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India senza gas, i ristoranti in crisi smettono di friggere il cibo e sono a rischio chiusura

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L'Associazione nazionale di hotel e ristoranti sta consigliando di ridurre gli orari, smettere di offrire piatti che richiedono lunghe cotture a fuoco lento e fritture, e utilizzare coperchi per risparmiare energia
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ROMA – Da Amrut Sagar, un ristorante fast food di Mumbai, il gestore Vijender Naik si dispera perché le bombole di gas sono disponibili sul mercato nero al doppio del prezzo abituale, che si aggira intorno alle 1.800 rupie (19,50 dollari). Trinath Mahto, che vende tè per appena 15 rupie a Nuova Delhi, ha visto il prezzo delle bombole di gas da cucina più che raddoppiare in tre giorni e ora paga quasi 250 rupie al chilo di gas, invece delle 100 abituali.

I tentativi di accaparramento del gas

L’India, che dipende fortemente dai paesi del Golfo per il suo gas, è stata tra le regioni più colpite dal fatto che il conflitto dell’America ed Israele contro l'Iran ha interrotto le forniture energetiche in tutto il mondo. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha tentato di rassicurare i concittadini dichiarando che "non c'è bisogno di farsi prendere dal panico” ma – racconta il Financial Times – la nazione più popolosa del mondo è sommersa da segnalazioni di accaparramento, furti e speculazi…

ROMA – Da Amrut Sagar, un ristorante fast food di Mumbai, il gestore Vijender Naik si dispera perché le bombole di gas sono disponibili sul mercato nero al doppio del prezzo abituale, che si aggira intorno alle 1.800 rupie (19,50 dollari). Trinath Mahto, che vende tè per appena 15 rupie a Nuova Delhi, ha visto il prezzo delle bombole di gas da cucina più che raddoppiare in tre giorni e ora paga quasi 250 rupie al chilo di gas, invece delle 100 abituali.

I tentativi di accaparramento del gas

L’India, che dipende fortemente dai paesi del Golfo per il suo gas, è stata tra le regioni più colpite dal fatto che il conflitto dell’America ed Israele contro l'Iran ha interrotto le forniture energetiche in tutto il mondo. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha tentato di rassicurare i concittadini dichiarando che "non c'è bisogno di farsi prendere dal panico” ma – racconta il Financial Times – la nazione più popolosa del mondo è sommersa da segnalazioni di accaparramento, furti e speculazione sui prezzi. Soprattutto i cittadini stanno tentando in tutti i modi di procurarsi le scorte sempre più scarse di bombole utilizzate per cucinare.

Le forniture dagli emirati al palo

L'India, che attualmente è il secondo importatore mondiale di Gpl, riceve il 60% delle forniture da Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. Le scorte si stanno esaurendo e Nuova Delhi non dispone di grandi riserve. Il governo, dopo che i ristoranti avevano lanciato l’allarme e avvertito che avrebbero chiuso entro pochi giorni senza nuove forniture, ha autorizzato l'uso di combustibili più inquinanti, tra cui carbone, legna e cherosene, per cucinare. Di conseguenza l'Associazione indiana degli hotel e dei ristoranti, che raduna fino alla metà degli alberghi di Mumbai, potrebbe essere costretta a chiudere se la situazione non migliorerà. Al momento l'Associazione ha già consigliato ai suoi 500.000 membri di valutare la possibilità di ridurre gli orari di apertura, di smettere di offrire piatti che richiedono lunghe cotture a fuoco lento e fritture, e di utilizzare coperchi durante la cottura per risparmiare energia.

Il rischio per le cremazioni

Ma non è tutto. Il problema del gas infatti rischia anche di far saltare le cremazioni dei morti del Paese. "La carenza di gas ci ha davvero colpiti", ha dichiarato al Financial Times Manisha Shekatkar, ingegnere capo del comune di Pune, responsabile dei crematori della città. Ha spiegato che la penuria di gas li ha costretti a passare dai crematori a gas a quelli elettrici, prima che i corpi iniziassero ad accumularsi.

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