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Caro bollette: scudo per le imprese e bonus per i redditi bassi

(ansa)

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Il governo studia le misure. Sostegno all’export per le filiere più colpite. Il decreto aiuti a fine mese: caccia alle coperture e Tajani rilancia l’accisa mobile
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ROMA - Un intervento “taglia bollette” per le imprese. Ecco l’ultima idea del governo alle prese con la preparazione della risposta agli aumenti dei prezzi dell’energia. Allo studio dei tecnici dei ministeri delle Imprese e dell’Ambiente c’è un set di misure per calmierare i costi che stanno lievitando a causa del conflitto in Medio Oriente: tra le ipotesi c’è anche l’introduzione di sgravi fiscali.

La stessa opzione potrebbe essere scelta per aiutare le aziende dell’export in difficoltà a causa delle tensioni sulle rotte commerciali. Le misure interesserebbero la manifattura (macchinari e apparecchi), la metallurgia (metalli e prodotti affini), la moda (abbigliamento, pelle e accessori) e l’agroalimentare (mele, kiwi, fiori e…

ROMA - Un intervento “taglia bollette” per le imprese. Ecco l’ultima idea del governo alle prese con la preparazione della risposta agli aumenti dei prezzi dell’energia. Allo studio dei tecnici dei ministeri delle Imprese e dell’Ambiente c’è un set di misure per calmierare i costi che stanno lievitando a causa del conflitto in Medio Oriente: tra le ipotesi c’è anche l’introduzione di sgravi fiscali.

La stessa opzione potrebbe essere scelta per aiutare le aziende dell’export in difficoltà a causa delle tensioni sulle rotte commerciali. Le misure interesserebbero la manifattura (macchinari e apparecchi), la metallurgia (metalli e prodotti affini), la moda (abbigliamento, pelle e accessori) e l’agroalimentare (mele, kiwi, fiori e piante).

Lo scudo potrebbe estendersi anche al comparto delle costruzioni. Sotto esame la proposta dell’Ance: in allarme per i rincari dei materiali, dal bitume all’acciaio, l’associazione chiede di adottare uno strumento simile a quello introdotto per la guerra in Ucraina, che sterilizzava l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi, e «di estenderlo a tutte le materie prime che risentono in modo diretto o indiretto della crisi».

Il pacchetto per le imprese andrebbe a implementare il menù degli aiuti che tiene dentro anche i sostegni alle famiglie con redditi bassi e agli autotrasportatori. Le prossime ore saranno decisive per capire la fattibilità di due misure al vaglio del Mimit: un bonus carburanti per i nuclei familiari con un Isee fino a 15mila euro e un credito d’imposta per i conducenti dei tir.

Le simulazioni su tutti gli interventi devono però misurarsi con le risorse a disposizione. In ambienti di governo non si esclude la possibilità di utilizzare i fondi stanziati con la manovra per coprire le domande in coda di Transizione 4.0. In tutto 1,3 miliardi, a cui va aggiunto un residuo di 100 milioni del Pnrr.

La dote verrebbe dirottata appunto sugli interventi anti crisi, ma nell’esecutivo c’è chi non è convinto dell’operazione.

I dubbi riguardano anche l’attivazione dell’accisa mobile. Ieri il vicepremier Antonio Tajani ha rilanciato la misura: «Ci può essere – ha spiegato – un taglio delle accise compensato dall’aumento dell’Iva perché aumentano i prezzi, potrebbe essere un’idea sulla quale ragionare».

La riflessione durerà ancora una decina di giorni: l’orizzonte a cui guarda il governo per il decreto aiuti è fine mese, dopo il referendum sulla giustizia del 22 e 23. Solo allora – spiegano fonti ministeriali – si capirà se l’extragettito Iva da carburanti basterà per tagliare i prezzi alla pompa nell’ordine di qualche decina di centesimi. Se l’esito dovesse essere negativo, allora – è la linea – più spazio agli altri aiuti.

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