Paramount alza il tiro nella corsa a Warner Bros: Ellison pronto a pagare 32 dollari per azione
di Massimo BasileNEW YORK – La scadenza per l’ultima offerta di Paramount per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery è arrivata. Il gigante dell’intrattenimento, sostenuto dal presidente Donald Trump, aveva tempo fino alle 23,59 di ieri, ora di New York (le 5,59 in Italia) per migliorare quella di Netflix. Gli analisti prevedevano una valutazione di 32 dollari ad azione, superiore alla precedente di 30 dollari, per superare i concorrenti e chiudere la partita.
Il cda di Warner Bros. aveva aperto una finestra di sette giorni per discutere del rilancio. Nelle stesse ore in cui Wall Street aspettava novità da Paramount, Netflix ha difeso la propria offerta definendola migliore, perché punterebbe sulla crescita del gruppo e ad ampliare il mercato, invece di comprimere il settore…
NEW YORK – La scadenza per l’ultima offerta di Paramount per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery è arrivata. Il gigante dell’intrattenimento, sostenuto dal presidente Donald Trump, aveva tempo fino alle 23,59 di ieri, ora di New York (le 5,59 in Italia) per migliorare quella di Netflix. Gli analisti prevedevano una valutazione di 32 dollari ad azione, superiore alla precedente di 30 dollari, per superare i concorrenti e chiudere la partita.
Il cda di Warner Bros. aveva aperto una finestra di sette giorni per discutere del rilancio. Nelle stesse ore in cui Wall Street aspettava novità da Paramount, Netflix ha difeso la propria offerta definendola migliore, perché punterebbe sulla crescita del gruppo e ad ampliare il mercato, invece di comprimere il settore e concentrare tutto in poche mani. Lo ha detto alla Bbc il ceo di Netflix Ted Sarandos. «Il nostro rilancio è concentrato sulla crescita dato che stiamo comprando uno studio cinematografico e un sistema di distribuzione, che oggi non abbiamo». Sarandos ha accusato Paramount di «voler ostacolare» l’accordo. Netflix ha offerto 27,75 dollari ad azione, per un totale di 82,7 miliardi, per acquisire studio e reti streaming di Warner, inclusi marchi come New Line Cinema e Hbo Max. Il resto del gruppo verrebbe scorporato in una società indipendente.
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La proposta iniziale di Paramount era ferma a quota 30 dollari per azione, 108,4 miliardi nel complesso, incluse però le reti pay-tv e la Cnn. Considerato che il gruppo controlla già Cbs, a cui ha imposto una sterzata pro-Trump, l’informazione americana si concentrerebbe soprattutto nelle mani di un uomo solo: David Ellison, amico e finanziatore del presidente Usa, che tifa ormai apertamente per questa soluzione. Dovesse accettarla, Warner Bros. dovrebbe pagare a Netflix una penale di 2,8 miliardi, che Paramount verserebbe pur di arrivare a dama. Sarandos non ha fatto ipotesi, definendo l’accordo di Netflix una «opportunità spettacolare».
Ma è chiaro che in gioco non c’è solo un’operazione legata all’intrattenimento. Trump ha minacciato Netflix promettendo «conseguenze», se non avesse cacciato dal board l’ex ambasciatrice di nomina democratica Susan Rice, per la quale se il nuovo Congresso che uscirà dalle elezioni di midterm a novembre dovesse andare sotto il controllo dei democratici, dovrebbero finire sott’accusa le società che «si sono inchinate» al presidente. Sarandos ha respinto le minacce, cercando di separare i piani: «È un accordo di affari, non politico. A lui piace fare molte cose sui social», ha detto. Intanto in un’intervista a Variety, il manager non ha voluto dire se ci sarà un rilancio per superare Paramount. Ha ricordato che la sua compagnia ha una «ricca storia» di casi in cui ha dimostrato di essere disposta «ad andarsene e a lasciare che qualcun altro paghi troppo per le cose».