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“Armi letali gestite da algoritmi”, lascia la manager di OpenAI

La protesta contro OpenAI nel National Mall a Washington 

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Si dimette la responsabile della Robotica in polemica con l’azienda di Altman: “Serviva più riflessione, è questione di principio”
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NEW YORK – L’alleanza tra OpenAI e il Pentagono, sancita prima dell’inizio della guerra con l’Iran, ha prodotto un risultato anche negli Stati Uniti: la responsabile del dipartimento di robotica dell’app di intelligenza artificiale fondata da Sam Altman ha annunciato le dimissioni. Caitlin Kalinowski, da novembre 2024 a capo dei team di hardware e robotica, ha deciso di andarsene.

“Ho rassegnato le dimissioni da OpenAI”, ha scritto Kalinowski su X e LinkedIn. “Tengo profondamente al team di robotica e al lavoro che abbiamo costruito insieme. Non è stata una decisione facile. L’IA ha un ruolo importante nella sicurezza nazionale”. “Ma la sorveglianza degli americani senza supervisione giudiziaria e l’autonomia letale senza autorizzazione umana sono confini che meritavano più riflessione di quanta ne abbiano ricevuta”, ha aggiunto.

Kalinowski ha concluso il suo messaggio di congedo sottolineando il punto chiave: la questione etica. “Questa scelta riguardava il principio, non le per…

NEW YORK – L’alleanza tra OpenAI e il Pentagono, sancita prima dell’inizio della guerra con l’Iran, ha prodotto un risultato anche negli Stati Uniti: la responsabile del dipartimento di robotica dell’app di intelligenza artificiale fondata da Sam Altman ha annunciato le dimissioni. Caitlin Kalinowski, da novembre 2024 a capo dei team di hardware e robotica, ha deciso di andarsene.

“Ho rassegnato le dimissioni da OpenAI”, ha scritto Kalinowski su X e LinkedIn. “Tengo profondamente al team di robotica e al lavoro che abbiamo costruito insieme. Non è stata una decisione facile. L’IA ha un ruolo importante nella sicurezza nazionale”. “Ma la sorveglianza degli americani senza supervisione giudiziaria e l’autonomia letale senza autorizzazione umana sono confini che meritavano più riflessione di quanta ne abbiano ricevuta”, ha aggiunto.

Kalinowski ha concluso il suo messaggio di congedo sottolineando il punto chiave: la questione etica. “Questa scelta riguardava il principio, non le persone. Ho profondo rispetto per Sam e il team, e sono orgogliosa di ciò che abbiamo costruito insieme”. La sua scelta cade in un contesto di crescente disputa su quanto le aziende di IA debbano sostenere l’uso della tecnologia da parte dell’esercito americano.

Negli ultimi giorni le trattative tra Pentagono e Anthropic, la compagnia californiana guidata dall’italoamericano Dario Amodei, sono naufragate dopo che l’azienda aveva posto dubbi etici sull’uso dell’IA per la sorveglianza interna e sull’impiego nelle armi autonome. Amodei lo aveva fatto dopo che Claude, il programma della compagnia, era stato usato per il raid in Venezuela del 3 gennaio scorso, che aveva portato all’arresto del presidente Nicolás Maduro e all’uccisione, secondo Caracas, di un centinaio di persone. Civili inclusi.

Anthropic aveva detto di non essere d’accordo nel lasciare che il Pentagono usasse gli algoritmi di Claude per spiare gli americani e nel lasciare ai robot la guida gli armamenti. I dubbi di Amodei avevano provocato le minacce del capo del Pentagono, Pete Hegseth, pronto a indicare Anthropic come un «rischio per la catena di approvvigionamento», una classificazione generalmente usata per le aziende legate a paesi ostili all’America (Anthropic si è rivolta a un giudice dopo la minaccia). Poi il presidente Donald Trump, in una delle sue reazioni tumultuose, aveva annunciato la messa al bando di Anthropic, vietandone l’uso a tutte le agenzie federali. Amodei ha cercato di ricucire il rapporto, ma è stato troppo tardi.

Nel frattempo Altman si è fatto avanti e ha raggiunto un accordo con il Pentagono per l’utilizzo di OpenAI, proprio alla vigilia dell’attacco all’Iran. Altman ha spiegato che il governo non userà l’IA per sorvegliare gli americani e metterà una linea rossa sull’impiego in operazioni militari. In realtà il Pentagono aveva posto a tutti gli appaltatori una condizione: non avere limiti sull’utilizzo dell’IA. Le dimissioni di Kalinowski suggeriscono che Altman potrebbe aver concesso al Pentagono tutto quello che aveva chiesto.

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