Il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), alimentato dai contributi di 123 istituti di credito tra i quali i più famosi, non sta aprendo l’ombrello solo su Banca Progetto ma anche su Smart Bank. A settembre e novembre dell’anno scorso, infatti, sono stati deliberati due interventi nei confronti dei due istituti di credito, il primo già guidato da Paolo Fiorentino e il secondo già presieduto da Carlo Alberto Carnevale Maffè, nell’ambito di operazioni che, come si legge nel bilancio del 2025 del Fitd, «prevedono anche la partecipazione di soggetti terzi e i cui termini e condizioni saranno definiti a inizio 2026». Smart Bank, fintech nata nel 2022 dall’acquisizione della ex Banca del Sud da parte di Cirdan, era stata posta da Bankitalia in amministrazione straordinaria a fine 2023.
Tale procedura è stata poi prorogata lo scorso dicembre per un periodo di sei mesi, funzionale proprio a definire i dettagli dell’intervento del Fitd, «idoneo a dare conclusione alla situazione d…
Il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), alimentato dai contributi di 123 istituti di credito tra i quali i più famosi, non sta aprendo l’ombrello solo su Banca Progetto ma anche su Smart Bank. A settembre e novembre dell’anno scorso, infatti, sono stati deliberati due interventi nei confronti dei due istituti di credito, il primo già guidato da Paolo Fiorentino e il secondo già presieduto da Carlo Alberto Carnevale Maffè, nell’ambito di operazioni che, come si legge nel bilancio del 2025 del Fitd, «prevedono anche la partecipazione di soggetti terzi e i cui termini e condizioni saranno definiti a inizio 2026». Smart Bank, fintech nata nel 2022 dall’acquisizione della ex Banca del Sud da parte di Cirdan, era stata posta da Bankitalia in amministrazione straordinaria a fine 2023.
Tale procedura è stata poi prorogata lo scorso dicembre per un periodo di sei mesi, funzionale proprio a definire i dettagli dell’intervento del Fitd, «idoneo a dare conclusione alla situazione di difficoltà della banca». Già a novembre, come visto, il consiglio del Fondo interbancario, su richiesta dei commissari straordinari, aveva deliberato un intervento preventivo nei confronti di Smart Bank, mediante il rilascio di una garanzia su un titolo di cartolarizzazione detenuto dalla banca, nell’ambito di un piano di risanamento che però non aveva ricevuto il benestare dell’assemblea degli azionisti, e quindi dell’inglese Cirdan.
Gli interventi preventivi del Fondo interbancario di tutela dei depositi
Intanto, si complica il salvataggio di Banca Progetto, istituto specializzato in prestiti a garanzia pubblica commissariato da Bankitalia da marzo 2025. A fine gennaio, era stato sottoscritto un accordo basato su una ricapitalizzazione da 750 milioni a opera del Fitd, con contestuale cessione del 90% del capitale ai principali gruppi italiani consorziati: Mps, Banco Bpm, Bper, Intesa Sanpaolo, Unicredit, destinati quindi a diventare le maggiori socie di Banca Progetto al posto di Oaktree. L’accordo prevede poi il rilascio, sempre da parte del Fondo interbancario, di una serie di garanzie che scatterebbero se non si potessero escutere quelle pubbliche già prestate dai fondi di Mcc e Sace sui finanziamento di Banca Progetto. «Il fair value dell’esposizione complessiva su tali casistiche - spiega il bilancio del Fondo - sulla base delle informazioni aggiornate, è quantificabile in un range tra 503 e 586 milioni».
Per il Fitd si può quindi calcolare un impegno massimo su Banca Progetto fino a 1,33 miliardi. Non poco, ma meno dei 6,5 miliardi che il Fondo avrebbe dovuto sborsare per garantire i depositi in caso di crac. Tuttavia, sul salvataggio incombono le recenti parole del procuratore aggiunto di Milano, Roberto Pellicano, in audizione davanti alla Commissione banche del Senato: «C’è un forte rischio penale su Banca Progetto».
Se la speranza è di chiudere le vicende Smart Bank e Banca Progetto entro i primi mesi del 2026, nel 2025 il Fondo interbancario ha finalmente scritto la parola “fine” sul salvataggio dell’ex Banca Carige, oggi nel gruppo Bper, che solo nel 2022 era costato al Fitd un aumento di capitale, in forma di “dote”, da 530 milioni (oltre ai 615 milioni investiti in Carige nel 2019, considerando anche lo Schema volontario del Fondo). A marzo dell’anno scorso, a fronte della definizione del contenzioso fiscale dell’ex banca ligure con l’Agenzia delle entrate, il Fitd ha staccato un ulteriore assegno da 34 milioni a favore di Bper. Ciò, scrive il Fondo, «ha consentito la definitiva conclusione dell’articolato intervento di sostegno nei confronti di Banca Carige».
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