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Stretta della Ragioneria sulle spese per far ripartire il Ponte: no agli extra costi

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Il provvedimento ritorna sul tavolo del Consiglio dei ministri a oltre un mese dall’approvazione. I costi per far ripartire l’opera a carico del Mit (senza un euro in più)
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ROMA - Non euro in più a carico del bilancio dello Stato per far ripartire il progetto del ponte sullo Stretto. Paga il ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, con i soldi che ha già a disposizione. A più di un mese dall’approvazione del Consiglio dei ministri (era il 5 febbraio), il decreto Infrastrutture cambia ancora (prima dell’ok erano arrivati i rilievi del Colle sui paletti ai controlli della Corte dei conti).

Le correzioni arrivano dalla Ragioneria, dove il testo è rimasto sotto osservazione. Modifiche importanti, al punto che il provvedimento è dovuto ritornare ieri sul tavolo del Cdm per il via libera definitivo.

Nell’ultima bozza, datata 9 marzo, che Repubblica ha potuto visionare, si legge che «le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Lo stop agli extra costi fa riferimento a tut…

ROMA - Non euro in più a carico del bilancio dello Stato per far ripartire il progetto del ponte sullo Stretto. Paga il ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, con i soldi che ha già a disposizione. A più di un mese dall’approvazione del Consiglio dei ministri (era il 5 febbraio), il decreto Infrastrutture cambia ancora (prima dell’ok erano arrivati i rilievi del Colle sui paletti ai controlli della Corte dei conti).

Le correzioni arrivano dalla Ragioneria, dove il testo è rimasto sotto osservazione. Modifiche importanti, al punto che il provvedimento è dovuto ritornare ieri sul tavolo del Cdm per il via libera definitivo.

Nell’ultima bozza, datata 9 marzo, che Repubblica ha potuto visionare, si legge che «le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Lo stop agli extra costi fa riferimento a tutte le procedure che il Mit deve attivare per arrivare a sottoporre alla magistratura contabile la nuova delibera Cipess che serve per far partire i lavori del collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia.

La stessa indicazione della Ragioneria è stata recepita dai tecnici del ministero anche in altri articoli del decreto. Uno riguarda la nomina dell’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi, a super commissario delle opere ferroviarie sottoposte a sorveglianza e a “guardiano” di nuovi cantieri. Anche in questi casi non si potranno caricare nuovi costi sulle casse pubbliche.

La stretta riguarda pure i rimborsi spese di Isi e degli eventuali sub-commissari che deciderà di nominare: il conto andrà sul bilancio di Rfi.

Altri compiti (e altre spese da contenere) per il Mit. Spuntano nella norma che designa l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, super commissario per le strade. Spetterà al dicastero di Salvini approvare un decreto per indicare i cronoprogrammi procedurali e finanziari degli interventi. Il testo dovrà contenere l’indicazione delle risorse a disposizione per i lavori e i criteri di revoca in caso di mancato rispetto dei termini previsti per la chiusura dei cantieri.

Il tema degli extra costi per il Ponte viene rigettato da Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina: «Non sono previsti, a parità di investimento complessivo di 13,5 miliardi, con il ‘decreto infrastrutture’ – dice il manager – sono stati modulati gli importi di ciascun anno di lavori per tener conto dello slittamento dei tempi conseguente le note delibere della Corte dei conti».

Anche Salvini fa scudo al “suo” decreto. In Cdm assicura che i saldi non cambieranno e che i lavori partiranno entro l’anno. Una nota del Mit ratifica: «Confermato lo stanziamento di 13,5 miliardi per la realizzazione dell’opera a partire dal 2026».

Il Pd attacca il governo. «Meloni e Salvini continuano a collezionare solo rinvii, correzioni e stop tecnici», sottolineano il responsabile economico del partito e il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Antonio Misiani e Andrea Casu. Per Angelo Bonelli (Avs) «il Ponte resta uno slogan elettorale». Critici anche i 5 stelle: «Salvini su ciò che riguarda il suo ministero le sta sbagliando tutte».

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