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Piano di crisi Ue sull’energia, aiuti pubblici per le bollette: “Anche gli Ets da rivedere”

(reuters)

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Von der Leyen: “Gli Stati hanno ampi margini per ridurre le tasse sull’elettricità”. L’Aie pronta a nuovi interventi
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BRUXELLES – Più aiuti di Stato, meno tasse sulle bollette e meno consumi. L’Ue prova a mettere in campo una contromossa per affrontare la crisi energetica e il caro-petrolio e gas. E in vista del Consiglio europeo di giovedì i ministri europei dell’energia e quelli del G7 hanno studiato le possibili soluzioni. Partendo appunto dalla componente fiscale dei prezzi. Si tratta di un piano che parte dall’idea che si tratta di una difficoltà di costi e non di approvvigionamento. Secondo la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, allora, esiste un «ampio margine» per abbassare la tassazione sull’energia elettrica» e aggiunge: «L’Europa ha già speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili».

Strategia Ue ant…

BRUXELLES – Più aiuti di Stato, meno tasse sulle bollette e meno consumi. L’Ue prova a mettere in campo una contromossa per affrontare la crisi energetica e il caro-petrolio e gas. E in vista del Consiglio europeo di giovedì i ministri europei dell’energia e quelli del G7 hanno studiato le possibili soluzioni. Partendo appunto dalla componente fiscale dei prezzi. Si tratta di un piano che parte dall’idea che si tratta di una difficoltà di costi e non di approvvigionamento. Secondo la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, allora, esiste un «ampio margine» per abbassare la tassazione sull’energia elettrica» e aggiunge: «L’Europa ha già speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili».

Strategia Ue anti-rincari

Nell’attuale contesto, del resto, l’obiettivo è ridurre l’impatto sui cittadini. E gli Stati lo possono fare anche attraverso il ricorso agli aiuti di Stato. «La Commissione rafforzerà ulteriormente questi meccanismi – ha spiegato la leader dell’esecutivo europeo - e li renderà più flessibili, consentendo ai Paesi membri di fornire un sostegno ancora più immediato dove è più necessario». Alcune soluzioni potrebbero essere applicate alla fonte con l’introduzione di un tetto al prezzo del gas. Misura già introdotta all’inizio della guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina. La Commissione non esclude anche la revisione degli Ets, ossia le quote di emissione di inquinamento che rappresentano però una garanzia per la transizione ambientale. Sebbene su questo punto le divisione tra i 27 siano molto consistenti e difficilmente si arriverà ad un compromesso in tempi brevi. Più difficile disaccoppiare ora il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Anche se il peso delle bollette viene determinato prevalentemente dal prezzo della fonte più cara e quindi in questa fase dal gas.

Quali opzioni per l’Ue

La Francia sta preparando anche proposte che puntano ad aumentare i contratti a lungo termine proprio per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas e redistribuire i profitti non generati dal mercato del gas. Tutti comunque sanno che la situazione può peggiorare. «Dobbiamo prepararci perché può aggravarsi ulteriormente – ha detto il commissario all’energia, Dan Jorgensen – e essere pronti ad attuare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri». Non a caso nei giorni scorsi Palazzo Berlaymont aveva rispolverato il “vecchio” piano ideato nel 2022 che prevedeva anche una riduzione dei consumi e un razionamento dell’elettricità. Si tratta di una “extrema ratio” ma pur sempre presente nello scenario considerato dagli uffici di Bruxelles. Di certo, però, l’ipotesi di sbloccare il gas russo viene esclusa. «Stiamo facendo tutto il possibile per diversificare le nostre fonti energetiche – ha sottolineato la ministra tedesca, Katherina Reiche -. Un approvvigionamento di gas dalla Russia significherebbe tornare a una situazione di assoluta insicurezza e sostenere l’aggressore. Per noi è fuori questione».

Cosa può fare la Aie

Nel frattempo per ridurre il caro-benzina Faith Birol, direttore generale dell’agenzia internazionale dell’energia, ha fatto notare che ci sono ancora «molte riserve di petrolio» e che se ci fosse bisogno si potrà intervenire ancora con ulteriori rilasci delle riserve strategiche. Del resto i segnali lanciati dal conflitto in Medio Oriente non lasciano presagire soluzioni in tempi brevi. L’Europa si deve dunque preparare a una fase lunga di tensioni sul mercato del petrolio e del gas. E alle conseguenti ripercussioni sui costi che si abbatteranno sui cittadini e sulle imprese. Anche per questo von der Leyen ha rilanciato ieri - in una lettera ai capi di Stato e di governo - la necessità di battere ancora la strada delle fonti rinnovabili. L’unica in grado di offrire alternative al Vecchio Continente nel lungo periodo senza dipendere da fornitori instabili.

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