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Prysmian brinda ai conti e vede un assist dai dazi di Trump

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L’ad Battaini parla di “opportunità di crescita nel medio termine”. E non esclude una possibile acquisizione
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MILANO – Prysmian chiude un 2025 da record, si aspetta di fare di meglio quest’anno grazie ai dazi e non esclude nuove acquisizioni. «L’eccellente quarto trimestre e il primo anno del nostro piano strategico Accelerating Growth (accelerare la crescita, ndr) - ha detto ieri l’ad del colosso dei cavi Massimo Battaini - confermano che siamo sulla strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi di medio termine». Non preoccupa invece il recente «cambio di scenario» dei dazi, dato che Prysmian continua a vedere importanti opportunità di crescita negli Usa, anche perché non sono state toccate le tariffe su alluminio, rame e acciaio. «Sui dazi - spiega- c’è una componente legata ai metalli e una legata alle tariffe tra stati, che vale circa il 30% e per noi non è particolarmente significativa».

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MILANO – Prysmian chiude un 2025 da record, si aspetta di fare di meglio quest’anno grazie ai dazi e non esclude nuove acquisizioni. «L’eccellente quarto trimestre e il primo anno del nostro piano strategico Accelerating Growth (accelerare la crescita, ndr) - ha detto ieri l’ad del colosso dei cavi Massimo Battaini - confermano che siamo sulla strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi di medio termine». Non preoccupa invece il recente «cambio di scenario» dei dazi, dato che Prysmian continua a vedere importanti opportunità di crescita negli Usa, anche perché non sono state toccate le tariffe su alluminio, rame e acciaio. «Sui dazi - spiega- c’è una componente legata ai metalli e una legata alle tariffe tra stati, che vale circa il 30% e per noi non è particolarmente significativa».

Un 2025 record e buone prospettive anche per quest’anno

Proprio l’accelerazione del trimestre che va ottobre a dicembre -anche grazie al consolidamento delle soluzioni digitali Usa di Channell - ha permesso al colosso dei cavi di chiudere il 2025 sfiorando i 20 miliardi di ricavi, con un mol in aumento del 24,4% a 2,4 miliardi e un utile che balza del 74,2% a 1,27 miliardi con un dividendo a 0,9 euro (+13%). L’aumento dei flussi di cassa, saliti del 15,8% a 1,17 miliardi, ha poi permesso alla società di dare una bella sforbiciata al debito, che a fine dicembre è sceso a 3,09 miliardi, dai 4,29 miliardi di fine 2024. «La solidità finanziaria del gruppo e una generazione di cassa nettamente superiore alla guidance - ha aggiunto Battaini - lascia aperta la possibilità di nuove acquisizioni a medio termine».

Insomma la società nel 2028 potrebbe fare una nuova operazione che «non sarà certo da 10 miliardi ma nell’ordine dei 3 o dei 4 miliardi» vale a dire delle dimensioni di General Cable o di Encore Wire.

Nuove acquisizioni e doppia quotazione in Usa

Nonostante la carrellata di novità positive il titolo è partito in calo, invertendo la rotta a metà seduta in concomitanza con l’apertura dei mercati americani, per poi chiudere con un capitalizzazione stabile a 27,9 miliardi (+0,15%). In molti scommettono infatti che anche la prossima acquisizione sarà in Usa e che entro fine anno Prysmian potrebbe anche riaprire il dossier della doppia quotazione a Wall Street.

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