Ets, otto Paesi contro l'Italia. Il governo studia un bonus benzina per i redditi bassi
di Giuseppe ColomboROMA - Aiuti selettivi. Riservati alle famiglie con redditi bassi e agli autotrasportatori. Nel giorno in cui otto Paesi europei bocciano la richiesta italiana di sospendere l’Ets sul termoelettrico (il sistema che tassa le emissioni di anidride carbonica) per ridurre il peso del caro energia sulle imprese, il governo mette a punto una serie di idee contro l’aumento dei carburanti.
La traccia della selettività dei sostegni è stata consegnata nelle scorse ore ai tecnici del ministero delle Imprese. Sono loro a studiare le possibili soluzioni. Non a caso ieri il titolare del dicastero, Adolfo Urso, ha parlato di «misure di compensazione rivolte ai redditi bassi e di contenimento dei costi per le aziende di autotrasporto».
Sul tavolo ci sono dive…
ROMA - Aiuti selettivi. Riservati alle famiglie con redditi bassi e agli autotrasportatori. Nel giorno in cui otto Paesi europei bocciano la richiesta italiana di sospendere l’Ets sul termoelettrico (il sistema che tassa le emissioni di anidride carbonica) per ridurre il peso del caro energia sulle imprese, il governo mette a punto una serie di idee contro l’aumento dei carburanti.
La traccia della selettività dei sostegni è stata consegnata nelle scorse ore ai tecnici del ministero delle Imprese. Sono loro a studiare le possibili soluzioni. Non a caso ieri il titolare del dicastero, Adolfo Urso, ha parlato di «misure di compensazione rivolte ai redditi bassi e di contenimento dei costi per le aziende di autotrasporto».
Sul tavolo ci sono diverse ipotesi. Fonti di governo spiegano che «probabilmente» si andrà nella direzione di replicare due misure già introdotte negli anni scorsi.
La prima è il bonus benzina per i possessori della carta “Dedicata a te”, il contributo economico di 500 euro erogato alle famiglie con Isee fino a 15mila euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. L’integrazione è stata già sperimentata nel 2023, quando l’esecutivo decise di aggiungere un contributo per i carburanti di 77,20 euro ai 382,5 euro già stanziati per la spesa. I beneficiari, quindi, tornerebbero a utilizzare la card anche per pagare meno la verde e il diesel dal benzinaio.
La seconda misura è un credito d’imposta per l’autotrasporto. L’aiuto si tradurrebbe in uno sconto per l’acquisto di gasolio e gpl. Anche in questo caso si tratterebbe di un bis perché i ristori per l’acquisto del diesel sono stati già sperimentati per le spese sostenute dai tir nel 2022, quando lo scoppio della guerra in Ucraina fece schizzare i prezzi dell’energia.
Dietro l’idea di riproporre la misura c’è anche l’obiettivo di evitare un effetto domino: il timore del governo è che i camionisti possano scaricare gli extra costi per l’acquisto del carburante sui prodotti che trasportano, a iniziare dai generi alimentari. Gli aumenti, quindi, arriverebbero fino al carrello della spesa. Anche di questo si parlerà stamattina alla riunione della commissione di allerta rapida sui prezzi che si terrà al Mimit.
In attesa di definire la strategia interna, l’esecutivo deve fare i conti con lo stop alla proposta sull’Ets. Il blocco dell’Europa del Nord (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Lussemburgo e Slovenia) si è unito a Spagna e Portogallo nella difesa del mercato di scambio delle emissioni di CO2, uno dei pilastri del Green deal.
Tutti insieme hanno sottoscritto un non paper dal titolo emblematico: l’Ets è «la pietra angolare della politica climatica europea». Il messaggio a Roma è chiaro: «Apportare modifiche fondamentali, mettere in discussione lo strumento stesso o sospenderlo» sarebbe «un passo indietro molto preoccupante». L’apertura si limita a ritocchi mirati. Una grana non da poco per Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo.