✕

Missoni, la maggioranza a Fsi: entra un socio tedesco al 27%

Ascolta l'audio

Il fondo guidato da Maurizio Tamagnini investe ancora e sale dal 41,2 al 73% del marchio fondato nel 1953 da Ottavio Missoni. La famiglia esce e inizierà una nuova fase di rilancio
2 minuti di lettura

MILANO – Missoni resta italiana. Nonostante l’offerta dell’americana Authentic Brands e del family office di Jerry Silverman, fondatore di American Eagle, la famiglia Missoni consegna il controllo della società che porta il suo nome al Fondo Strategico Italiano, che dal 2019 ha investito nel marchio tricolore fondato da Ottavio Missoni nel 1953. Fsi, che possiede già il 41,2% del brand, rileverà la maggioranza al fianco di un nuovo partner industriale - ovvero le famiglie Fassin e Bachmueller - che attraverso la holding Katjes Quiet Luxury, controllano, tra le altre cose, il marchio di abbigliamento tedesco Bogner. Sui valori dell’operazione vige il massimo riserbo, ma considerando che Missoni quest’anno dovrebbe raggiungere un margine operativo lordo di 20 milioni, fonti finanziarie stimano una valutazione d’impresa per il 100% di circa 200 milioni.

MILANO – Missoni resta italiana. Nonostante l’offerta dell’americana Authentic Brands e del family office di Jerry Silverman, fondatore di American Eagle, la famiglia Missoni consegna il controllo della società che porta il suo nome al Fondo Strategico Italiano, che dal 2019 ha investito nel marchio tricolore fondato da Ottavio Missoni nel 1953. Fsi, che possiede già il 41,2% del brand, rileverà la maggioranza al fianco di un nuovo partner industriale - ovvero le famiglie Fassin e Bachmueller - che attraverso la holding Katjes Quiet Luxury, controllano, tra le altre cose, il marchio di abbigliamento tedesco Bogner. Sui valori dell’operazione vige il massimo riserbo, ma considerando che Missoni quest’anno dovrebbe raggiungere un margine operativo lordo di 20 milioni, fonti finanziarie stimano una valutazione d’impresa per il 100% di circa 200 milioni.

Il fondo di Tamagnini sale al 73% del marchio

Il fondo guidato da Maurizio Tamagnini, che in sei anni ha portato l’azienda in utile raddoppiando il fatturato, investirà nuove risorse per salire al 73% del capitale, con il partner industriale tedesco (anche se i Fassin hanno origini siciliane) al restante 27%, per guidare una nuova fase di rilancio. Alla presidenza di Missoni è stato infatti confermato Barnaba Ravanne, co-fondatore con Tamagnini di Fsi, e al timone Livio Proli che ha saputo gestire il turnaround del gruppo. Le collezioni per la primavera estate e per l’autunno inverno 2026 disegnate da Alberto Caliri hanno entrambe registrato un aumento degli ordini a doppia cifra (con picchi fino al +30%), lasciando ben sperare anche per la crescita futura.

La famiglia dopo 73 anni, esce dal gruppo

La famiglia Missoni consegna quindi l’azienda che porta il suo nome - e di cui ha avuto il controllo per 73 anni - a un fondo italiano che investe su aziende tricolori, e a un socio industriale tedesco che avrà un’opzione per aumentare la sua quota (call), e diritti di covendita nel caso in cui Fsi decidesse di passare all’incasso. I Missoni resteranno però alla guida della Fondazione Ottavio e Rosaria Missoni, che tra le altre cose custodisce il prezioso archivio della maison.

Nonostante in molti abbiano guardato il dossier Missoni (oltre Authentic Brands e Silverman anche alcuni fondi sovrani) e dopo una lunga negoziazione con i vari pretendenti esteri, Fsi - insieme alle famiglie Fassin e Bachmueller - ha voluto mantenere il brand in mani europee, e andare avanti nel rilancio del marchio che, con i suoi circa 130 milioni di ricavi a fine 2025, continua ad avere di fronte a sé un interessante potenziale. Ora per Missoni si apre un nuovo capitolo, dove non sono escluse nemmeno nuove sinergie e collaborazioni con il marchio dei piumini tedesco Bogner, che ha vestito lo 007 di Roger Moore ed è stato uno degli sponsor delle Olimpiadi Milano Cortina.

Leggi i commenti