Monaco, la Procura cerca i passeggeri bloccati. E l’assenza dei bus ha fermato anche i pompieri
di Aldo FontanarosaROMA – La Procura di Landshut in Germania si riserva di chiedere i nominativi di tutti i passeggeri che, nella notte tra il 19 e il 20 febbraio 2026, sono stati costretti a trascorrere la notte a bordo di tre aerei di Lufthansa, uno di Air Arabia e due di Air Dolomiti.
Nel pieno di una tormenta di neve, all’ultimo momento i velivoli hanno rinunciato a partire da Monaco di Baviera trovando riparo in aeree remote dell’aeroporto. Trascorsa la mezzanotte, i comandanti dei sei voli – tra cui un Air Dolomiti da Monaco a Venezia – si sono trovati di fronte a una situazione senza precedenti.
Non c’erano più autisti di bus navetta in servizio per raggiungere gli aeromobili e far sbarcare i viaggiatori, che dunque sono rimasti prigionieri a bordo.
Il colossale cortocircuito che ha investito uno degli scali più importanti d’Europa si arricchisce di un particolare grave. Nell’aeroporto di Monaco, mentre prendeva corpo l’emergenza, erano disponibili 49 Vigili del Fuoco con tutti i mezzi necessari …
ROMA – La Procura di Landshut in Germania si riserva di chiedere i nominativi di tutti i passeggeri che, nella notte tra il 19 e il 20 febbraio 2026, sono stati costretti a trascorrere la notte a bordo di tre aerei di Lufthansa, uno di Air Arabia e due di Air Dolomiti.
Nel pieno di una tormenta di neve, all’ultimo momento i velivoli hanno rinunciato a partire da Monaco di Baviera trovando riparo in aeree remote dell’aeroporto. Trascorsa la mezzanotte, i comandanti dei sei voli – tra cui un Air Dolomiti da Monaco a Venezia – si sono trovati di fronte a una situazione senza precedenti.
Non c’erano più autisti di bus navetta in servizio per raggiungere gli aeromobili e far sbarcare i viaggiatori, che dunque sono rimasti prigionieri a bordo.
Il colossale cortocircuito che ha investito uno degli scali più importanti d’Europa si arricchisce di un particolare grave. Nell’aeroporto di Monaco, mentre prendeva corpo l’emergenza, erano disponibili 49 Vigili del Fuoco con tutti i mezzi necessari a raggiungere gli aerei. Ma non sono stati mobilitati perché, una volta portati fuori i passeggeri, comunque non avrebbero potuto riportarli ai gate, in assenza dei bus navetta.
Centrale operativa unica
In attesa che la magistratura accerti le possibili responsabilità, l’aeroporto di Monaco ha annunciato delle misure per evitare che una simile figura si ripeta. Sarà creata una centrale operativa congiunta dove lavoreranno insieme i responsabili di tutti i “centri di controllo”. Oggi sono in uffici distanti uno dall’altro.
Un titolare delle operazioni di terra dello scalo sarà presente tutto il giorno nella struttura di vigilanza che fa capo a Lufthansa, gruppo dominante a Monaco di Baviera.
A fine giornata, i responsabili dell’aeroporto faranno una “chiamata di terminazione operativa” per capire quanto personale sia disponibile nei diversi servizi fondamentali. Il punto della situazione servirà a prevedere emergenze “anche non acute” come quella della notte tra il 19 e il 20 febbraio. Le acute scattano in caso di incidenti mortali.
Il ghiaccio sulle ali
Al netto della grave disorganizzazione, stanno venendo a galla delle attenuanti. La copiosa caduta di neve mista a pioggia ha rallentato di circa 30 minuti il de-icing di ogni velivolo. Sono le attività necessarie a liberare dal ghiaccio il muso, la fusoliera, le ali, i motori e la coda dell’aereo.
Il ritardo nella “pulitura” degli aeromobili ha innescato un effetto domino, con la cancellazione improvvisa di 16 decolli. A quel punto, malgrado l’aeroporto abbia mantenuto una parziale operatività fino alle 2 e 30 della notte, sei aerei sono rimasti parcheggiati con tutti i passeggeri a bordo, fino al mattino.