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Aggirare Hormuz: i due oleodotti per bypassare lo stretto per il trasporto del petrolio

(reuters)

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Le infrastrutture oggi possono essere le uniche vie per portare il petrolio fuori dal Golfo, ma la loro capacità è limitata
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MILANO – Il blocco dello stretto di Hormuz in pochi giorni ha fatto schizzare i prezzi del greggio oltre 100 dollari con la prospettiva di ulteriori rialzi se il petrolio resterà bloccato nel Golfo, restringendo ancora l’offerta.

Il modo per portare il petrolio fuori dall’area “chiusa” dall’Iran, utilizzando le infrastrutture esistenti, ci sarebbe ma da soli non possono bastare. Come racconta Bloomberg l’infrastruttura principale in questo senso è l’oleodotto East-West, una condotta lunga 1.200 chilometri che attraversa la penisola arabica dal Golfo Persico al Mar Rosso. La sua costruzione, 45 anni fa, era stata pensata proprio per fronteggiare situazioni di questo tipo, ovvero il rischio che un giorno Teheran potesse bloccare lo stretto e quindi l’export di petrolio.

Il grafico di Bloomberg mostra il tracciato dei due oleodotti con cui è possibile bypassare lo stretto di Hormuz 
L’inf…

MILANO – Il blocco dello stretto di Hormuz in pochi giorni ha fatto schizzare i prezzi del greggio oltre 100 dollari con la prospettiva di ulteriori rialzi se il petrolio resterà bloccato nel Golfo, restringendo ancora l’offerta.

Il modo per portare il petrolio fuori dall’area “chiusa” dall’Iran, utilizzando le infrastrutture esistenti, ci sarebbe ma da soli non possono bastare. Come racconta Bloomberg l’infrastruttura principale in questo senso è l’oleodotto East-West, una condotta lunga 1.200 chilometri che attraversa la penisola arabica dal Golfo Persico al Mar Rosso. La sua costruzione, 45 anni fa, era stata pensata proprio per fronteggiare situazioni di questo tipo, ovvero il rischio che un giorno Teheran potesse bloccare lo stretto e quindi l’export di petrolio.

Il grafico di Bloomberg mostra il tracciato dei due oleodotti con cui è possibile bypassare lo stretto di Hormuz 
L’infrastruttura però non può da sola compensare il flusso bloccato su Hormuz. La strozzatura oggi blocca circa 20 milioni di barili di greggio al giorno, un quinto del consumo mondiale. L’oleodotto East-West ne può trasportare al massimo 5 milioni. A questo si può aggiungere l’apporto di in altro oleodotto, di proprietà degli Emirati Arabi Uniti, l’Abu Dhabi Crude Oil Pipeline (ADCOP). L’impianto collega Habshan, negli Emirati Arabi Uniti, al porto di Fujairah sul Golfo di Oman, oltre quindi lo stretto di Hormuz. La struttura permette il trasporto di 1,5 milioni di barili con la possibilità di arrivare a 2 in caso di emergenza.

Poi resta un ulteriore problema. Anche ammesso di fare arrivare fuori dall’area il petrolio, servono le navi di carico per poterle trasportare e serve che i porti siano in grado di gestire questo enorme afflusso. Secondo Bloomberg in questo momento ci sono circa 25 superpetroliere, ognuna capace di caricare circa 2 milioni di barili, che hanno deviato dalle loro destinazioni originali e si stanno dirigendo verso i nuovi punti di carico.

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