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Difesa, iper-tecnologia e Anticristo. Peter Thiel lancia il suo universo oscuro

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Cosa si nasconde dietro all’imprenditore fondatore di Palantir, vicino alla destra Usa e antiglobalista, mentore di Zuckerberg e Vance. A Roma per un seminario riservato
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Per comprendere le lezioni di Peter Thiel a Roma sull’Anticristo, occorre partire dalla vendita di PayPal a eBay, nel 2002. Se il segno del nostro secolo è l’accelerazione tecnologica, l’impatto dei capitali investiti da Elon Musk e da Peter Thiel dopo quella vendita è stato epocale. Con SpaceX, Elon Musk ha già cambiato in modo decisivo la storia dell’economia spaziale e, a parte gli investimenti taiwanesi, rappresenta tuttora l’unico grande esempio di rilancio manifatturiero negli Stati Uniti. In questo quarto di secolo, Thiel ha avuto una notevole influenza imprenditoriale ma anche intellettuale. Come co-fondatore di aziende, a partire da Palantir, come investitore in startup (tra cui la stessa SpaceX, Facebook, Stripe, DeepMind, Anthropic) attraverso i suoi fondi, come mentore di figure quali Mark Zuckerberg e J.D. Vance. Nonché come ambizioso imprenditore politico, visto che dalla sentenza della Corte Suprema del 2010 negli Stati Uniti la politica si può tecnicamente comprare, po…

Per comprendere le lezioni di Peter Thiel a Roma sull’Anticristo, occorre partire dalla vendita di PayPal a eBay, nel 2002. Se il segno del nostro secolo è l’accelerazione tecnologica, l’impatto dei capitali investiti da Elon Musk e da Peter Thiel dopo quella vendita è stato epocale. Con SpaceX, Elon Musk ha già cambiato in modo decisivo la storia dell’economia spaziale e, a parte gli investimenti taiwanesi, rappresenta tuttora l’unico grande esempio di rilancio manifatturiero negli Stati Uniti. In questo quarto di secolo, Thiel ha avuto una notevole influenza imprenditoriale ma anche intellettuale. Come co-fondatore di aziende, a partire da Palantir, come investitore in startup (tra cui la stessa SpaceX, Facebook, Stripe, DeepMind, Anthropic) attraverso i suoi fondi, come mentore di figure quali Mark Zuckerberg e J.D. Vance. Nonché come ambizioso imprenditore politico, visto che dalla sentenza della Corte Suprema del 2010 negli Stati Uniti la politica si può tecnicamente comprare, poiché l’investimento in campagne elettorali è parte della libertà di espressione.

Thiel non si è limitato a fare soldi. Ha articolato nel corso del tempo la sua visione del mondo, ben prima del suo sostegno a Trump nel 2016, attraverso alcuni saggi e libri (tra cui “Il momento straussiano” e “Da zero a uno”) e un’infinità di conferenze, tra eventi tecnologici e contesti universitari. Ha tenuto alcuni corsi nella sua alma mater, Stanford, con un’ampia bibliografia (pubblicata nel 2025 su “Limes”), che spazia da René Girard a Leo Strauss, da Alexandre Kojève a Benedetto XVI.

Nel pensiero di Thiel, emergono soprattutto tre temi interconnessi.

Il primo è la stagnazione tecnologica. Nella sua idea, l’innovazione dagli anni ’70 ha proceduto ad ampi passi nei bit (l’informatica) ma non negli atomi (le infrastrutture e le biotecnologie). Viviamo perciò uno scacco del progresso da cui uscire, sintetizzato dalla sua battuta “Ci hanno promesso le auto volanti, abbiamo i 140 caratteri”. Questa narrazione di Thiel ha peraltro anticipato un dibattito divenuto galoppante negli Stati Uniti del 2025, quello sul ritardo rispetto alla capacità ingegneristica cinese.

Il secondo tema è la critica alla globalizzazione ingenua. Thiel ha sostenuto già 20 anni fa che l’interdipendenza economica non porta alla pace, e che lo scenario del nostro secolo sarebbe divenuto più competitivo, soprattutto per lo scontro tra Washington e Pechino.

Il terzo passaggio è la centralità della difesa. Thiel, nel discorso pubblico ma anche con la fondazione e la cultura di Palantir, ha contribuito alla proposta di un “nuovo complesso militare-industriale”. Per competere con la Cina e accelerare l’innovazione fisica, l’accelerazione tecnologica deve arrivare alla difesa e alla sicurezza. Passaggio decisivo è la polemica del 2019 con Google sul Progetto Maven del Pentagono: l’azienda che non collabora col governo (e che investe sulla ricerca in Cina) è colpevole di tradimento.

Lo stile di Thiel è volutamente provocatorio, segnato talvolta da intelligenti dibattiti con chi la pensa diversamente (per esempio il compianto David Graeber) ma ancor più da espressioni come “la concorrenza è da sfigati” o “il nonno sociopatico di Omaha” (cioè Warren Buffett). Le conferenze sull’Anticristo servono anche per generare meme in cui l’Anticristo è lui stesso. Thiel di certo si compiace della nostra attenzione spasmodica.

Il suo confronto con la teologia e il cattolicesimo viene dal pensiero di René Girard ma anche da una lettura dei segni dei nostri tempi: il mondo è più caotico, la tecnologia forse porterà a una singolarità.

Ciò riporta in primo piano il paradosso dell’escatologia cristiana. La storia è giudicata dalla Croce, ma non è finita nella sua articolazione temporale. Il male è in opera ma non ha trionfato. Cristo non è ancora tornato. Cosa trattiene la fine del mondo? Perché il mondo finisca, deve essere unificato. In quest’ottica, per Thiel, i vari tentativi di “governo mondiale” sono candidati al ruolo di Anticristo. È un teatro dell’assurdo dove Greta Thunberg viene considerata una specie di Anticristo perché alimenterebbe una sensibilità ambientale globale. Come è evidente, siamo ben lontani da un governo mondiale.

Le letture e le provocazioni di Thiel risuoneranno a Roma. Papa Leone, agostiniano, potrà facilmente osservare che in quella “teologia” manca qualcosa: l’amore. L’apocalisse cristiana è la Croce. La storia è giudicata da un volto che ti guarda: quell’amore indaga l’interiorità di ognuno. Dice che la connessione tra i dati non esaurisce la profondità. Nel tempo che ci resta da vivere qualcosa manca, e ci anima. Mentre restiamo fragili.

Attraverso la pietra veggente, il Palantir di Tolkien, ogni cosa può essere connessa, analizzata, ma voler vedere tutto è corrompersi. Anche il pellegrino cristiano indaga con lo sguardo. Come Dante vuole “ficcar lo viso per la luce etterna” ma scopre il volto che lo guarda, che lo salva, “l’amor che muove il sole e l’altre stelle”.

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