Commerzbank, Berlino alza il muro sull’ops di Unicredit: “Operazione ostile e inaccettabile”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Una mossa «strana». È stata questa la prima reazione ai piani alti di Commerzbank, dove hanno preso atto dell’annuncio di Andrea Orcel di voler presentare un’offerta per andare oltre il 30% Commerzbank, seppure a un prezzo poco attraente per gli azionisti. E nelle ore successive, il fuoco di fila di dichiarazioni arrivate dalla capitale finanziaria della Germania e da Berlino dimostra che al momento il tentativo di aumentare le pressioni sui tedeschi non ha ancora aperto neanche una crepa nel muro eretto dall’inizio dell’operazione a difesa di Commerzbank.
La reazione di Berlino
Se è stato un tentativo, da parte di Unicredit, di stanare il governo Merz e i vertici della banca, per ora la reazione è piuttosto chiara. Un portavoce del ministero delle Finanze ha fatto sapere che «vediamo un annuncio e non ancora un’offerta formale». E in ogni caso «il governo sostiene l’ambizione di Commerz di restare autonoma. Un’operazione ostile, soprattutto considerato il fatto che si tratt…
BERLINO – Una mossa «strana». È stata questa la prima reazione ai piani alti di Commerzbank, dove hanno preso atto dell’annuncio di Andrea Orcel di voler presentare un’offerta per andare oltre il 30% Commerzbank, seppure a un prezzo poco attraente per gli azionisti. E nelle ore successive, il fuoco di fila di dichiarazioni arrivate dalla capitale finanziaria della Germania e da Berlino dimostra che al momento il tentativo di aumentare le pressioni sui tedeschi non ha ancora aperto neanche una crepa nel muro eretto dall’inizio dell’operazione a difesa di Commerzbank.
La reazione di Berlino
Se è stato un tentativo, da parte di Unicredit, di stanare il governo Merz e i vertici della banca, per ora la reazione è piuttosto chiara. Un portavoce del ministero delle Finanze ha fatto sapere che «vediamo un annuncio e non ancora un’offerta formale». E in ogni caso «il governo sostiene l’ambizione di Commerz di restare autonoma. Un’operazione ostile, soprattutto considerato il fatto che si tratta di una banca sistemica, non è accettabile». Il governo detiene ancora una quota del 12% di Commerzbank. In serata, anche il cancelliere Friedrich Merz ha ripetuto il mantra di Berlino: adesso «Unicredit è tenuta a fare un’offerta», ma «l’opinione del governo è chiara: vogliamo tutelare l’indipendenza di Commerzbank». In un super anno elettorale come questo, e con gli ultranazionalisti dell’Afd che in due land potrebbero raggiungere il 40% dei consensi, la trincea contro acquisizioni straniere di portata così sistemica sembra diventata ancora più profonda.
L’opposizione di Commerz: “Mossa non concordata”
L’amministratrice delegata della seconda maggiore banca tedesca, Bettina Orlopp, è sembrata replicare direttamente all’appello di Orcel, che aveva sostenuto che «è arrivato il tempo di parlare». Un comunicato della banca aveva già premesso che l’annuncio «non è stato discusso con Commerzbank». E che manca ancora «qualsiasi informazione sui punti chiave di una transazione che dovrebbe creare valore. E che sarebbe la base necessaria per qualsiasi discussione potenziale».
Orlopp ha sottolineato che la mossa di Orcel, ancora una volta, «non è stata concordata con noi». E la capa della banca di Francoforte ha puntato anche il dito sul «mancato premio» previsto in particolare nello scambio di azioni per gli azionisti Commerz. Il prezzo, insomma, è troppo basso. Nel pomeriggio anche i sindacati si sono fatti sentire per ribadire la loro assoluta contrarietà a Unicredit. E sui giornali online sono tornati i titoloni su presunti tagli di decine di migliaia di dipendenti Commerz che una conquista italiana provocherebbe.
Domenica scorsa, prima di annunciare l’assalto finale, Andrea Orcel ha provato invano a chiamare Giorgia Meloni per informarla dell’imminente annuncio, riporta una fonte a conoscenza del dossier. Unicredit non commenta, anche se lo strano silenzio del governo sulla più grande operazione bancaria europea degli ultimi anni ha contribuito a rassicurare i tedeschi nel loro ostinato “nein” all’arrivo degli italiani. Ieri mattina al portavoce del ministro delle Finanze è stato chiesto esplicitamente se l’operazione di Orcel non sia in piena sintonia con il rafforzamento del mercato unico europeo dei capitali strombazzato da Merz a ogni piè sospinto, ma lui ha risposto che «ciò non ha niente a che fare con il tentativo di conquista ostile di Unicredit». Il governo sostiene, ha sottolineato più volte, l’ambizione di Commerzbank di restare autonoma.