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Rider, prima mobilitazione nazionale della Cgil: “Salari dignitosi e diritti”

(ansa)

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Presidi in tutta Italia dei ciclofattorini di Glovo e Deliveroo dopo l’inchiesta della Procura di Milano sul caporalato digitale. Il sindacato chiede contratto logistica e fine del cottimo
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ROMA – I rider scendono in piazza in tutta Italia. Oggi la Cgil organizza la prima giornata di mobilitazione nazionale dei ciclofattorini di Glovo e Deliveroo, con presidi e iniziative da Nord a Sud per chiedere salari più alti, diritti e sicurezza sul lavoro.

La protesta arriva dopo l’inchiesta della Procura di Milano, che ha disposto il controllo giudiziario per le due multinazionali del food delivery nell’ambito delle indagini sul cosiddetto caporalato digitale.

Secondo la Cgil, l’indagine conferma quanto denunciato da anni nelle vertenze e nelle piazze: paghe basse, sistemi di pagamento a cottimo e tutele insufficienti per migliaia di lavoratori.

«La mobilitazione dei oggi 14 marzo è un’occasione per trasformare la fase aperta dall’indagine giudiziaria in un cambiamento concreto», dice la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David. «Serve superare precarietà e sfruttamento e garantire lavoro stabile, salari adeguati e sicurezza».

ROMA – I rider scendono in piazza in tutta Italia. Oggi la Cgil organizza la prima giornata di mobilitazione nazionale dei ciclofattorini di Glovo e Deliveroo, con presidi e iniziative da Nord a Sud per chiedere salari più alti, diritti e sicurezza sul lavoro.

La protesta arriva dopo l’inchiesta della Procura di Milano, che ha disposto il controllo giudiziario per le due multinazionali del food delivery nell’ambito delle indagini sul cosiddetto caporalato digitale.

Secondo la Cgil, l’indagine conferma quanto denunciato da anni nelle vertenze e nelle piazze: paghe basse, sistemi di pagamento a cottimo e tutele insufficienti per migliaia di lavoratori.

«La mobilitazione dei oggi 14 marzo è un’occasione per trasformare la fase aperta dall’indagine giudiziaria in un cambiamento concreto», dice la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David. «Serve superare precarietà e sfruttamento e garantire lavoro stabile, salari adeguati e sicurezza».

La richiesta: contratto e diritti

La rivendicazione centrale della Cgil è l’applicazione del contratto nazionale Merci e Logistica, quello applicato a Just Eat, che significherebbe riconoscere ai rider le principali tutele del lavoro dipendente: ferie, permessi, malattia e infortuni retribuiti. Il sindacato chiede anche tredicesima, quattordicesima, Tfr e maggiori garanzie su salute e sicurezza.

Le iniziative si terranno in decine di città italiane, oltre 30 – tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Palermo e Firenze – con presidi davanti alle stazioni, nelle piazze e nei luoghi di ritrovo dei rider.

Non è un lavoretto

La mobilitazione si inserisce in un confronto sempre più acceso sul modello del food delivery, la consegna del cibo a domicilio. Le piattaforme difendono il lavoro autonomo, mentre i sindacati chiedono di superare il cottimo. Secondo una recente inchiesta nazionale della NIdiL-Cgil su circa 500 rider, il 76,4% indica il delivery come principale fonte di reddito. Non si tratta quindi di un’attività occasionale: quasi tre lavoratori su quattro dichiarano di lavorare 6-7 giorni a settimana, mentre quasi la metà lavora tra le 7 e le 10 ore al giorno. Il guadagno medio per consegna si colloca tra i 2 e i 4 euro lordi nel 56,3% dei casi, e le attese nei ristoranti — spesso tra 10 e 20 minuti — non sono retribuite, riducendo ulteriormente il compenso reale.

Costi e rischi sulle spalle dei rider

Quasi tutti i ciclofattorini usano mezzi propri (92,5%) e due su tre percorrono oltre 40 chilometri al giorno. I costi vivi — carburante, manutenzione, telefono — superano 200 euro al mese per il 31% degli intervistati, erodendo compensi già bassi. Anche la sicurezza resta un nodo critico. Quasi quattro rider su dieci (39,8%) dichiarano di essersi infortunati almeno una volta, ma solo il 17,6% ha ricevuto un risarcimento, mentre oltre due terzi non hanno avuto alcun ristoro economico.

Un lavoro migrante e giovane

Il settore del food delivery appare inoltre fortemente segnato dalla presenza di lavoratori migranti. Nel campione analizzato dalla NIdiL-Cgil il 91,7% dei rider è uomo e oltre il 63% ha tra i 21 e i 39 anni. Più di un terzo dei lavoratori proviene dall’estero, con una forte presenza di rider originari dell’Asia meridionale: la comunità pakistana rappresenta da sola un quarto del totale. I dati Inail confermano la vulnerabilità di questa componente: oltre la metà degli infortuni denunciati tra il 2021 e il 2023 riguarda lavoratori nati all’estero, spesso giovani e impiegati nelle grandi aree metropolitane.

L’algoritmo che decide il lavoro

Un altro nodo riguarda la gestione algoritmica del lavoro. Un rider su tre dichiara di aver subito il blocco dell’account, che di fatto equivale alla perdita del lavoro, e nel 79,6% dei casi senza ricevere spiegazioni.

Per la Cgil si tratta di una pratica opaca che dimostra lo squilibrio di potere tra piattaforme e lavoratori e che richiede regole più trasparenti, anche alla luce della nuova direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme.

Il messaggio della protesta

Per il sindacato il segnale che arriva dalle piazze è netto: non basta ritoccare il cottimo, ma serve ridisegnare le regole del lavoro nel food delivery.

L’obiettivo della mobilitazione è trasformare la fase aperta dalle indagini giudiziarie e dal dibattito europeo sul lavoro digitale in un cambiamento strutturale delle condizioni di lavoro dei rider.

Le città coinvolte nella mobilitazione di oggi

Alessandria, dalle ore 11- via Marengo di fronte al Mc Donald's

Bari, ore 12.00 – Piazza Umberto I

Bergamo, ore 15.00 – Piazza Pontida

Bologna, ore 11.00 – Via dell’Indipendenza 2

Brindisi, ore 16.00 – Via Togliatti 44

Catania, ore 12.00 – Piazza Stesicoro

Como, ore 15.00 – Porta Torre, Via Cesare Cantù

Cosenza, ore 18.00 – Piazza Bilotti

Ferrara, ore 12.00 – Piazza Trento e Trieste

Firenze ore 15.00 – Piazza Adua (lato Burger King)

Foggia, ore 16.00 - Piazza Umberto Giordano

Genova, ore 15.00 – Piazza Caricamento

La Spezia, ore 10,30 - Via Vittorio Veneto, 1

Livorno, ore 12 – Piazza Grande

Mestre, ore 17.30 - Corso del popolo, 223

Milano, ore 15.00 – Stazione Centrale, Piazzale Duca d’Aosta

Monza, ore 15.00 – Stazione Centrale, Via Enrico Ariosto

Napoli, ore 11.00 – Piazza Garibaldi

Novara, ore 9.30 – Viale Dante, Zona Mercato Coperto

Padova, ore 15.00 – Piazza Mazzini

Palermo, ore 15.00 – Centro EPYC, Via Pignatelli Aragona 42

Pesaro, ore 10,30 - Piazzale Lazzarini

Pescara, ore 16.00 – Circolo CFU, Via dei Peligni 89

Ravenna, ore 10.00 – Via Pellegrino Matteucci 15

Reggio Calabria, ore 11.30 – Corso Garibaldi (di fronte McDonald)

Roma, ore 11.00 – Piazza Re di Roma

Siena, ore 15 – Via La Lizza, 11

Taranto, ore 10.30 - Via Dionisio 20

Torino, ore 17.30 – Via Giuseppe Verdi (davanti Burger King)

Trieste, ore 10.00 – Largo della Barriera Vecchia

Varese, ore 15.00 – Piazzale Trieste

Verbania, ore 9.30 – Piazza San Vittore

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