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Unicredit all’assalto di Commerz. Offerta per salire oltre il 30%

ANDREA ORCEL CEO UNICREDIT 

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Ops “tattica” sull’intero capitale ma con un premio ridotto: “Vogliamo aprire un dialogo” anche se l’obiettivo resta la fusione. L’Europa benedice: servono banche più grandi
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Milano – Unicredit prova a sbloccare la partita tedesca e per farlo lancia un’Ops volontaria sul 100% del capitale di Commerzbank. A un prezzo basso, che incorpora un premio del 4% rispetto ai valori di Borsa. E quindi la mossa non serve a conquistare il controllo della banca in modo ostile ma piuttosto a superare la soglia del 30%, che Unicredit ha già raggiunto, e dare inizio ai negoziati. L’Ops «punta a far partire un dialogo costruttivo» con la banca tedesca, ha detto il ceo di Unicredit Andrea Orcel nella conference call sull’operazione. «Abbiamo avuto alcuni colloqui, ma non tanti quanti avremmo voluto. Credo che abbiamo una buona idea di alcune delle questioni e siamo assolutamente disponibili a trovare soluzioni per coinvolgere tutti», ha aggiunto.

L’operazione, dal punto di vista tecnico, presenta diversi vantaggi per Unicredit. Permette di non continuare ad adeguare la partecipazione al livello del 30% visto che il buyback che ha in corso Commerzbank modificherà il numero …

Milano – Unicredit prova a sbloccare la partita tedesca e per farlo lancia un’Ops volontaria sul 100% del capitale di Commerzbank. A un prezzo basso, che incorpora un premio del 4% rispetto ai valori di Borsa. E quindi la mossa non serve a conquistare il controllo della banca in modo ostile ma piuttosto a superare la soglia del 30%, che Unicredit ha già raggiunto, e dare inizio ai negoziati. L’Ops «punta a far partire un dialogo costruttivo» con la banca tedesca, ha detto il ceo di Unicredit Andrea Orcel nella conference call sull’operazione. «Abbiamo avuto alcuni colloqui, ma non tanti quanti avremmo voluto. Credo che abbiamo una buona idea di alcune delle questioni e siamo assolutamente disponibili a trovare soluzioni per coinvolgere tutti», ha aggiunto.

L’operazione, dal punto di vista tecnico, presenta diversi vantaggi per Unicredit. Permette di non continuare ad adeguare la partecipazione al livello del 30% visto che il buyback che ha in corso Commerzbank modificherà il numero di azioni in circolazione. E poi, una volta superato il 30% stabilmente, Unicredit potrà comprare altre azioni Commerzbank liberamente sul mercato. Inoltre l’Ops non andrà a intaccare la politica di distribuzione dei dividendi della banca milanese e inciderà molto poco sul capitale.

Per questi motivi l’Ops a prezzo contenuto è stata approvata dal cda di Unicredit che la ritiene una «misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore».

L’Ops partirà a maggio, dopo un’assemblea Unicredit che approverà l’aumento di capitale al servizio dell’offerta, e quindi si apre uno spazio di circa 12 settimane per cercare di arrivare a un accordo più ampio con una soluzione che soddisfi tutti. Ma quale potrebbe essere questa soluzione? «Credo che una fusione non solo aggiungerebbe molto valore agli azionisti, ma anche alla Germania, all’Europa, ai clienti e alle persone che lavorano presso la Commerzbank e Unicredit», ha detto ancora Orcel nella call. «Sono fermamente convinto che l’Europa abbia bisogno di banche più grandi e più forti. Il settore dei servizi finanziari tedesco, e in particolare il mercato bancario, è eccessivamente frammentato. E questo non va nell’interesse dei clienti e dell’economia in generale, non solo in Germania, ma in Germania in particolare», ha ribadito Orcel.

E su questo terreno il ceo di Unicredit sa di avere il sostegno della Ue. Che infatti proprio ieri mattina, attraverso un suo portavoce, ha ricordato: «In generale, il consolidamento nel settore bancario attraverso fusioni domestiche e transfrontaliere contribuirebbe a migliorare l’efficienza e la redditività delle banche. Le nostre banche non hanno raggiunto una scala sufficiente per essere competitive sul piano internazionale».

Unicredit aveva provato un anno fa a rafforzarsi anche a livello domestico lanciando un’Ops su Banco Bpm ma l’operazione non è andata a buon fine per l’opposizione del governo italiano, che ha utilizzato in maniera impropria lo strumento del golden power. A novembre scorso è stata aperta una procedura di infrazione contro l’Italia volta a modificare la legge sul golden power.

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