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Legge capitali, più incertezza su Monte dei Paschi

(reuters)

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La nuova Legge capitali impone che una volta ottenuta la maggioranza, la lista del cda debba essere votata di nuovo ma per ogni suo singolo componente
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I papabili sono tutti nella lista che verrà presentata entro il 5 marzo. Ma ora, col pasticcio della Legge Capitali e i dissidi interni, è difficile dire chi guiderà il Monte dei Paschi dopo l’assemblea del 15 aprile.

L’attuale ad, Luigi Lovaglio, è stato l’alfiere che schierando il Monte dei Paschi con i soci storici di Mediobanca e Generali, cioè Delfin e Caltagirone, ha permesso di arrivare dopo anni di battaglie alla conquista prima di Piazzetta Cuccia e a cascata dell’assicuratore triestino. Nonostante qualche mal di pancia tra gli azionisti, ha avuto il via libera di Banca d’Italia e Bce al suo piano che prevede la piena integrazione tra Mps e Mediobanca e per portarlo a termine chiede ora la rielezione nell’assemblea di aprile.

L’amministrat…

I papabili sono tutti nella lista che verrà presentata entro il 5 marzo. Ma ora, col pasticcio della Legge Capitali e i dissidi interni, è difficile dire chi guiderà il Monte dei Paschi dopo l’assemblea del 15 aprile.

L’attuale ad, Luigi Lovaglio, è stato l’alfiere che schierando il Monte dei Paschi con i soci storici di Mediobanca e Generali, cioè Delfin e Caltagirone, ha permesso di arrivare dopo anni di battaglie alla conquista prima di Piazzetta Cuccia e a cascata dell’assicuratore triestino. Nonostante qualche mal di pancia tra gli azionisti, ha avuto il via libera di Banca d’Italia e Bce al suo piano che prevede la piena integrazione tra Mps e Mediobanca e per portarlo a termine chiede ora la rielezione nell’assemblea di aprile.

L’amministratore delegato

Per prima cosa deve essere designato come amministratore delegato nella lista del cda dove troveranno posto 20 nomi con la necessaria approvazione dei due terzi dei consiglieri di Mps (9 su 14). Molto probabilmente qui non ci sarà un voto contro, ma non sarà comunque sufficiente. Perché poi Lovaglio dovrà superare lo scoglio dell’assemblea in cui anche lui dovrà ottenere l’appoggio di buona parte dei soci.

La nuova Legge capitali impone che una volta ottenuta la maggioranza, la lista del cda debba essere votata di nuovo ma per ogni suo singolo componente. Se i nomi della lista sono 20, per legge un terzo in più dei posti disponibili in consiglio che sono 15 di cui 12 per chi vince, otto nomi dovranno essere scartati. Ed è possibile che anche l’amministratore delegato o il presidente possano essere silurati. Sarebbe sufficiente che uno tra i grandi soci, Delfin con il 17,5%, Caltagirone con il 10,2%, il Ministero delle finanze con il 4,8% o Banco Bpm con il 3,7%, faccia venire meno il proprio appoggio che un nome risulti meno votato di un altro e salti.

Banche in balia delle minoranze

L’incertezza tra i soci, non tutti concordi nel volere Lovaglio alla guida di Monte dei Paschi, è acuita dalla nuova Legge Capitali che invece di rendere le banche più stabili e governabili le lascia in balia delle minoranze, perché con una quota anche non rilevante esiste la possibilità di silurare l’amministratore delegato in assemblea.

Se non ce la facesse Lovaglio, i due sostituti potrebbero essere Fabrizio Palermo e Corrado Passera. Il primo, già entrato come consigliere di Generali in quota Caltagirone, è l’amministratore delegato di Acea con alle spalle la guida di Cdp, la direzione finanziaria di Fincantieri e un passato da consulente delle banche in McKinsey. Passera, meno incline ad assumere l’incarico, è stato il numero uno di Banca Intesa, ministro dello sviluppo economico con Mario Monti e di recente fondatore di Illimity, un’avventura bancaria non troppo fortuna conclusasi con la vendita a Banca Ifis. Uno scontro in assemblea sui nomi sarebbe da evitare e la conferma che la Legge Capitali vada cambiata.

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