Benzina, biglietti aerei, frutta e verdura: quanto ci sono costate due settimane di guerra
di Massimo FerraroROMA – La guerra in Iran che coinvolge il Golfo Persico e buona parte del Medio Oriente ha paralizzato una delle più importanti tratte commerciali con effetti a cascata sul turismo internazionale e il prezzo delle merci al dettaglio. Attraverso lo stretto di Hormuz transita il 20% del petrolio mondiale: il blocco del traffico ha spaventato i mercati, le quotazioni del greggio sono schizzate verso i 100 dollari e l’aumento si è già fatto sentire alle stazioni di rifornimento. In due settimane in Italia la benzina è aumentata di 15,3 centesimi e il gasolio di 32,2 centesimi al litro. Speculazione o normale trasmissione asimmetrica dei prezzi, i rialzi dei carburanti si scaricano presto sui prezzi delle merci che si muovono su strada. E sui voli, quindi sul turismo, con la chiusura di diversi spazi aerei e la necessità di rivedere le tratte. Con un’ulteriore minaccia: che l’inflazione s’infiammi nuovamente.
ROMA – La guerra in Iran che coinvolge il Golfo Persico e buona parte del Medio Oriente ha paralizzato una delle più importanti tratte commerciali con effetti a cascata sul turismo internazionale e il prezzo delle merci al dettaglio. Attraverso lo stretto di Hormuz transita il 20% del petrolio mondiale: il blocco del traffico ha spaventato i mercati, le quotazioni del greggio sono schizzate verso i 100 dollari e l’aumento si è già fatto sentire alle stazioni di rifornimento. In due settimane in Italia la benzina è aumentata di 15,3 centesimi e il gasolio di 32,2 centesimi al litro. Speculazione o normale trasmissione asimmetrica dei prezzi, i rialzi dei carburanti si scaricano presto sui prezzi delle merci che si muovono su strada. E sui voli, quindi sul turismo, con la chiusura di diversi spazi aerei e la necessità di rivedere le tratte. Con un’ulteriore minaccia: che l’inflazione s’infiammi nuovamente.
Quanto sono aumentate benzina e gasolio nelle stazioni di rifornimento
Le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati si sono attestate, alla chiusura di giovedì 12 marzo rispetto a venerdì 27 febbraio, su livelli superiori di 19,3 centesimi al litro per la benzina e di 33,7 centesimi al litro per il gasolio. Degli aumenti si stanno occupando task force e osservatorio prezzi. La Commissione allerta rapida, al Mimit, ha quantificato il rialzo alla pompa. Tento conto dei valori nazionali in modalità self, la benzina si attesta a 1,82 euro al litro e il gasolio a 2,05 euro al litro. Un aumento di prezzo rispetto a venerdì 27 febbraio di 15,3 centesimi e 32,2 centesimi al litro. Ipotizzando due pieni al mese con un serbatoio da 50 litri per l’automobilista tipo, si tratta di un aumento di 7,65 euro a pieno di benzina, 16,1 euro in più per ciascun pieno di gasolio. Rialzi che proiettati sull’anno sarebbero rispettivamente di 183,6 euro e di 386,4 euro a famiglia.
Brutte notizie anche per il gasolio ad uso agricolo, acquistato da imprenditori agricoli e proprietari terrieri con speciali agevolazioni. Negli ultimi giorni il prezzo è aumentato del 70%, denuncia il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che riconduce il rialzo al solo fenomeno speculativo. “Abbiamo presentato un esposto alla Guardia di finanza e denunce alle procure italiane – ha dichiarato – è necessario evitare ulteriori rialzi, non è un favore agli agricoltori ma un segnale per evitare un aumento considerevole dei costi dei prodotti agroalimentari che poi vanno a ricadere su tutti i cittadini, soprattutto su quelle fasce più deboli della nostra popolazione".
Per le bollette possibile un rincaro da 350 euro
Il caro energia si riverbera ovviamente anche in bolletta, sia per le imprese che per le famiglie, determinando possibili tensioni che se ancora non si sono scaricate direttamente nelle fatture lo potrebbero fare a breve.
Sul fronte dei nuclei Nomisma Energia stima che le 27,7 milioni di famiglie potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro. E partendo da questa ipotesi, la Cgia ha calcolato che il rincaro delle bollette sui bilanci delle famiglie potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro. I rialzi più consistenti sarebbero a Roma con una spesa energetica che potrebbe toccare i 705,8 milioni di euro, a Milano i 554,5 milioni e a Napoli poco più di 406 milioni. Le province meno colpite dai rincari sarebbero Vibo Valentia (+ 23,1 milioni), Aosta (+21,3) e Isernia (+12,7).
Guardando invece alle imprese già oggi, avverte Confcommercio, rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia e della crisi energetica, le imprese del terziario registrano un costo dell'energia elettrica più alto del 28,8% e del gas superiore del 70,4%. Sul prossimo futuro, tutto dipende dalla durata dello stop ai transiti energetici attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero determinare ulteriori rincari. In uno scenario prudenziale, le bollette potrebbero aumentare mediamente del 4,3% per l'energia elettrica e del 3% per il gas, ma l’associazione non esclude uno scenario più critico nel quale gli aumenti potrebbero superare il 13% per l'elettricità e il 43% per il gas.
Aumentano i prezzi al mercato
Con il rialzo del costo del carburante, sale anche il prezzo dei prodotti alimentari. Il Centro agroalimentare di Roma, nel suo monitoraggio settimanale, ha già segnalato alcuni prodotti che più sono stati investiti dalla crisi. Ma Fabio Massimo Pallottini, direttore del Car e presidente Italmercati avverte: per i veri rincari è ancora presto, stiamo assistendo a rialzi speculativi dovuti anche all’incertezza sulle tempistiche del conflitto. Il 12 marzo il Car ha diffuso un comunicato ufficiale in cui segnala i rincari più significativi che colpiscono le eccellenze siciliane: i pomodori a grappolo balzano da 1,40 a 2,30 euro al chilo, i ciliegini a 2,40, i datterini a 4,50, i pomodori ramati da 1,30-1,40 a 2,20-2,30; le zucchine scure salgono a 1,30 euro al chilo (+0,50 euro), i peperoni che raggiungono i 3 euro (+0,50 euro al chilo).
I settori più a rischio
Sulla base dei rincari si è mossa anche Unc, con un esposto all’Agcm. Se anche i rialzi fossero solo o in gran parte speculativi, a breve arriveranno le maggiorazioni reali. Nell’esposto Unc segnalava che i grossisti hanno iniziato a ricevere comunicazioni nelle quali le agenzie di trasporto annunciano aumenti delle tariffe di trasporto dalla prossima settimana. I timori vengono fatti trapelare anche da Coldiretti: “L'aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti rischia di avere effetti a cascata sull'intera filiera agroalimentare”. Secondo un'analisi Coldiretti su dati Istat, cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in Italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l'88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma. Per le aziende agricole la situazione è particolarmente delicata: consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un'azienda agricola, con il rischio che nuovi aumenti possano compromettere la sostenibilità economica delle produzioni.
I rialzi sul biglietto dei voli
Corrono ai ripari anche le compagnie aeree, e i costi ricadono sui consumatori. A causa dell’impennata nei prezzi del carburante, Air France-KLM ha aumentato i prezzi dei biglietti aerei a lungo raggio. “L'attuale situazione geopolitica in Medio Oriente ha portato a un improvviso e significativo aumento dei costi del carburante, in particolare del cherosene. Di conseguenza, Air France e KLM aumentano le tariffe per i biglietti emessi da mercoledì 11 marzo 2026”, si legge in una nota ufficiale. I biglietti in economy costeranno circa 50 euro in più, seguendo l'esempio di vettori come SAS, Cathay Pacific, Air India e Qantas. I vettori devono anche fare i conti con la chiusura di numerosi spazi aerei e la riorganizzazione delle tratte per aggirare i veti.