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Mps, rilievi Bce ai nuovi vertici: “No a impatti sul piano”

LUIGI LOVAGLIO CEO MPS 

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Una lettera inviata dalla Vigilanza esprimeva riserve sulla lista. La banca: seguite le indicazioni
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La Bce riconosce che «la selezione del ceo è una prerogativa di Mps» ma la vigilanza si attende «che il piano industriale approvato dal cda il 26 febbraio 2026, in particolare in riferimento all’integrazione con Mediobanca, non debba essere impattato da un possibile cambiamento nel ruolo dell’amministratore delegato». La lettera della Vigilanza è stata recapitata lo scorso 4 marzo al cda di Mps, poche ore prima della decisione presa sulla lista poi presentata per il rinnovo dei vertici del 15 aprile. Di ciò dovranno ovviamente tener conto i cda di Mps e Mediobanca che si riuniranno il prossimo 10 marzo con all’ordine del giorno i concambi della fusione e l’approvazione del progetto di fusione. Riunioni in cui sarà ancora presente l’ad di Mps Luigi Lovaglio, pur essendo stato escluso dalla lista del cda.

La Bce riconosce che «la selezione del ceo è una prerogativa di Mps» ma la vigilanza si attende «che il piano industriale approvato dal cda il 26 febbraio 2026, in particolare in riferimento all’integrazione con Mediobanca, non debba essere impattato da un possibile cambiamento nel ruolo dell’amministratore delegato». La lettera della Vigilanza è stata recapitata lo scorso 4 marzo al cda di Mps, poche ore prima della decisione presa sulla lista poi presentata per il rinnovo dei vertici del 15 aprile. Di ciò dovranno ovviamente tener conto i cda di Mps e Mediobanca che si riuniranno il prossimo 10 marzo con all’ordine del giorno i concambi della fusione e l’approvazione del progetto di fusione. Riunioni in cui sarà ancora presente l’ad di Mps Luigi Lovaglio, pur essendo stato escluso dalla lista del cda.

In pratica con la lettera del 4 marzo Francoforte accende un faro sul futuro cda di Mps, chiedendo «una approfondita valutazione dell’autonomia di giudizio di tutti i suoi componenti, l’inserimento nei comitati di amministratori formalmente indipendenti e un ceo che disponga di una “chiara” autonomia di giudizio e di una rilevante esperienza bancaria, riflesso delle sfide del ruolo e della complessità dell’istituzione».

Inoltre nella sua lettera la Bce esprime riserve anche sul processo di selezione dei candidati della lista del cda, condotto in «tempi stretti» e che ha portato a valutare la «maggior parte dei candidati con punteggi alti, anche in presenza di un livello e una qualità di esperienza molto diversi». Con il rischio che un processo del genere «possa portare a un deterioramento nella composizione del cda».

Ma da Mps precisano che le osservazioni della Bce si riferiscono alla precedente lista di 30 nomi che poi è stata scremata a 20 tenendo conto delle raccomandazioni Bce. La banca in serata ha fatto sapere di «aver messo a disposizione del pubblico una dettagliata sintesi dell’intero processo seguito, strutturato considerando le indicazioni pervenute dalla Bce, con il coinvolgimento della funzione di revisione interna e del collegio sindacale».

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