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Schlein preme: “Abbassare le accise”. Ora il governo ci pensa

Elly Schlein

 

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La segretaria del Pd lancia una proposta per dare sollievo agli automobilisti. La premier apre e Giorgetti s’impegna. I dem: “Adesso però vogliamo i fatti”
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ROMA – C’è una cosa che Giorgia Meloni può fare e deve fare subito». Dal palco dell’Italia che sentiamo, l’ultima tappa di un percorso d’ascolto nel Paese iniziato un mese fa, la segretaria del Pd Elly Schlein mette sul tavolo una proposta «concreta» per tamponare i costi del carburante infiammati dalla «guerra illegale di Donald Trump e Benjamin Netanyahu» in Iran: «Il governo attivi subito le cosiddette accise mobili». Il meccanismo, «adottato anni fa e mai attuato», è semplice, spiega la leader dem: con i «prezzi stellari della benzina», aumenta anche «il gettito Iva che entra nelle casse dello Stato». C’è una sola strada possibile in un momento così complicato: «Quell’extragettito Iva va restituito ai cittadini, abbassando le accise di tutti».

L’idea è solida, praticabile. Tant’è che poco dopo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, entrando all’Olimpico per la partita di rugby del Sei Nazioni tra Italia e Inghilterra, si fa sfuggire un’ampia apertura: «È una norma che abbi…

ROMA – C’è una cosa che Giorgia Meloni può fare e deve fare subito». Dal palco dell’Italia che sentiamo, l’ultima tappa di un percorso d’ascolto nel Paese iniziato un mese fa, la segretaria del Pd Elly Schlein mette sul tavolo una proposta «concreta» per tamponare i costi del carburante infiammati dalla «guerra illegale di Donald Trump e Benjamin Netanyahu» in Iran: «Il governo attivi subito le cosiddette accise mobili». Il meccanismo, «adottato anni fa e mai attuato», è semplice, spiega la leader dem: con i «prezzi stellari della benzina», aumenta anche «il gettito Iva che entra nelle casse dello Stato». C’è una sola strada possibile in un momento così complicato: «Quell’extragettito Iva va restituito ai cittadini, abbassando le accise di tutti».

L’idea è solida, praticabile. Tant’è che poco dopo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, entrando all’Olimpico per la partita di rugby del Sei Nazioni tra Italia e Inghilterra, si fa sfuggire un’ampia apertura: «È una norma che abbiamo introdotto noi dal 2023, vedremo di adattarla». La misura esiste in effetti: era nel decreto Carburanti approvato tre anni fa. Ma il titolare del Mef si spinge oltre: «Se ci sono margini? Li troveremo». L’impegno è preso. E i dem vanno subito in pressing: «Adesso passino dalle parole ai fatti».

L’attenzione sul tema è alta, lo sanno bene a Palazzo Chigi. E così, a sera, pur di non lasciare il merito dell’iniziativa alla segretaria dem, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni corre ai ripari con un video-messaggio (dopo avere accompagnato la figlia a un saggio di danza a Tivoli, con l’ex Giambruno): «Stiamo studiando l’attivazione delle accise mobili», garantisce. Non da oggi, ci tiene a dire: al Mef ci lavorano «già da qualche giorno». È un tassello dell’attività delle «task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi».

Prima, dunque, servirà un intervento legislativo. La norma del 2023, filtra del Mef, «va modificata», perché servono «parametri un po’ diversi». Le condizioni ci sono, spiega il responsabile Economia del Pd Antonio Misiani: «Il meccanismo può essere adottato quando c’è uno scostamento significativo del prezzo del petrolio rispetto agli obiettivi di finanza pubblica». Nel Documento programmatico di ottobre la stima è di 60 dollari al barile, ora si viaggia oltre i 90. Per ricorrere al correttivo, di base basterebbe «un decreto ministeriale», aggiunge il senatore dem. E se servono degli aggiustamenti alla norma, «c’è un contenitore già pronto: il decreto Bollette già in discussione in Parlamento». Nessun alibi.

La partita delle opposizioni si sposta alle Camere. «Prendiamo atto della disponibilità, aspettiamo il governo alla prova dei fatti», commentano i capigruppo Pd Francesco Boccia e Chiara Braga: «Vigileremo su una pronta attuazione della riduzione delle accise già nei prossimi passaggi parlamentari dove ci auguriamo di vedere la premier Meloni impegnata per una rapida approvazione della misura».

I dem valutano di inserire un impegno sulle accise mobili anche nella risoluzione allo studio per l’11 marzo, quando la premier sarà in aula per riferire sulla crisi in Medio-Oriente. Andrà discusso con gli alleati. Nel centrosinistra, sul tema, sono tutti d’accordo. Non senza una punta di competizione: «Elly Schlein si è detta d’accordo con una proposta del M5S che proprio ieri abbiamo rilanciato», è stato il primo commento della deputata pentastellata Chiara Appendino. Mentre il vicepresidente del partito Stefano Patuanelli nota le contraddizioni dell’esecutivo: «Surreale che il ministro rivendichi il meccanismo introdotto nel 2023 che dovrebbe ridurre il prezzo dei carburanti quando salgono troppo», mentre «nel frattempo il governo ha alzato le accise sul diesel nel momento peggiore, quando famiglie e imprese sono sotto pressione». Per effetto, complessivamente, anche dei costi dell’energia: «Il governo sta vendendo 2,1 miliardi di metri cubi di riserve nazionali di gas basate su stime di prezzo fuori mercato, con un extragettito significativo», spiega il leader di +Europa Riccardo Magi. «Per questo – annuncia – abbiamo presentato un emendamento al decreto Bollette per destinare questo ‘tesoretto’ alle utenze domestiche per tutte le famiglie con Isee fino a 25.000 euro».

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