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Montepaschi-Mediobanca: oggi via libera al concambio

Luigi Lovaglio, ad di Mps

 

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I due istituti riuniscono il cda per definire i dettagli del progetto di fusione che porterà al delisting
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MILANO – Con i titoli Mps e Mediobanca bersagliati dalle vendite in Borsa, i cda delle due banche si riuniscono oggi per approvare i progetti di fusione e il rapporto di concambio. Dopo il braccio di ferro degli ultimi mesi sulle modalità di integrazione delle due realtà, in seguito al successo dell’Ops del Monte chiusa il 28 ottobre scorso con l’86% del capitale di piazzetta Cuccia, non si prevedono cambi di direzione.

Gli advisor di Mps (Jp Morgan, Ubs e Jefferies) e quelli di Mediobanca (Rothschild e Morgan Stanley) sono al lavoro per mettere a punto il concambio dell’operazione, su cui dovranno dare il proprio parere anche i comitati parti correlate. Ma l’andamento di Borsa potrebbe provocare degli aggiustamenti: ieri Mps è scesa dell’1,7% a 7,04 euro mentre Mediobanca ha lasciato sul terreno il 2,1% a 15,38 euro.

La discesa del Monte si è fatta più pronunciata dalla presentazione del piano industriale dell’ad Luigi Lovaglio e poi a causa della battaglia per la formazione della li…

MILANO – Con i titoli Mps e Mediobanca bersagliati dalle vendite in Borsa, i cda delle due banche si riuniscono oggi per approvare i progetti di fusione e il rapporto di concambio. Dopo il braccio di ferro degli ultimi mesi sulle modalità di integrazione delle due realtà, in seguito al successo dell’Ops del Monte chiusa il 28 ottobre scorso con l’86% del capitale di piazzetta Cuccia, non si prevedono cambi di direzione.

Gli advisor di Mps (Jp Morgan, Ubs e Jefferies) e quelli di Mediobanca (Rothschild e Morgan Stanley) sono al lavoro per mettere a punto il concambio dell’operazione, su cui dovranno dare il proprio parere anche i comitati parti correlate. Ma l’andamento di Borsa potrebbe provocare degli aggiustamenti: ieri Mps è scesa dell’1,7% a 7,04 euro mentre Mediobanca ha lasciato sul terreno il 2,1% a 15,38 euro.

La discesa del Monte si è fatta più pronunciata dalla presentazione del piano industriale dell’ad Luigi Lovaglio e poi a causa della battaglia per la formazione della lista del cda che ha visto l’esclusione dello stesso Lovaglio.

Le raccomandazioni Bce

Allo stesso tempo però sono arrivate le raccomandazioni della Banca centrale europea (Bce) che confermano la necessità di procedere alla fusione e al conseguente delisting di Mediobanca dal listino di Borsa. In sostanza la Bce ha sostenuto in tutti i modi il piano di integrazione di Lovaglio, annunciato fin dal lancio dell’Ops nel gennaio 2025.

E oggi dovrebbe arrivare la conferma che si prosegue in quella direzione anche se sulla tolda di comando arriverà un nuovo ad, in una terna indicata nella presentazione della lista del cda uscente (Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi).

Ciò non toglie che qualche spazio di negoziazione esista ancora, non tanto sull’impostazione finanziaria ma su quella organizzativa delle divisioni di business. Nel piano Lovaglio il credito al consumo di Compass si dovrà integrare con la rete Mps, mentre in una Mediobanca da ricostituirsi e controllata al 100% da Siena dovrebbero confluire le attività di investment banking e quelle di private banking di fascia alta, oltre alla partecipazione del 13,2% in Generali.

I negozi di Mediobanca Premier

La rete di consulenti di Premier dovrebbe unirsi a quella di Widiba, mentre è meno chiaro il destino della rete di negozi di Mediobanca Premier che si portano con sé masse di risparmio consistenti. Nel piano di Lovaglio ciò non era specificato e dunque questo tema potrebbe essere oggetto di discussione tra l’ad di Mediobanca, Alessandro Melzi d’Eril, e il futuro ad di Mps. Il passaggio più difficile sarà comunque l’integrazione tra due culture aziendali molto diverse.

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