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Il Ponte sullo Stretto slitta e i fondi vanno alle ferrovie. Rfi recupera 2,8 miliardi

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Nel nuovo programma il collegamento con la Sicilia entrerebbe in funzione nel 2034
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ROMA - Il governo alleggerisce il rosso di Rfi. Lo fa con il decreto sui commissari delle opere pubbliche: in tutto 2,8 miliardi (1,8 quest’anno, uno nel 2027) per «la riduzione dell’esposizione debitoria» della società dei binari. Di fatto è un rimborso alla controllata da Fs che ha anticipato le risorse alle imprese e ai fornitori coinvolti nella realizzazione delle infrastrutture ferroviarie. Anche per questo l’indebitamento è aumentato: l’iniezione di liquidità da parte dello Stato lo renderà ora più sostenibile.

Per recuperare le risorse destinate a Rfi, l’esecutivo pesca anche dal ponte sullo Stretto. Con un’operazione “taglia e cuci”. Il cronoprogramma finanziario per la costruzione del collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia viene riscritto. Il rimescolamento delle risorse è reso possibile dai ritardi nell’avvio dei cantieri: meno risorse rispetto ai piani iniziali per il 2026-2029, più fondi negli anni successivi. La minore spesa da qui al 2030 libera le risorse che…

ROMA - Il governo alleggerisce il rosso di Rfi. Lo fa con il decreto sui commissari delle opere pubbliche: in tutto 2,8 miliardi (1,8 quest’anno, uno nel 2027) per «la riduzione dell’esposizione debitoria» della società dei binari. Di fatto è un rimborso alla controllata da Fs che ha anticipato le risorse alle imprese e ai fornitori coinvolti nella realizzazione delle infrastrutture ferroviarie. Anche per questo l’indebitamento è aumentato: l’iniezione di liquidità da parte dello Stato lo renderà ora più sostenibile.

Per recuperare le risorse destinate a Rfi, l’esecutivo pesca anche dal ponte sullo Stretto. Con un’operazione “taglia e cuci”. Il cronoprogramma finanziario per la costruzione del collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia viene riscritto. Il rimescolamento delle risorse è reso possibile dai ritardi nell’avvio dei cantieri: meno risorse rispetto ai piani iniziali per il 2026-2029, più fondi negli anni successivi. La minore spesa da qui al 2030 libera le risorse che verranno appunto girate a Rfi.

Per effetto di questa revisione, la tabella di marcia del ponte si allunga fino al 2034, un anno in più rispetto a quanto previsto fino a ora. La società Stretto di Messina rassicura: i lavori partiranno a settembre di quest’anno e termineranno entro la fine del 2033. Il 2034 sarà quindi il primo anno di esercizio dell’opera.

Il nuovo cronoprogramma prevede uno stanziamento di 1,2 miliardi, somme che – spiega sempre la stessa società – servono «per regolazioni contabili e finanziarie post lavori e per il pagamento degli ultimi Sal»

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