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Benzina e bollette, stangata da 14 miliardi: governo fermo sulle accise

(ansa)

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Confesercenti stima un aumento dell’inflazione e una riduzione del Pil. Palazzo Chigi costretto a riaprire il dl Energia
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ROMA – Una stangata da 14 miliardi, tra bollette e benzina. Ecco il conto che l’impennata dei prezzi dell’energia rischia di presentare a famiglie e imprese se il governo non interverrà per contenere l’ondata degli aumenti. I maxi-rincari stimati da Confesercenti – circa 6,9 miliardi dai carburanti e 7,1 miliardi da luce e gas – sono gli ultimi di una lista che è in continuo aggiornamento. Sempre in crescita.

Ma in questi numeri c’è qualcosa di più. Non solo l’urgenza degli aiuti, su cui invece il governo prende tempo. Quando al Senato interviene in replica dopo il dibattito sulla crisi in Medio Oriente, Giorgia Meloni deve ammetterlo senza troppi fronzoli: «Gli introiti derivanti dall’Iva» per l’attivazione dell’accisa mobile – dice – non ci consentono ancora di costruire un impatto percepibile per i cittadini». La riduzione dei prezzi alla pompa sarebbe appena di qualche centesimo. Un boomerang.

ROMA – Una stangata da 14 miliardi, tra bollette e benzina. Ecco il conto che l’impennata dei prezzi dell’energia rischia di presentare a famiglie e imprese se il governo non interverrà per contenere l’ondata degli aumenti. I maxi-rincari stimati da Confesercenti – circa 6,9 miliardi dai carburanti e 7,1 miliardi da luce e gas – sono gli ultimi di una lista che è in continuo aggiornamento. Sempre in crescita.

Ma in questi numeri c’è qualcosa di più. Non solo l’urgenza degli aiuti, su cui invece il governo prende tempo. Quando al Senato interviene in replica dopo il dibattito sulla crisi in Medio Oriente, Giorgia Meloni deve ammetterlo senza troppi fronzoli: «Gli introiti derivanti dall’Iva» per l’attivazione dell’accisa mobile – dice – non ci consentono ancora di costruire un impatto percepibile per i cittadini». La riduzione dei prezzi alla pompa sarebbe appena di qualche centesimo. Un boomerang.

Il rischio rappresentato dagli ultimi dati è però molto più forte per l’esecutivo. È la cancellazione dei benefici promessi alle imprese con il decreto bollette approvato prima dello scoppio della guerra in Iran. In ballo c’è una fetta importante dei 5 miliardi di sostegni, in due anni, inseriti nel provvedimento ora all’esame della Camera. Ecco perché sarà riaperto. Dentro finirà una serie di emendamenti già in preparazione nei ministeri più coinvolti nel dossier. Con la speranza, nel frattempo, di riuscire a raccogliere le risorse che servono per rimpinguare gli aiuti.

Gli effetti collaterali degli interventi tardivi non si esauriscono qui. Come un effetto domino, le ricadute – annota sempre Confesercenti – «si estenderebbero all’intera economia» L’inflazione schizzerebbe al 2,5%, i consumi subirebbero una riduzione di 3,9 miliardi. Anche il Pil ne risentirebbe, con un impatto negativo stimato in 5,5 miliardi e una crescita rivista da 0,7% a 0,4%.

Di fronte a questi numeri, il governo tentenna. Meloni ripete in Parlamento di essere pronta a «una maggiore tassazione delle aziende che speculano sulla crisi». Ma la tassa sugli extraprofitti dei produttori di energia è per il momento solo un’idea. Mancano simulazioni e stime. La misura più robusta sul fronte degli aiuti è l’accisa mobile. In questo caso, i calcoli sono in corso. Ma il risultato non cambia: non ci sono proventi sufficienti per portare un decreto in Consiglio dei ministri. Non subito almeno. Se ne riparlerà a fine mese, quando l’esecutivo tirerà una linea sull’aumento dei prezzi registrato dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Solo una curva sostenuta dei prezzi, capace di restituire un extragettito Iva importante, potrà garantire quel “tesoretto” che serve per tagliare le accise e quindi il prezzo dei carburanti dal benzinaio. Si vedrà.

L’impegno a contrastare la speculazione potrebbe arricchirsi di un altro tassello, a costo zero: il potenziamento di Mr Prezzi, il Garante che monitora i listini dei carburanti. Le segnalazioni alla Guardia di finanza e all’Antitrust per le possibili speculazioni di compagnie petrolifere e benzinai potrebbero trasformarsi in qualcosa di più. Il lavoro è appena iniziato, ma l’orientamento – spiegano fonti di governo – è «rafforzare il potere di indirizzo». Tradotto: Mr Prezzi non si limiterebbe a suggerire alle Fiamme gialle e all’Autorità per la concorrenza e il mercato di accendere un faro sui casi sospetti. Fornirebbe loro indicazioni puntuali su come intervenire.

Fin qui l’impegno casalingo. Il governo conta però anche sul supporto dell’Europa. Al Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, la premier chiederà la sospensione degli Ets sul termoelettrico (le tasse sulle emissioni pagate da chi produce energia con il gas). «Non stiamo cercando un capro espiatorio», dice la premier. Ma un’exit strategy, quella sì.

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