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Consob, al via la reggenza Mosca. Impasse della maggioranza sul nuovo presidente

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Si chiude oggi l’era Savona ma la maggioranza non è riuscita a nominare il successore. Partiti incagliati sul nome di Freni, il testimone passa nelle mani del commissario anziano
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MILANO – Chiara Mosca è il nuovo presidente vicario della Consob, oggi scade infatti il mandato del suo predecessore Paolo Savona, che venerdì ha liberato l’ufficio al sesto piano del palazzo di Via Martini. Per la seconda volta nella storia della Commissione che vigila sui mercati, c’è una donna alla presidenza, anche se formalmente come “reggente”. Anche Anna Genovese per due volte - ovvero tra Giuseppe Vegas e Mario Nava e poi tra Nava e Savona - ha assunto le redini da vicaria reggente per diversi mesi.

la commissaria di Draghi vota doppio

Classe ‘72, commissaria tecnica scelta dal governo Draghi nell’agosto 2021, Mosca è un esperta di diritto societario, si è laureata in Bocconi, dove peraltro è tutt’ora Professore associato di diritto commerciale. In attesa che si…

MILANO – Chiara Mosca è il nuovo presidente vicario della Consob, oggi scade infatti il mandato del suo predecessore Paolo Savona, che venerdì ha liberato l’ufficio al sesto piano del palazzo di Via Martini. Per la seconda volta nella storia della Commissione che vigila sui mercati, c’è una donna alla presidenza, anche se formalmente come “reggente”. Anche Anna Genovese per due volte - ovvero tra Giuseppe Vegas e Mario Nava e poi tra Nava e Savona - ha assunto le redini da vicaria reggente per diversi mesi.

la commissaria di Draghi vota doppio

Classe ‘72, commissaria tecnica scelta dal governo Draghi nell’agosto 2021, Mosca è un esperta di diritto societario, si è laureata in Bocconi, dove peraltro è tutt’ora Professore associato di diritto commerciale. In attesa che si sblocchi l’impasse e venga scelto il nuovo presidente, la gestione della Consob passa quindi ai quattro commissari, che prenderanno le decisioni a maggioranza, e in caso di parità, il voto della Mosca sarà dirimente perché vale doppio in quanto componente più anziano.

Anche questa volta, come fu con la Genovese, per la nomina del futuro presidente passeranno probabilmente un paio di mesi. Tra la guerra in Iran e il referendum del 23 marzo, il governo ha altre priorità. Peraltro, l’iter della designazione - che era partito lo febbraio con la scelta del sottosegretario all’economia Federico Freni e poi si è bloccato per l’opposizione di Forza Italia – richiede tempi lunghi: ci vuole un Consiglio dei ministri, il parere delle commissioni parlamentari, un nuovo Cdm di ratifica, il Decreto del presidente della Repubblica per la nomina, e infine, anche se è un passaggio formale, il via libera della Corte dei Conti. Con Savona tanto per fare un esempio – dove la scelta venne ampiamente condivisa – c’era voluto un mese e due giorni.

Ci vorrà un paio di mesi, e inizia una primavera calda

Eppure i mercati hanno di fronte una primavera impegnativa, dove l’attività di vigilanza della Consob sarà determinante. Oltre alle turbolenze legate al conflitto in Iran, sono in corso due offerte pubbliche contestate dagli investitori (Antares Vision e Tinexta) per l’utilizzo ai danni delle minoranze delle azioni con voto maggiorato, e sono in agenda un serie di assemblea calde – a iniziare da quella di Mps per il rinnovo del consiglio – per non parlare del rinnovo dei vertici delle principali aziende pubbliche, da Eni a e Enel, da Poste a Leonardo. In questo caso sia perché le aziende in questione hanno riportato risultati eccezionali, sia perché il governo ha altre priorità, l’orientamento pubblico prevalente sarebbe quello di confermare tutti gli ad e rinnovare alcuni presidenti. Una regola di massima che però probabilmente potrebbe prevedere eccezioni, la partita è ancora lunga.

Nomine non quotate discontinuità solo su Borsa spa

Infine, anche per le nomine in scadenza di aziende non quotate, si va verso la continuità, come nel caso dell’ad del Psn e di Ansaldo. Chi invece rischia di non esser rinnovato è l’ad di Borsa spa – Fabrizio Testa – dove Cdp è pronta ad andare per vie legali sia in Olanda che in Italia per difendere il suo diritto e bloccare il rinnovo voluto dal ceo di Euronext Stéphane Boujnah.

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