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Fibercop diventa operatore all’ingrosso: il via libera Agcom a 20 mesi dalla separazione da Tim

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Diventando un operatore wholesale only potrà competere ad armi pari con Open Fiber e allargare su altre aree il perimetro della concorrenza
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MILANO – A 20 mesi di distanza dalla separazione della rete fissa di Telecom Italia in una società a sé, Fibercop, l’Agcom riconosce all’infrastruttura lo status di operatore puramente all’ingrosso (wholesale only), e quindi non più verticalmente integrato. Lo stesso status che ha Open Fiber (60% Cdp, 40% Macquarie), fin dalla nascita, e che garantisce più flessibilità sugli investimenti e sulle tariffe e quindi anche sull’acquisizione di nuovi clienti.

Il Consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella seduta dell'11 marzo 2026, ha infatti approvato - con il voto favorevole del Presidente e dei Commissari Aria, Capitanio e Giacomelli e con il voto contrario della Commissaria Giomi - la delibera che conclude l'istruttoria relativa all'analisi dei mercati dell'accesso alla rete fissa ai sensi dell'art. 89 del Codice delle comunicazioni elettroniche, che tiene conto della separazione strutturale della rete fissa di accesso di Tim, divenuta operativa dal luglio 2024.

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MILANO – A 20 mesi di distanza dalla separazione della rete fissa di Telecom Italia in una società a sé, Fibercop, l’Agcom riconosce all’infrastruttura lo status di operatore puramente all’ingrosso (wholesale only), e quindi non più verticalmente integrato. Lo stesso status che ha Open Fiber (60% Cdp, 40% Macquarie), fin dalla nascita, e che garantisce più flessibilità sugli investimenti e sulle tariffe e quindi anche sull’acquisizione di nuovi clienti.

Il Consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella seduta dell'11 marzo 2026, ha infatti approvato - con il voto favorevole del Presidente e dei Commissari Aria, Capitanio e Giacomelli e con il voto contrario della Commissaria Giomi - la delibera che conclude l'istruttoria relativa all'analisi dei mercati dell'accesso alla rete fissa ai sensi dell'art. 89 del Codice delle comunicazioni elettroniche, che tiene conto della separazione strutturale della rete fissa di accesso di Tim, divenuta operativa dal luglio 2024.

In futuro più concorrenza con Open Fiber ma anche Tim

“La decisione dell'Agcom di confermare in via definitiva lo status di operatore wholesale-only di FiberCop favorisce un contesto competitivo aperto e trasparente, stimola gli investimenti degli operatori e accelera la diffusione della banda ultralarga – ha detto Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di FiberCop - Un'infrastruttura moderna, neutrale e capillare come la nostra, abilita gli sviluppi tecnologici più avanzati, dall'intelligenza artificiale alla robotica, dalla realtà aumentata al cloud e all'edge computing sostenendo la transizione digitale del nostro Paese".

Secondo la legge europea Fibercop – controllata da Kkr (37,8% direttamente a cui si aggiunge il 17,5% ciascuno in mano a Aida e Cpp) e partecipata da Mef (16%) e dal fondo F2i (11,2%) – da “wholesale only” potrebbe in teoria vendere servizi direttamente alle imprese e alla Pa, ma nei fatti quella possibilità è stata espressamente vietata (ma solo per alcuni servizi di tlc) dall’accordo di servizio (Msa) firmato a luglio 2024 con Telecom Italia, che invece già propone alle aziende e alle Pa, tramite Tim Enterprice, pacchetti completi, e quindi oltre all’accesso, anche i servizi a valore aggiunto che spaziano dai data center alla cybersecurity.

Il testo approvato dall’Agcom - che recepisce i pareri favorevoli dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e le osservazioni della Commissione europea - ha poi rilevato (rispetto alla regolamentazione precedente) una maggiore estensione delle aree del paese pienamente concorrenziali e, dunque, deregolamentate e quindi avere più mani libere sulle tariffe. Negli altri mercati, l'analisi ha riscontrato l'assenza di concorrenza effettiva ed ha confermato FiberCop quale operatore SMP, modulando i relativi obblighi regolamentari in funzione delle diverse condizioni infrastrutturali e concorrenziali (maggiore concorrenza infrastrutturale sulle reti ad alta capacità) rilevate nelle aree del paese.

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