ROMA - Il governo prepara una sanatoria per chi ha utilizzato il Superbonus senza averne diritto. Il perdono fiscale verrebbe concesso a fronte del pagamento di una percentuale - intorno al 5% - dell’ammontare complessivo della maxi-agevolazione incassato tramite la cessione del credito o lo sconto in fattura.
Di fatto una piccola restituzione allo Stato che ha erogato l’incentivo al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e sismica di condomini e villette. Il vantaggio per chi deciderà di aderire al regime che si ispira al principio della voluntary disclosure (collaborazione volontaria) è considerevole: non riceverà un conto salato da parte dell’Agenzia delle entrate che, in caso di accertamento delle irregolarità, chiederebbe indietro l’intero importo del credito, tra l’altro maggiorato di sanzioni e interessi.
ROMA - Il governo prepara una sanatoria per chi ha utilizzato il Superbonus senza averne diritto. Il perdono fiscale verrebbe concesso a fronte del pagamento di una percentuale - intorno al 5% - dell’ammontare complessivo della maxi-agevolazione incassato tramite la cessione del credito o lo sconto in fattura.
Di fatto una piccola restituzione allo Stato che ha erogato l’incentivo al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e sismica di condomini e villette. Il vantaggio per chi deciderà di aderire al regime che si ispira al principio della voluntary disclosure (collaborazione volontaria) è considerevole: non riceverà un conto salato da parte dell’Agenzia delle entrate che, in caso di accertamento delle irregolarità, chiederebbe indietro l’intero importo del credito, tra l’altro maggiorato di sanzioni e interessi.
Ma chi potrà aderire alla sanatoria? Le valutazioni dei tecnici sulla platea sono ancora in corso, ma tra le ipotesi più accreditate c’è quella di includere condomini, banche e imprese alle prese con crediti irregolari. Saranno loro, se lo vorranno, a sanare la propria posizione versando appunto una piccola quota. Quanto piccola è ancora da decidere: a ieri sera, l’asticella era fissata intorno al 5%, sicuramente non sopra il 10%.
La norma allo studio, che il governo punta a inserire nel decreto fiscale in fase di scrittura al Mef, servirebbe proprio ad attivare questa possibilità. Nei ragionamenti della maggioranza, la sanatoria rappresenterebbe uno scudo per i condomini che hanno ceduto il credito: le Entrate, infatti, chiederebbero a loro di saldare il dovuto nel caso in cui non riuscissero a intercettare il nuovo titolare dell’agevolazione. Per quanto ridotta nel corso degli anni, la catena del Superbonus è infatti lunga e non sempre è facile rintracciare il credito al suo interno.
In questo caso, i condomini sono i più penalizzati. Un esempio: le incongruenze nell’asseverazione, il certificato del tecnico abilitato che attesta il rispetto dei requisiti tecnici degli interventi e dei costi massimi. È evidente che i cittadini non hanno responsabilità sul contenuto delle carte. Tuttavia a volte può verificarsi una non corrispondenza tra i lavori autorizzati e quelli effettivamente realizzati.
Tra i casi allo studio, anche l’inserimento nelle asseverazioni di lavori che non potevano beneficiare del 110%: l’irregolarità riguarderebbe i cosiddetti lavori trainati, agganciati a quelli trainanti. Una serie di fattori - dall’incombenza delle scadenze alle numerose modifiche alle norme - ha generato errori, quindi situazioni anomale. Per gli istituti di credito e le imprese, il tema è un altro: i problemi nascono dall’aver acquistato un credito in parte irregolare, beneficiando a loro volta dello sconto in modo non del tutto lecito.
Una cosa è certa: alla sanatoria non potranno accedere i crediti legati a comportamenti fraudolenti. Per tutti gli altri arriva il perdono. Pagare poco in cambio della tranquillità fiscale.