Contratto statali, al via le trattative per il rinnovo 2025-2027. Aumenti da 120 a 208 euro mensili
di Rosaria AmatoROMA – Nuova giornata di trattative all’Aran per il rinnovo 2025-2027 del contratto degli statali. Sul tavolo è arrivata la bozza aggiornata dopo i primi incontri, che prevede per i circa 200mila dipendenti di ministeri e agenzie aumenti lordi a regime (dall’1/01/2027) pari a 119,60 euro mensili per gli operatori, 125,90 per gli assistenti, 152,90 per i funzionari e 208,80 per le elevate professionalità. Le clausole contrattuali si occupano anche del rafforzamento delle relazioni sindacali e della gestione dell’innovazione, con un capitolo specificamente dedicato all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale. Si torna anche a regolare il lavoro flessibile, oggetto di controversie soprattutto negli ultimi mesi, in cui le amministrazioni centrali hanno mosso diversi passi per limitare l’uso del lavoro agile.
ROMA – Nuova giornata di trattative all’Aran per il rinnovo 2025-2027 del contratto degli statali. Sul tavolo è arrivata la bozza aggiornata dopo i primi incontri, che prevede per i circa 200mila dipendenti di ministeri e agenzie aumenti lordi a regime (dall’1/01/2027) pari a 119,60 euro mensili per gli operatori, 125,90 per gli assistenti, 152,90 per i funzionari e 208,80 per le elevate professionalità. Le clausole contrattuali si occupano anche del rafforzamento delle relazioni sindacali e della gestione dell’innovazione, con un capitolo specificamente dedicato all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale. Si torna anche a regolare il lavoro flessibile, oggetto di controversie soprattutto negli ultimi mesi, in cui le amministrazioni centrali hanno mosso diversi passi per limitare l’uso del lavoro agile.
Gli organismi paritetici
Tra le novità del nuovo contratto, c’è la previsione dell’istituzione di un Osservatorio a composizione paritetica che ha il compito di monitorare il buon andamento delle relazioni sindacali, anche in relazione alla contrattazione integrativa, e di un Organismo paritetico per l’innovazione, che ha il compito di realizzare “una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’amministrazione”.
L’uso dell’intelligenza artificiale
Per la prima volta si disciplina l’uso dell’Intelligenza artificiale. La bozza prevede che “l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambito lavorativo deve essere sicuro, affidabile, trasparente e non può svolgersi in contrasto con la dignità umana né violare la riservatezza dei dati personali”. Le amministrazioni che intendono introdurre o utilizzare sistemi di Intelligenza artificiale o algoritmi automatizzati a supporto dei processi organizzativi, gestionali o decisionali che incidano sul rapporto di lavoro, devono darne comunicazione ai sindacati anche attraverso gli organismi paritetici. Si stabilisce inoltre che “i riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità dell’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale inerenti all’organizzazione dei servizi sono oggetto di contrattazione collettiva integrativa”.
È prevista inoltre una formazione ad hoc per l’uso dell’Ia, e si stabilisce che “l’utilizzo di sistemi di Intelligenza artificiale non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un adeguato appropriato e congruo intervento umano”. È infine “garantito al lavoratore il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi di Intelligenza artificiale utilizzati che incidano sulla valutazione della prestazione, sull’assegnazione di compiti, sull’orario di lavoro o su altri aspetti rilevanti del rapporto di lavoro”.