando un dazio globale del 10% su tutti i Paesi, che è stato successivamente aumentato al 15%. I nuovi dazi globali del 15% entreranno in vigore domani e dovrebbero durare 150 giorni. “La Cina si è sempre opposta a qualsiasi forma di aumento unilaterale dei dazi doganali. Non ci sono vincitori in una guerra commerciale, il protezionismo porta a un vicolo cieco. Le misure unilaterali della parte statunitense non solo violano le norme economiche e commerciali internazionali, ma contravvengono anche alle leggi interne degli Stati Uniti e non sono nell'interesse di nessuna delle parti”, continua il portavoce. “La cooperazione tra Cina e Stati Uniti va a vantaggio di entrambe le parti, mentre il confronto danneggia entrambe”.

Le due maggiori economie mondiali hanno combattuto l’anno scorso una guerra commerciale a colpi di dazi, contro-dazi e ritorsioni, prima di arrivare ad una fragile tregua raggiunta da Xi e Trump durante il loro incontro di ottobre in Corea del Sud. Dal 31 marzo al 2 aprile lo statunitense è atteso qui in Cina e, secondo molti analisti, Xi si appresta a sedersi al tavolo delle trattative con Trump con un maggiore potere contrattuale. "L'eliminazione delle minacce tariffarie, che lo scorso anno sono aumentate fino al 145%, renderà più difficile per Trump esercitare pressioni su Xi affinché aumenti gli acquisti di soia, Boeing e energia. Inoltre, lo priva di un'arma fondamentale per contrattaccare se i negoziatori cinesi avanzassero nuove richieste in cambio della possibilità di importare metalli rari, fondamentali per l'industria manifatturiera statunitense”, come sottolinea l’agenzia Bloomberg.

I rapporti commerciali Washington-Pechino

Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer ha dichiarato a Fox News Sunday che gli Stati Uniti mantengono una tariffa media del 40% sulla Cina, anche senza ricorrere alla legge di emergenza bocciata dalla Corte. Morgan Stanley stima che la tariffa media statunitense sulla Cina sia attualmente pari al 24%. Come ricorda il quotidiano Nikkei, “oltre alla tariffa globale del 15%, che per legge può durare 150 giorni, gli Stati Uniti hanno anche segnalato che imporranno ulteriori tariffe specifiche per Paese tramite la Sezione 301 del Trade Act del 1974, che hanno lo scopo di affrontare le pratiche commerciali sleali e non sono influenzate dalla decisione della Corte Suprema.

Gli Stati Uniti hanno utilizzato questa legge per imporre dazi del 25% su beni provenienti dalla Cina per un valore di 50 miliardi di dollari nel 2018, che sono ancora in vigore. Nell'ottobre scorso, il Rappresentante commerciale degli Stati Uniti ha avviato un'indagine ai sensi di tale sezione per esaminare l'attuazione da parte della Cina degli impegni commerciali assunti nell'accordo di 'Fase Uno' raggiunto durante il primo mandato di Trump, che potrebbe rappresentare una via alternativa per mantenere dazi elevati sui beni cinesi”. Venerdì, ricorda ancora il quotidiano economico, Washington ha dichiarato che "i dazi esistenti sulla Cina ai sensi della Sezione 301 variano dal 7,5% al 100%, mentre gli attuali dazi ai sensi della Sezione 232, destinati a gestire i rischi per la sicurezza nazionale, variano dal 10% al 50%, coprendo complessivamente il 30% delle importazioni statunitensi esistenti".

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