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Il Qatar chiude i maxi impianti Gnl. Ue in affanno per gli stoccaggi

 Le foto satellitari dell'attacco alla raffineria saudita di Aramco a Ras Tanura

 

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Lo stop arriva quando il Vecchio continente deve ristabilire le scorte di metano. Giovedì una task force a Bruxelles
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MILANO – La buona notizia è che i carichi di gas naturale liquefatto (Gnl) salpati dal Qatar e attesi per marzo in Italia, al terminal Adriatic Lng di Rovigo, non sono in pericolo. Quella cattiva è che oltre la fine del mese sulle forniture aleggia l'incertezza, la peggior nemica dei mercati.

La catena si è spezzata a monte, sulle coste del Golfo Persico, dove la compagnia di Stato QatarEnergy ieri ha interrotto la produzione di Gnl e affini, dopo che i suoi impianti nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed sono state attaccati dai droni iraniani. Altri missili hanno tentato di colpire la raffineria di Aramco a Ras Tanura, in Arabia Saudita.

Al sicuro le consegne di marzo

Secondo fonti di mercato, le cinque navi prenotate dall'italiana E…

MILANO – La buona notizia è che i carichi di gas naturale liquefatto (Gnl) salpati dal Qatar e attesi per marzo in Italia, al terminal Adriatic Lng di Rovigo, non sono in pericolo. Quella cattiva è che oltre la fine del mese sulle forniture aleggia l'incertezza, la peggior nemica dei mercati.

La catena si è spezzata a monte, sulle coste del Golfo Persico, dove la compagnia di Stato QatarEnergy ieri ha interrotto la produzione di Gnl e affini, dopo che i suoi impianti nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed sono state attaccati dai droni iraniani. Altri missili hanno tentato di colpire la raffineria di Aramco a Ras Tanura, in Arabia Saudita.

Al sicuro le consegne di marzo

Secondo fonti di mercato, le cinque navi prenotate dall'italiana Edison e contenenti il corrispondente di circa mezzo miliardo di metri cubi di gas in forma liquida avrebbero già attraversato lo Stretto di Hormuz, per proseguire lungo la rotta che circumnaviga l'Africa e raggiunge il mar Mediterraneo. Una precauzione per tenere le metaniere lontane dagli attacchi Houthi, adottata già da qualche tempo. Non è così per i carichi previsti per aprile, quando l'Europa dovrà iniziare a iniettare gas negli stoccaggi.

Il ruolo del Gnl

Negli ultimi anni il Gnl ha assunto un ruolo centrale nell'approvvigionamento energetico di molte economie mondiali. Per l'Europa, ad esempio, è stato la chiave per liberarsi dal giogo di Mosca, che prima dello scoppio della guerra in Ucraina controllava il 45% del metano immesso nella rete Ue. Nel nuovo scacchiere, il Qatar controlla una quota rilevante dei flussi, soprattutto quelli destinati a Cina, India, Giappone e Corea del Sud.

L'Europa è meno dipendente dal golfo, nonostante nel 2025 in alcuni Paesi come l'Italia il 10% del gas immesso in rete provenisse dal Qatar. Ma in un mercato globale come quello del gas liquefatto anche il Vecchio continente corre il rischio di dover competere con gli acquirenti asiatici per le consegne spot, aumentando la pressione sui prezzi.

«Decarbonizzazione, unica strada per l’indipendenza»

«L'esposizione dell'Europa agli shock geopolitici rimane radicata nella sua continua dipendenza dai combustibili fossili importati e scambiati su mercati globali volatili, anche se ha spostato la dipendenza dalla Russia ad altri fornitori, non da ultimo gli Stati Uniti», sottolinea Simone Tagliapietra, senior fellow dell'istituto Bruegel.

«Solo riducendo la dipendenza strutturale dalle importazioni di petrolio e Gnl l'Europa potrà proteggere in modo duraturo la propria economia dai ricorrenti shock esterni».

Volano i future, Bruxelles convoca una task force

C'è poi un aspetto temporale. In questi ultimi giorni di inverno, il livello di riempimento medio degli stoccaggi europei è scivolato sotto il 30% – l'Italia è tra gli esempi virtuosi con 47,6% – e presto il continente dovrà preoccuparsi di ricostruire le scorte.

Ecco perché lo stop imposto dalla compagnia qatariota al maggior sito di esportazione di Gnl al mondo ha scaldato i prezzi: al Ttf di Amsterdam i future sul gas sono arrivati a guadagnare fino al 50% negli scambi intraday, per poi chiudere a +35% a quota 43,3 euro al megawattora.

Dopo un'iniziale cautela, la Commissione Ue ha convocato per giovedì una task force, presieduta da Bruxelles e composta da rappresentanti di alto livello dell'esecutivo europeo e degli Stati membri, con il supporto dell'Agenzia internazionale per l'energia.

L’allarme sui carburanti e le bollette

Accanto ai venti di guerra, il timore è che il balzo dei prezzi possa contagiare i carburanti e le bollette. Dall'analisi dei listini consigliati dei maggiori marchi, Staffetta Quotidiana nota come il prezzo del gasolio sia sui massimi da un anno. In particolare, ieri il diesel self service si attestava a 1,728 euro/litro (+8 millesimi) e il diesel servito a 1,865 euro/litro (+7). Ma avverte, è solo l'inizio: gli aumenti, infatti, non tengono conto del balzo delle quotazioni di ieri mattina dopo l'attacco all'Iran, per cui i veri effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da oggi.

Codacons lancia un altro monito ai consumatori, ricordando che il rincaro del metano, da cui dipende il Pun italiano per molte ore al giorno, «potrebbe presto essere trasferito sulle tariffe praticate in bolletta a famiglie e imprese».

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