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Bollette del gas, la stangata iraniana sarà pagata da anziani e più fragili

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I consumatori vulnerabili sotto l’ombrello di Arera rischiano rialzi già dai primi di aprile a causa della crisi in Medio Oriente. Ma sul mercato si trovano ancora buone offerte a prezzo fisso
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Dovrebbero essere i più tutelati e invece, tra poco meno di un mese, saranno proprio gli utenti vulnerabili i primi a essere stangati sulle bollette del gas. Questi consumatori, infatti, ricevono ogni mese l’aggiornamento tariffario da Arera e se a marzo è andata bene, perché la media del prezzo all’ingrosso era ancora quella pre-guerra in Iran, ai primi di aprile (con il prossimo aggiornamento) potrebbe andare molto peggio.

Anzitutto, ricordiamo chi sono i vulnerabili: rientrano in questa categoria i clienti over 75; i percettori di bonus sociale per Isee basso; soggetti disabili o cittadini che vivono in strutture d’emergenza dopo eventi calamitosi. Ogni vulnerabile può scegliere di passare al mercato libero, e la maggioranza ha in effetti deciso di …

Dovrebbero essere i più tutelati e invece, tra poco meno di un mese, saranno proprio gli utenti vulnerabili i primi a essere stangati sulle bollette del gas. Questi consumatori, infatti, ricevono ogni mese l’aggiornamento tariffario da Arera e se a marzo è andata bene, perché la media del prezzo all’ingrosso era ancora quella pre-guerra in Iran, ai primi di aprile (con il prossimo aggiornamento) potrebbe andare molto peggio.

Anzitutto, ricordiamo chi sono i vulnerabili: rientrano in questa categoria i clienti over 75; i percettori di bonus sociale per Isee basso; soggetti disabili o cittadini che vivono in strutture d’emergenza dopo eventi calamitosi. Ogni vulnerabile può scegliere di passare al mercato libero, e la maggioranza ha in effetti deciso di farlo: a oggi sono poco più di 2 milioni i vulnerabili in regime di tutela della vulnerabilità del gas, la tariffa stabilita mensilmente da Arera.

Il rimbalzo del Psv

Lo scenario è negativo, e non è questione di pessimismo ma di numeri. Il Psv (punto di scambio virtuale) è l’indice del prezzo all’ingrosso della materia prima gas: le tariffe a prezzo variabile - tutela inclusa - sono ancorate proprio a questo. Al momento in cui scriviamo, il Psv si trova a 57 centesimi al metro cubo (Smc) dopo aver toccato i 61 centesimi. Per dare un’idea della tempesta in cui ci troviamo, da luglio 2025 fino al 26 febbraio scorso, il prezzo non era mai salito oltre i 40 centesimi.

L’ultimo aggiornamento tariffario di Arera per i vulnerabili, che ha preso in considerazione la media del Psv a febbraio, aveva segnato un -2,8% rispetto al mese precedente. Ma la stessa autorità aveva precisato che il calo “non tiene conto dell’andamento dei prezzi del gas dei giorni immediatamente successivi, segnati dalle forti tensioni sui mercati in seguito all’escalation in Medio Oriente”. Impossibile quantificarlo con precisione oggi, ma la media di marzo sarà certamente più alta, con conseguenti rincari per i vulnerabili, così come per tutti coloro che sul mercato libero hanno una tariffa a prezzo indicizzato.

Prezzo fisso: il momento giusto?

Abbiamo fatto una verifica sul Portale offerte di Arera, lo strumento che consente di confrontare le migliori tariffe di mercato libero, per capire se per i vulnerabili c’è qualche opportunità di risparmio. La finestra di tempo, va detto, potrebbe chiudersi presto: perché se la situazione in Medio Oriente non si stabilizzerà in tempi brevi, l’ondata di rincari toccherà presto anche le tariffe fisse.

Analizzando le prime tre offerte in ordine di convenienza, le tariffe a prezzo fisso non sono ancora state toccate dalla bufera. Tutte propongono un prezzo di 36 centesimi al metro cubo, ben al di sotto dei valori attuali ma anche qualcosa in meno rispetto a febbraio, quando il mercato era ancora stabile. L’unica differenza tra queste è il costo fisso, una sorta di “canone” che si paga a ogni bolletta, indipendente dai consumi. In tutti i casi si tratta di tariffe inferiori rispetto all’attuale tutela, anche se di poco. Se con l’operatore 1 si avrebbe una spesa annua inferiore del 5,7%, la percentuale si assottiglia con l’operatore 2 e l’operatore 3. Ma il confronto - lo ribadiamo - è con il prezzo di tutela relativo a febbraio, mentre per il mese prossimo è molto probabile che il prezzo della tutela salirà. Questo potrebbe rendere le tariffe fisse sottoscritte oggi ancora più economiche se paragonate con il variabile in arrivo. Per la verità, anche le tre migliori tariffe a prezzo variabile sono ancora più convenienti della tutela, come mostra la tabella di seguito.

A fare la differenza in questo caso sono le scontistiche applicate dagli operatori. In particolare, l’operatore 1 promette 12 centesimi al metro cubo in meno rispetto al Psv per tutto il primo anno, che rende la proposta piuttosto allettante. Fermo restando che tutte le tariffe a prezzo variabile verranno investite dal rialzo del costo della materia prima. Il rischio, insomma, è di aderire a un’offerta che oggi pare conveniente, ma che tra appena un mese potrebbe non esserlo più.

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