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Carburanti, è polemica sulla speculazione sui prezzi. Botta e risposta tra benzinai e petroliferi

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I primi puntano il dito contro le compagnie, che negano comportamenti irregolari. La Guardia di Finanza rafforza i controlli sulla filiera dei carburanti
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MILANO – È ancora da accertare, ma già crea polemica. Anche all’interno del settore. Da un lato della barricata si schierano i benzinai, che lamentano “giravolte, bugie, strumentalizzazioni” dei petroliferi, accusandoli di speculare sui prezzi dei carburanti, “nascondendosi dietro a calcoli e riferimenti che nessuno può minimamente controllare e verificare”. Dall’altro, le compagnie negano la speculazione.

La versione dei petrolieri

Dopo giorni di rialzi e lamentele da parte degli esercenti, lo scontro finale si consuma Commissione allerta prezzi, convocata questa mattina da Mister Prezzi e presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il sindacato dei petrolieri, l’Unem, ha ricordato come “dall’ultimo fine s…

MILANO – È ancora da accertare, ma già crea polemica. Anche all’interno del settore. Da un lato della barricata si schierano i benzinai, che lamentano “giravolte, bugie, strumentalizzazioni” dei petroliferi, accusandoli di speculare sui prezzi dei carburanti, “nascondendosi dietro a calcoli e riferimenti che nessuno può minimamente controllare e verificare”. Dall’altro, le compagnie negano la speculazione.

La versione dei petrolieri

Dopo giorni di rialzi e lamentele da parte degli esercenti, lo scontro finale si consuma Commissione allerta prezzi, convocata questa mattina da Mister Prezzi e presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il sindacato dei petrolieri, l’Unem, ha ricordato come “dall’ultimo fine settimana il prezzo internazionale del gasolio sia aumentato di 350 dollari a tonnellata (+47%), pari a 26 centesimi euro/litro, mentre la benzina, nello stesso periodo, sia salita di 140 dollari (+21%), corrispondenti a 10 centesimi euro/litro”. E, ha precisato il presidente Gianni Murano, “gli incrementi dei prezzi consigliati indicati dal ministero sono comprensive dell’Iva, mentre le quotazioni internazionali sono espresse al netto, generando nell’opinione pubblica spesso percezioni distorte”. Al netto dell’imposta – è la tesi del sindacato – gli adeguamenti consigliati dalle principali società si confermano inferiori all’aumento effettivo delle quotazioni internazionali”.

E quella dei benzinai

Di tutt’altra opinione i benzinai. “Non è in alcun modo credibile e non può essere creduto che alle primissime fibrillazioni dei mercati internazionali corrispondesse necessariamente l’immediata reazione violenta dei listini di carburanti, come se i litri venduti ai consumatori in questi giorni fossero stati acquistati sull’unghia il giorno stesso”, accusano in una nota congiunta le due sigle del settore, Faib Confesercenti e Fegica. “La speculazione c’è e la vedono tutti!”.

“Chiediamo rispetto”

Diverse rimostranze da cui scaturiscono diverse reazioni. I benzinai vorrebbero che l’esecutivo pretendesse dalle compagnie petrolifere “rispetto per la comunità che le ospita e permette loro sempre, in condizioni di pace e di guerra, di fare un business altamente remunerativo”.

Se non fosse sufficiente la moral suasion, sostengono alzando il tiro, “il ministero ha tutti gli strumenti normativi per tornare temporaneamente, considerata l’emergenza, a un regime di prezzi controllati e al meccanismo di accisa mobile, per diminuirle in funzione del maggior gettito di Iva non previsto”.

Monitorare l’Osservatorio Prezzi

Dall’altra parte, nessuna richiesta, solo qualche osservazione. Primo, considerare tutti gli operatori del mercato e non solo i maggiori. Secondo, valorizzare l’Osservatorio Prezzi del Mimit, definendolo “uno strumento in grado di individuare con immediatezza le anomalie sul territorio che, come riscontrato, presenta differenze di prezzo del gasolio fino a 27 centesimi di euro al litro nel raggio di soli 800 metri tra impianti appartenenti alle stesse reti di rifornimento”. Solo così, conclude Murano, “possiamo identificare le vere criticità e garantire trasparenza a consumatori e operatori”.

La Guardia di Finanza rafforza i controlli sulla filiera dei carburanti

Dallo scoppio del nuovo conflitto in Medio Oriente si contano già una ventina di segnalazioni relative a sospette speculazioni sui prezzi dei carburanti fatte dal Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit. Dalle rilevazioni del ministero, i listini dei distributori self service restano inferiori ai 2 euro.

Al netto dei casi citati, rassicura il ministro Adolfo Urso, “non risultano diffusi fenomeni speculativi sulla rete dei distributori italiani”. Ma la situazione merita approfondimenti. La risposta è stata il rafforzamento del monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, “per impedire che le tensioni in medio oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati”, e un piano di intervento della Guardia di Finanza.

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