MILANO – Si fanno agitate le acque per la società di yacht The Italian Sea Group (Tisg). Tra il 26 e il 27 febbraio, il consiglio di amministrazione ha registrato tre dimissioni pesanti. Inizialmente, come annuncia una prima nota di venerdì, quelle, risalenti al giorno prima, del presidente Filippo Menchelli e del suo vice Marco Carniani. A prendere il posto di Menchelli è l’ad nonché primo azionista al 53,6% di Tisg, Giovanni Costantino.
Solo una seconda nota che giunge nella serata di venerdì, per annunciare le ulteriori dimissioni di Laura Angela Tadini, precisa i motivi del passo indietro dei consiglieri, riconducibili a tensioni con Costantino. Ad alimentarle una situazione finanziaria difficile: appena il 18 febbraio, Tisg aveva annunciato l’…
MILANO – Si fanno agitate le acque per la società di yacht The Italian Sea Group (Tisg). Tra il 26 e il 27 febbraio, il consiglio di amministrazione ha registrato tre dimissioni pesanti. Inizialmente, come annuncia una prima nota di venerdì, quelle, risalenti al giorno prima, del presidente Filippo Menchelli e del suo vice Marco Carniani. A prendere il posto di Menchelli è l’ad nonché primo azionista al 53,6% di Tisg, Giovanni Costantino.
Solo una seconda nota che giunge nella serata di venerdì, per annunciare le ulteriori dimissioni di Laura Angela Tadini, precisa i motivi del passo indietro dei consiglieri, riconducibili a tensioni con Costantino. Ad alimentarle una situazione finanziaria difficile: appena il 18 febbraio, Tisg aveva annunciato l’emersione «di extra budget nella maggioranza delle commesse in progress», con impatti negativi sulla posizione di cassa. Per colmare il fabbisogno di denaro, era sceso in campo lo stesso Costantino, staccando un assegno da 25 milioni, tecnicamente un “finanziamento soci”, per mettere in sicurezza la società.
Ma la nota di venerdì sera spiega che Menchelli e Carniani contestano «integralmente quanto riferito dall’ad nel cda del 18 febbraio e l’informativa sulla situazione finanziaria». Perciò intendono «verificare la corretta gestione della società negli ultimi anni da parte dell’ad».
Tisg, a sua volta, «contesta fermamente le motivazioni dei dimissionari, ritenendole integralmente infondate e non rispondenti al vero» e preannuncia «un puntuale accertamento dei fatti». Quanto poi alle dimissioni di Tadini, «è emersa una divergenza di vedute» con il resto del cda «in ordine alla gestione della situazione».
Da notare che Tadini è manager della Giorgio Armani, a sua volta socia al 4,99% di Tisg. Proprio lo stilista milanese scomparso a settembre aveva disegnato il megayacht Admiral Giorgio Armani di 72 metri, varato a maggio da The Italian Sea Group e acquistato alla fine del 2025 da Leonardo Maria Del Vecchio.
In generale, per Tisg la situazione si è fatta più complessa dall’agosto del 2024, quando in acque siciliane affondò il Bayesian, yacht a vela costruito dalla vecchia gestione di Perini Navi, marchio dal 2022 di proprietà di Tisg (che si è sempre detta estranea alla tragedia). Basti pensare che il 30 agosto 2024 Tisg a Piazza Affari valeva 9,22 euro, il 18 febbraio scorso 4,14 mentre venerdì il titolo ha chiuso a 2,02 euro. Intanto, i sindacati chiedono un tavolo di crisi alla Prefettura di Massa Carrara, dove hanno sede i cantieri.
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