Un rendimento intorno al 3% lordo, tutt’altro che disprezzabile nell’attuale scenario di tassi e inflazione, ma comunque in calo rispetto alle precedenti emissioni. Il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha annunciato il ritorno del BTp Valore, il titolo di Stato dedicato esclusivamente ai piccoli risparmiatori.
Caratteristiche e tempistiche dell’emissione
Il nuovo collocamento è in calendario tra lunedì 2 a venerdì 6 marzo (salvo chiusura anticipata). La durata è di sei anni (scadenza marzo 2032) e gli interessi verranno accreditati ogni tre mesi, offrendo un flusso di cassa costante. Quanto al tasso, non è fisso per tutta la durata, ma cresce ogni due anni (il meccanismo 2+2+2 è detto di “step-up”). Chi acquista il titolo duran…
Un rendimento intorno al 3% lordo, tutt’altro che disprezzabile nell’attuale scenario di tassi e inflazione, ma comunque in calo rispetto alle precedenti emissioni. Il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha annunciato il ritorno del BTp Valore, il titolo di Stato dedicato esclusivamente ai piccoli risparmiatori.
Caratteristiche e tempistiche dell’emissione
Il nuovo collocamento è in calendario tra lunedì 2 a venerdì 6 marzo (salvo chiusura anticipata). La durata è di sei anni (scadenza marzo 2032) e gli interessi verranno accreditati ogni tre mesi, offrendo un flusso di cassa costante. Quanto al tasso, non è fisso per tutta la durata, ma cresce ogni due anni (il meccanismo 2+2+2 è detto di “step-up”). Chi acquista il titolo durante il collocamento e lo detiene fino alla scadenza riceverà un premio finale extra dello 0,8% del capitale investito. Come per gli altri titoli di Stato è prevista una tassazione agevolata al 12,5% (contro il 26% di altri investimenti) e l’esenzione dalle imposte di successione. Inoltre, il titolo non concorre al calcolo Isee fino a un limite di 50 mila euro (secondo la normativa vigente).
I rendimenti attesi e il confronto con il passato
I tassi minimi garantiti saranno comunicati dal Mef questo venerdì (27 febbraio), con l’andamento del BTp tradizionale che inevitabilmente verrà considerato come un benchmark. “Il rendimento di mercato ha continuato a scendere negli ultimi dodici mesi, anche più dei governativi degli altri Paesi dell’Eurozona con lo spread verso il Bund tedesco che in queste ultime settimane ha toccato il minimo dal 2008 di circa 60 punti base”, racconta Paolo Mauri Brusa, portfolio manager di AcomeA Sgr. “Il BTp resta comunque fra i governativi euro con rendimento più elevato e la combinazione di incremento cedolare più premio di fedeltà dovrebbe garantire un ritorno finale nell’intorno del 3% annuo lordo (2,625% netto, ndr), superiore al 2,4% offerto dal titolo tedesco a sei anni, al 2,7% dei governativi spagnoli e portoghesi e persino al 2,8% dell’analoga emissione greca”, aggiunge. “Questo lo renderà certamente appetibile alla clientela retail anche questa nuova emissione in cerca di rendimento con rischio contenuto”, aggiunge Brusa.
“Il BTp Valore si presenta come uno strumento lineare e orientato alla stabilità, adatto a chi dispone di liquidità non necessaria nel breve periodo”, è l’analisi di Moreno Zani, ceo di Tendercapital. Il quale alza l’asticella del rendimento atteso al 3,1-3,2%. “Per un investitore retail risulta, quindi, un investimento adeguato in termini di rendimento e duration”.
I rendimenti comparabili dei peers europei nell’analisi di Tendercapital
Rendimento maggiorato rispetto al BTp tradizionale
Per conquistare un numero elevato di risparmiatori il Tesoro verosimilmente offrirà un rendimento maggiorato rispetto ad altri titoli governativi comparabili. “Il BTp tradizionale con scadenza 2032 (quindi a sei anni, ndr) rende circa il 2,8%”, osserva il gestore di AcomeA. “L'inflation linked a sei anni, invece, ha un rendimento reale vicino all'1,5%, ma in questo caso la finalità è coprirsi dal rischio di un rialzo dell'inflazione, quindi i due investimenti non possono essere paragonati solo sulla base del rendimento, ma anche sulle aspettative dell'andamento futuro dei prezzi al consumo”.
“Se si considera che il flusso cedolare segue un meccanismo step-up, è probabile che la nuova emissione pagherà nell’intorno del 2,40-2,50% per i primi due anni, 2,90 – 3,00% nei due anni centrali, per arrivare intorno al 3,70-3,80% nei due anni finali”, Jacopo Gerosa, head of investment advisory di Vontobel Wealth Management Sim. Cosa aspettarsi, invece, dopo il collocamento? “Una volta emesso, il valore del BTp si adegua a quello dei titoli già in circolazione seguendo la curva dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Il BTp Valore emesso a ottobre 2025, per esempio, che aveva una scadenza di sette anni, ha reso da allora l’1,42%, di cui lo 0,58% come delta prezzo e 0,84% sotto forma di ratei maturati”, aggiunge Gerosa.
Il Mef punta a fare il pieno
Le emissioni di titoli governativi per il retail puntano a fare il pieno di adesioni con l’obiettivo di ridurre la dipendenza del debito pubblico dagli investitori internazionali. L’ultima edizione di è attestata a 16,5 miliardi di raccolta. “Anche le emissioni precedenti si erano attestate tutte abbondantemente sopra i 10 miliardi ed è probabile che tale livello verrà raggiunto anche stavolta”, è la stima di Gerosa.
Pro e contro rispetto al conto deposito
Vale la pena sottoscrivere il BTp Valore o guardare altrove? Uno sguardo ai comparatori online consente di rilevare allo stato attuale offerte di conti deposito fino al 3,50% annuo. Tuttavia la tassazione al 26% ne riduce il rendimento netto al 2,59%. Il livello è in linea con quello atteso dal prossimo BTp Valore, ma i conti deposito vincolati impediscono di riscattare il denaro prima della scadenza, mentre il BTp è tendenzialmente più facile da liquidare. Anche se vendere il titolo di Stato in arrivo prima della scadenza significa rinunciare al premio fedeltà. Quanto al rischio capitale, nel caso del conto deposito è garantito fino a 100 mila euro per depositante, mentre nel casso di un titolo di Stato, la liquidazione prima della scadenza potrebbe comportare un incasso inferiore a quanto investito in caso di aumento dei tassi.