ROMA – Il lavoro in somministrazione cresce e si consolida come uno dei canali di ingresso nel mercato del lavoro italiano. Ma la stabilità resta una minoranza. Nel 2024 solo il 4,7% dei contratti di somministrazione è stato attivato direttamente a tempo indeterminato, mentre la grande maggioranza continua a essere legata a missioni temporanee presso le imprese utilizzatrici.
È uno dei dati che emergono dal Rapporto Censis-Assosomm sul lavoro in somministrazione, presentato alla Camera. Nel complesso nel 2024 sono stati attivati oltre 1,36 milioni di contratti, pari al 10,3% di tutti i rapporti di lavoro in Italia. Una quota che resta sostanzialmente stabile anche nel 2025.
Il settore rivendica però un miglioramento sul fronte delle stabilizzazioni: le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato sono cresciute dell’1,7% nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
ROMA – Il lavoro in somministrazione cresce e si consolida come uno dei canali di ingresso nel mercato del lavoro italiano. Ma la stabilità resta una minoranza. Nel 2024 solo il 4,7% dei contratti di somministrazione è stato attivato direttamente a tempo indeterminato, mentre la grande maggioranza continua a essere legata a missioni temporanee presso le imprese utilizzatrici.
È uno dei dati che emergono dal Rapporto Censis-Assosomm sul lavoro in somministrazione, presentato alla Camera. Nel complesso nel 2024 sono stati attivati oltre 1,36 milioni di contratti, pari al 10,3% di tutti i rapporti di lavoro in Italia. Una quota che resta sostanzialmente stabile anche nel 2025.
Il settore rivendica però un miglioramento sul fronte delle stabilizzazioni: le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato sono cresciute dell’1,7% nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il termometro dell’occupazione
«Il lavoro in somministrazione è il vero laboratorio dell’occupazione italiana», sostiene il presidente di Assosomm Rosario Rasizza, secondo cui il settore «anticipa le tendenze del mercato e offre soluzioni concrete alle esigenze di imprese e lavoratori». Una sorta di “termometro dell’occupazione”, perché tende ad anticipare le dinamiche e reagisce più rapidamente ai cambiamenti della produzione e alla domanda delle imprese, diventando così un indicatore precoce delle trasformazioni dell’occupazione.
Giovani e stranieri protagonisti. Ma anche over 55
Il rapporto conferma il ruolo della somministrazione come canale di ingresso per chi fatica di più ad accedere al mercato del lavoro.
Tra gennaio e settembre 2025 il 27,6% dei rapporti attivati riguarda under 24, mentre il 27,7% è nella fascia 25-34 anni. In totale quindi oltre un lavoratore su due ha meno di 35 anni.
Molto forte anche la presenza degli stranieri: un terzo dei contratti (33,5%) riguarda lavoratori non italiani. La quota sale al 44,2% nel Nord-Est e al 37,5% nel Nord-Ovest, segno della forte domanda di manodopera nelle aree più industrializzate del Paese.
Accanto ai giovani cresce anche la presenza delle fasce più mature. Il rapporto segnala infatti che la somministrazione sta diventando una modalità di impiego sempre più accessibile anche per gli over 55, segno che la ricollocazione tramite agenzia non riguarda più soltanto l’ingresso nel lavoro ma anche il rientro o il prolungamento delle carriere lavorative.
Servizi in crescita, industria in frenata
La fotografia settoriale riflette l’evoluzione recente dell’economia italiana.
Il settore dei servizi assorbe quasi il 70% delle missioni, con una crescita dello 0,8% tra il 2023 e il 2024. Al contrario l’industria segna una flessione dell’11,5%, pur restando il secondo comparto con una quota di poco inferiore al 30%.
Il lavoro tramite agenzia viene quindi utilizzato soprattutto nelle attività dei servizi, mentre la domanda della manifattura appare più debole.
Meno contratti brevissimi
Un altro segnale che il rapporto evidenzia riguarda la durata dei rapporti di lavoro.
Nel 2024 sono aumentati del 16,1% i contratti cessati dopo un anno, mentre diminuisce il peso delle missioni di brevissima durata. Secondo Assosomm questo indicherebbe una progressiva stabilizzazione del settore e un utilizzo meno episodico del lavoro tramite agenzia.
Dove si concentra il lavoro tramite agenzia
La geografia della somministrazione ricalca quella dell’economia italiana.
Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sono le regioni con il maggior numero di contratti. In particolare la Lombardia da sola rappresenta il 25,8% delle assunzioni in somministrazione.
Il rapporto evidenzia anche un quasi equilibrio di genere: nel 2024 le donne rappresentavano il 48,3% dei rapporti, scese al 46,9% nel 2025.
Competenze e intelligenza artificiale
Il rapporto sottolinea anche il ruolo delle agenzie per il lavoro come snodo della formazione, attraverso percorsi di base, specialistici e attività “on the job”. Secondo il Censis questo sistema contribuisce a migliorare il matching tra domanda e offerta di lavoro, favorendo l’acquisizione di competenze richieste dalle imprese e aumentando le possibilità di stabilizzazione.
Il dossier dedica infine uno spazio alla domanda di nuove competenze, soprattutto nel campo digitale. Secondo l’analisi citata nel rapporto, il 50% dei responsabili IT delle grandi imprese occidentali segnala la mancanza di competenze per utilizzare strumenti di intelligenza artificiale nella cybersicurezza. Un ambito che potrebbe diventare una delle nuove aree di formazione e inserimento per i lavoratori in somministrazione.