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Scintille tra Uil e Ugl sui rider. Bombardieri a Capone: “Hai firmato contratti pirata”

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Toni forti al dibattito sull’Ia e il lavoro, organizzato dal ministero. “I rider possono scegliere”, incalza il leader Ugl. “Schiavi del terzo millennio”, gli risponde il segretario della Uil
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ROMA – Scintille tra sindacalisti sui rider. A scatenarle sono le parole di Paolo Capone, segretario dell’Ugl, sindacato di destra vicino alla Lega, che all’evento organizzato dal ministero del Lavoro sull’Ia e il lavoro a sorpresa dice: «Sono contrario ai contratti pirata». Gli risponde basito il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri: «Sei contrario ai contratti pirata e poi hai firmato quello sui rider?».

Il clima si surriscalda. «Sei scorretto, cerchi applausi», alza la voce Capone. «Non sono alla ricerca di applausi né di contratti scritti dalle aziende», ribatte Bombardieri. «Il contratto dei rider non è un contratto pirata? Vallo a dire a quei lavoratori! Vallo a dire ai magistrati!». Allora Capone si scatena: «Cosa vuoi dire che i 2 mila rider dipendenti di Just Eat sono furbissimi e i 35 mila di Glovo e Deliveroo coglioni? Esiste libertà di scelta».

ROMA – Scintille tra sindacalisti sui rider. A scatenarle sono le parole di Paolo Capone, segretario dell’Ugl, sindacato di destra vicino alla Lega, che all’evento organizzato dal ministero del Lavoro sull’Ia e il lavoro a sorpresa dice: «Sono contrario ai contratti pirata». Gli risponde basito il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri: «Sei contrario ai contratti pirata e poi hai firmato quello sui rider?».

Il clima si surriscalda. «Sei scorretto, cerchi applausi», alza la voce Capone. «Non sono alla ricerca di applausi né di contratti scritti dalle aziende», ribatte Bombardieri. «Il contratto dei rider non è un contratto pirata? Vallo a dire a quei lavoratori! Vallo a dire ai magistrati!». Allora Capone si scatena: «Cosa vuoi dire che i 2 mila rider dipendenti di Just Eat sono furbissimi e i 35 mila di Glovo e Deliveroo coglioni? Esiste libertà di scelta».

I dieci euro e i nuovi schiavi

Lo scontro prosegue davanti agli altri ospiti del panel piuttosto basiti: Mattia Pirulli (Cisl), Francesco Sinopoli (Fondazione Di Vittorio, Cgil), Maurizio Marchesini (vicepresidente di Confindustria). Capone annuncia che presto il contratto firmato dalla sola Ugl con Assodelivery, a cui aderiscono le due multinazionali ora commissariate dalla Procura di Milano per caporalato digitale Glovo e Deliveroo, sarà rinnovato.

Capone: «Chiederemo di passare da 10 a 15 euro per ora lavorata». Ma Bombardieri non si tiene più: «Spiega cos’è l’ora lavorata! Se noi oggi diciamo che paghiamo un rider 10 euro all’ora diciamo una baggianata. Perché 10 euro per un’ora lavorata significa che se un rider fa tre consegne in tre ore di 20 minuti, per quelle tre ore viene pagato tre euro all’ora: permettetemi di dire, senza voler fare polemica, che tre euro all’ora è il salario dei nuovi schiavi del terzo millennio».

Il modello Just Eat

Lo scontro riporta al centro la frattura che attraversa il settore del delivery: subordinazione contro autonomia, salario orario contro cottimo, tutela contro flessibilità estrema. Da un lato il modello Just Eat, unico in Italia ad avere solo rider dipendenti e ad applicare il contratto nazionale della logistica a 2.500 rider, rinnovato il 12 febbraio da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Dall’altro il contratto autonomo siglato da Assodelivery con Ugl, che secondo le aziende riguarda 27 mila ciclofattorini (ma Capone parla di 35 mila) e che il sindacato confederale considera dumping contrattuale.

Il rinnovo dell’accordo Just Eat consolida un modello che negli anni ha trasformato un lavoro nato come riempitivo in occupazione stabile. Il compenso è agganciato al tabellare della logistica, con il raggiungimento del 100% del minimo in 14 mesi, tredicesima e quattordicesima, ferie, malattia, maternità, infortuni e contributi pieni. Un full time vale circa 1.750 euro lordi al mese, mentre la formula più diffusa resta la formula da 25-30 ore. Il turnover è sceso sotto il 20% (contro il 50% delle altre aziende) e introdotto anche un fondo per il premio di risultato.

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