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The Italian Sea: alle origini della crisi. Ora deve svalutare il marchio Perini Navi

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Per più di due anni, da ottobre 2023 e fino a novembre 2025, il gruppo della cantieristica non ha ottenuto commesse per grandi yacht. A pesare anche la tragedia del Bayesian
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MILANO – The Italian Sea Group (Tisg), società che realizza yacht di lusso, sta navigando in acque di crisi, come emerge in tutta la sua evidenza da numerosi elementi. È stato istituito un tavolo di confronto, da convocare prossimamente, con i sindacati, il prefetto, l'autorità portuale e il sindaco di Marina di Carrara, dove hanno sede i cantieri. La società, che al 30 settembre scorso presentava un debito finanziario netto di 70,6 milioni, sta trattando con banche e società di factoring "al fine di concordare le misure necessarie ad affrontare la situazione finanziaria. Un primo incontro con le banche è previsto nei prossimi giorni" è stato spiegato in una nota di ieri.

Il nodo degli extra costi

Proprio ieri, Tisg ha svelato che gli extra costi emersi nei giorni scorsi su alcune commesse, che hanno spinto l'ad e primo azionista Giovanni Costantino a erogare un prestito soci da 25 milioni per coprire il fabbisogno di cassa, derivano da irregolarità attuate anche da figure apicali del…

MILANO – The Italian Sea Group (Tisg), società che realizza yacht di lusso, sta navigando in acque di crisi, come emerge in tutta la sua evidenza da numerosi elementi. È stato istituito un tavolo di confronto, da convocare prossimamente, con i sindacati, il prefetto, l'autorità portuale e il sindaco di Marina di Carrara, dove hanno sede i cantieri. La società, che al 30 settembre scorso presentava un debito finanziario netto di 70,6 milioni, sta trattando con banche e società di factoring "al fine di concordare le misure necessarie ad affrontare la situazione finanziaria. Un primo incontro con le banche è previsto nei prossimi giorni" è stato spiegato in una nota di ieri.

Il nodo degli extra costi

Proprio ieri, Tisg ha svelato che gli extra costi emersi nei giorni scorsi su alcune commesse, che hanno spinto l'ad e primo azionista Giovanni Costantino a erogare un prestito soci da 25 milioni per coprire il fabbisogno di cassa, derivano da irregolarità attuate anche da figure apicali dell'azienda. Venerdì 27 febbraio, Tisg aveva annunciato, in un primo momento, le dimissioni del presidente Filippo Menchelli, sostituito da Costantino, e del suo vice Marco Carniani; e, in un secondo momento, l'uscita dal cda di Laura Angela Tadini. A far luce sulle responsabilità sarà ora l'indagine (due diligence forensic) di Kpmg, a valle della quale verrà definito con precisione l'ammontare degli extra costi che gravano su Tisg.

La tragedia del Bayesian

Come ha fatto The Italian Sea Group a ritrovarsi in questa situazione? Una tragedia aiuta a capire cosa sia successo: nell’agosto del 2024, in acque siciliane, affonda il Bayesian, yacht a vela costruito dalla vecchia gestione di Perini Navi, marchio dal 2022 di proprietà di Tisg (che si è sempre detta estranea alla tragedia). Un evento che non aiuta la società quotata in Borsa a ottenere nuove commesse. Non a caso, a quanto risulta, nel bilancio del 2025 (del quale è stata rinviata l'approvazione), Tisg dovrà svalutare il marchio Perini, come da indicazione di Consob.

In particolare, dall'ottobre del 2023, data di sottoscrizione dell'ultimo contratto relativo a una nave delle dimensioni tipiche del core business della società, si è dovuto aspettare fino a novembre e dicembre del 2025, quindi oltre due anni dopo, per assistere a nuove grandi commesse. Risale a dicembre anche la vendita a Leonardo Maria Del Vecchio dell'Admiral Giorgio Armani 72 metri.

Cassa in discesa

Il tutto mentre, nello stesso periodo, la società ha dovuto fronteggiare una serie di costi, tra cui quelli per il completamento della sede e per il rilancio dei brand. Così, alla fine del 2025, la consistenza di cassa è scesa in area 16-17 milioni, con effetti sui pagamenti di gennaio e di febbraio 2026. E con conseguenze anche sugli stipendi, se si considera il ritardo di otto giorni culminato in uno sciopero di due ore dei dipendenti e sanato grazie all'assegno di 25 milioni staccato da Costantino.

Tra le cause dei problemi di cassa anche la mancata fatturazione di circa il 20% dei contratti così come la soppressione delle attività di "refit" (riqualificazione) e la riduzione della produzione della linea Tecnomar for Lamborghini. L'andamento di Borsa ha rispecchiato la fase di difficoltà: basti pensare che dall’agosto del 2024, le azioni Tisg in Borsa sono crollate da 9 euro circa agli attuali 1,9 euro.

Il portafoglio ordini

In questo quadro, la società dispone di un portafoglio ordini (backlog) attivo. Al 30 settembre, Tisg aveva annunciato un portafoglio ordini complessivo, ossia il valore lordo dei contratti in essere relativi a yacht nuovi non ancora consegnati e dei contratti di refit in essere, pari a 1,15 miliardi, rispetto a 1,24 miliardi alla fine del 2024 e con una raccolta da 105 milioni nel terzo trimestre dell'anno scorso. Sempre nei nove mesi, la società di cantieristica di lusso aveva annunciato ricavi per 262,3 milioni, in calo annuo del 10,2% sullo stesso periodo del 2024, un margine operativo lordo (ebitda) in flessione del 15% a 42,6 milioni e un utile netto in discesa del 56% a 16,6 milioni.

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