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Ex Ilva, dopo la sentenza Urso avverte: “Se salta la vendita, niente prestito ponte”

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Il ministro delle Imprese attende le valutazioni dei commissari e dei potenziali acquirenti americani e annuncia che riferirà in Parlamento. I sindacati saranno convocati a Palazzo Chigi
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L’ex Ilva rischia di affondare. “La sentenza del tribunale di Milano cambia tutto, riscrive le regole del gioco e ha un impatto anche sulla continuità produttiva e sull'occupazione", avverte il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, a partire dal 24 agosto, se non saranno effettuati una serie di interventi per la messa in sicurezza dell’ambiente e della salute, è un rischio che potrebbe compromettere definitivamente il futuro del complesso siderurgico. Urso lo dice senza giri di parole: “Sono molto preoccupato, se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione, non ci sarebbero più le condizioni per l'erogazione del prestito ponte”.

Le valutazioni dei comm…

L’ex Ilva rischia di affondare. “La sentenza del tribunale di Milano cambia tutto, riscrive le regole del gioco e ha un impatto anche sulla continuità produttiva e sull'occupazione", avverte il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, a partire dal 24 agosto, se non saranno effettuati una serie di interventi per la messa in sicurezza dell’ambiente e della salute, è un rischio che potrebbe compromettere definitivamente il futuro del complesso siderurgico. Urso lo dice senza giri di parole: “Sono molto preoccupato, se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione, non ci sarebbero più le condizioni per l'erogazione del prestito ponte”.

Le valutazioni dei commissari

Il ministro, comunque, non azzarda scenari. Attende le valutazioni dei commissari straordinari. Che, intanto, hanno pubblicato il provvedimento dei giudici milanesi nella data room della procedura, così che anche il potenziale compratore, il fondo statunitense Flacks Group, possa prendere atto della situazione e comunicare le proprie intenzioni. Per il momento, il ministro anticipa le prossime mosse. “Riferirò in commissione come già programmato (l’11 marzo, ndr) e riferiremo ai sindacati a Palazzo Chigi – osserva – Sto aspettando la valutazione dei commissari, questo dossier è giustamente competenza della presidenza del Consiglio”. Il decreto del tribunale di Milano, che obbliga i commissari ad anticipare una serie di interventi di natura ambientale, che nell’Autorizzazione integrata ambientale di luglio 2025 erano stati dilazionati in un arco di tempo di dodici anni, non avrà un impatto indolore. Soprattutto dal punto di vista finanziario, produttivo e occupazionale potrebbe cambiare tutto. Se fosse necessario fermare le attività, anche solo per adottare una delle misure imposte dai giudici, tornerebbe in discussione anche la possibilità di usufruire del prestito di 390 milioni di euro, recentemente autorizzato dalla Commissione europea.

Il prestito ponte

"Non sfugge che il prestito che dovremmo erogare dipende dal fatto che un acquirente possa rimborsare il prestito – afferma Urso –. Se la sentenza del tribunale dovesse in qualche misura influire sul negoziato in corso non ci sarebbero nemmeno le condizioni per l'erogazione di quella somma”.La valutazione dei commissari è attesa a breve. “Stanno verificando – insiste il ministro - quale impatto possa avere la sentenza sul negoziato in corso, che si stava finalizzando con il fondo americano Flacks. Questo riguarda anche la manutenzione dell'altoforno 4, che sarebbe dovuta partire oggi. Io mi auguro che ci sia una valutazione positiva da parte dei commissari e che questa manutenzione possa avere comunque corso”.

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